C’è una Sardegna che ogni giorno paga un prezzo in più per produrre, trasportare, competere. E quando i costi dei collegamenti aumentano in modo così pesante, il problema non riguarda solo le imprese: riguarda l’intero sistema economico isolano.
Per questo assume un valore particolare il contributo di Massimiliano Manca, che ha riportato il dibattito su un piano concreto, spiegando con chiarezza ciò che tante aziende vivono quotidianamente: l’aumento dei costi di trasporto e l’imprevedibilità dei collegamenti non sono dettagli tecnici, ma ostacoli reali alla programmazione, agli investimenti e alla competitività delle imprese sarde.
È da qui che parte una battaglia politica seria, che i Riformatori Sardi hanno scelto di portare avanti con determinazione. Una battaglia che trova forza anche nell’impegno di Aldo Salaris, che richiama il tema dell’equità territoriale, e di Michele Cossa, che da tempo insiste sulla necessità di affrontare senza rinvii il nodo dell’insularità.
Il punto è semplice: la Sardegna non chiede privilegi. Chiede che venga finalmente riconosciuto un principio di giustizia, senza il quale il divario con il resto d’Italia continuerà ad allargarsi.
I Riformatori stanno facendo quello che la buona politica dovrebbe sempre fare: trasformare un problema strutturale in una proposta chiara, concreta e utile per tutta l’Isola.

