Quanto costa davvero essere un’impresa in Sardegna?
Dal convegno dei Riformatori emerge un dato che pesa come un macigno: +34% di costi rispetto al resto d’Italia. Non una percezione, ma una misura concreta dello svantaggio competitivo legato all’insularità.
«L’insularità non è un tema identitario né una lamentela, ma una condizione strutturale i cui svantaggi devono essere rimossi», ha spiegato MICHELE COSSA, aprendo i lavori e indicando con chiarezza la direzione: serve un intervento nazionale, come previsto anche dalla Costituzione, ancora oggi senza reali compensazioni.
A dare solidità tecnica al dato è stato Andrea Giuricin (Istituto Bruno Leoni), che ha presentato lo studio sul trasporto merci: «Lo svantaggio competitivo complessivo arriva al 34%, tra costi logistici, trasporti ed ETS». Un’analisi che evidenzia anche un altro numero significativo: fino al +41% nei costi di trasporto delle merci rispetto al resto del Paese.
A completare il quadro, il contributo di Massimiliano Manca ha evidenziato le criticità operative del sistema logistico isolano. Subito dopo è intervenuta Barbara Manca (Assessora regionale trasporti), richiamando i dati del Cirem: circa 660 milioni di euro l’anno per il sistema dei trasporti tra merci e passeggeri, un peso strutturale che incide su famiglie e imprese.
Nel dibattito anche Francesco Pigliaru, che ha portato l’esempio della Corsica, dove strumenti autorizzati dall’Europa hanno consentito di ridurre l’impatto dei costi di trasporto. A chiudere il confronto Aldo Salaris, rilanciando la necessità di trasformare questi dati in proposte concrete.
Il punto ormai è evidente: senza interventi strutturali che compensino gli svantaggi dell’insularità, la Sardegna continuerà a partire ogni giorno con un handicap competitivo. E questo, più che un tema politico, è un tema di equità.
ph. La Nuova Sardegna

