Ieri sera, nella suggestiva cornice dei sotterranei di Palazzo Bacaredda, abbiamo acceso un faro su una delle ferite più silenziose della nostra città.
Il Cimitero monumentale di Bonaria è un malato grave. Da oltre vent’anni le amministrazioni provano a tenerlo in vita tra crolli, criticità strutturali e interventi frammentati. Eppure parliamo di un monumento che molti definiscono un museo a cielo aperto, che non ha nulla da invidiare a cimiteri ben più celebri.
Il vero problema? Non è conosciuto. E ciò che non si conosce, difficilmente si ama.
Per questo il gruppo consiliare di Riformatori Sardi con il coordinamento cittadino di Cagliari ha voluto organizzare un momento di confronto aperto e concreto.
La vicesindaca Maria Cristina Mancini, dialogando con il nostro consigliere comunale Massimiliano Piccoi, ha illustrato le difficoltà attuali e i prossimi interventi previsti.
Pierpaolo Vargiu, da vero appassionato, ha portato idee e proposte già pronte per essere messe in campo.
Spazio anche a Rita Dedola e Lorenzo Spanedda, che hanno raccontato le ragioni della nascita dell’associazione a difesa del cimitero.
La conclusione è semplice: Bonaria si salva solo insieme.
Non è un luogo del passato.
È un valore per il presente della città.
È viva Bonaria.

