Ieri a Sassari è partito un confronto vero, serio e necessario sulla sanità sarda.
Con il primo appuntamento della Scuola di formazione politica dei Riformatori Sardi, dedicato al tema “La sanità sarda ha bisogno di cure?”, abbiamo aperto un percorso di ascolto e proposta che porterà alla costruzione del Manifesto sulla sanità, destinato a essere consegnato il 10 aprile a Cagliari al ministro della Salute Orazio Schillaci.
Ad aprire i lavori è stato il coordinatore regionale dei Riformatori Aldo Salaris, che ha richiamato la necessità di affrontare il tema sanitario anche sul piano delle risorse e dell’autonomia, sottolineando l’esigenza di aggiornare i criteri con cui la Sardegna può sostenere finanziariamente il proprio sistema sanitario.
Il confronto, moderato da Franco Meloni, ha subito messo al centro alcuni nodi fondamentali: basta interventi disordinati su un sistema già in sofferenza; servono invece priorità chiare, una riorganizzazione della rete ospedaliera, una vocazione più definita per i presìdi sanitari e un investimento più forte sulla medicina territoriale, sulle Case della salute e sugli ambulatori diffusi.
Importanti anche gli interventi dei protagonisti del sistema sanitario presenti al tavolo.
Flavio Sensi, direttore generale della ASL 1 di Sassari, ha richiamato il tema delle risposte concrete da dare ai territori, anche periferici, e la necessità di rafforzare i servizi per evitare che tutto si scarichi sui pronto soccorso.
Serafino Ponti, direttore generale dell’AOU di Sassari, ha posto l’attenzione sul cambiamento di mentalità necessario per rendere strutturali strumenti come la telemedicina e i progetti di cura a distanza, così da garantire accesso alle cure anche a chi vive nei centri più piccoli.
Mario Palermo, già commissario dell’AOU di Sassari, ha insistito sulla necessità di uscire dalla logica delle soluzioni semplicistiche, evidenziando come il sistema abbia bisogno di equilibrio, programmazione e di una integrazione seria tra pubblico e privato convenzionato, sempre nell’interesse del cittadino.
Fausta Pileri, segretaria territoriale Nursind e componente della Direzione nazionale, ha richiamato con forza il tema dell’inverno demografico e della crescente pressione che nei prossimi anni graverà sul sistema sanitario, mettendo in evidenza la questione decisiva della carenza di medici e infermieri.
Dal dibattito è emersa una convinzione chiara: la sanità sarda non può essere governata inseguendo solo l’emergenza.
Serve una visione strategica, capace di tenere insieme sostenibilità economica, qualità dei servizi, organizzazione efficiente e diritto alle cure per tutti i cittadini, in ogni parte della Sardegna.
Quello di ieri è stato il primo passo.
Noi vogliamo proseguire questo lavoro con serietà, competenza e senso di responsabilità, perché la sanità sarda ha davvero bisogno di cure. E ha bisogno soprattutto di idee chiare, coraggio e scelte giuste.

