Tag: dedoni

DEDONI: Rete ospedaliera, slittamento dell’Aula per imbavagliare l’opposizione

“Apprendiamo dalla stampa che nella maggioranza starebbe maturando l’intenzione di iniziare come previsto l’esame in Aula del Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera il 26 settembre, per poi sospenderlo fino a metà ottobre nel tentativo di trovare qualche forma di accordo con i sindaci della propria parte politica al fine di garantire un minimo di consenso nei territori verso una riforma che, ormai è chiaro, in Sardegna nessuno vuole. Siamo totalmente contrari a tale ipotesi, che costringerebbe il Consiglio regionale a discutere del niente nell’attesa che il Pd risolva le sue beghe interne, per poi trovarsi davanti il vero testo riscritto a colpi di emendamenti e di fatto ‘blindato’”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Martedì prossimo vogliamo conoscere il testo definitivo che la maggioranza intende sottoporre all’Assemblea”, ammonisce Dedoni. “Anche perché, con la scadenza per la presentazione degli emendamenti fissata per l’indomani, si vuole nascondere all’opposizione il vero testo in esame, limitando così il dibattito e la possibilità di apportare quelle modifiche che tanti territori richiedono a gran voce e di cui il centrosinistra non sembra in grado di farsi carico, stretto com’è tra l’incudine di una Giunta che sulla sanità si gioca il prosieguo della legislatura e il martello dei propri bacini elettorali in rivolta. Se la maggioranza si è finalmente resa conto che il Piano elaborato dall’esecutivo è improponibile, come da tempo sosteniamo, allora si prenda la responsabilità di presentarsi in Aula e di chiedere il rinvio del testo alla Commissione competente, dove ci si potrà confrontare per scrivere una nuova riorganizzazione, che parta dalle esigenze dei territori per definire una rete ospedaliera efficiente e in grado di garantire a tutti i sardi pari diritto di accesso all’assistenza sanitaria pubblica”.
“Anziché tagliare i posti letto ospedalieri nei territori, scaricando sui cittadini delle zone interne e disagiate i costi degli spostamenti per poter accedere alle cure mediche di cui hanno bisogno, il centrosinistra farebbe bene ad affrontare seriamente il buco nero delle aziende sanitarie che, nonostante l’accorpamento delle otto vecchie Asl nell’Ats, continuano a generare deficit ad un ritmo spaventoso”, conclude il capogruppo. “Anche la variazione di bilancio che il Consiglio si accinge ad approvare, con la quale saranno stanziati 117 milioni di euro per cercare di arginare parzialmente un disavanzo fuori controllo, non servirà a niente, perché l’istituzione dell’azienda unica ha incrementato enormemente le inefficienze e le diseguaglianze del sistema ma non è riuscita ad incidere minimamente sugli elementi che fanno lievitare la spesa, vale a dire gli sprechi e le clientele che si annidano in quella ‘zona grigia’ costituita dalla gestione del personale e degli acquisti”.

Dedoni: Urbanistica, Sardegna Regione ad Autonomia limitata

“Apprendiamo dall’autorevole voce del ministro Franceschini che la Sardegna ha smesso di essere una Regione ad Autonomia speciale per diventare una Regione ad Autonomia limitata: i sardi, così come vengono visti nei Palazzi romani, sono un popolo semisviluppato, ancora incapace di autogovernarsi attraverso le proprie istituzioni democratiche e pertanto da sottoporre alla paternalistica tutela dell’esecutivo nazionale e dei suoi luogotenenti coloniali in terra isolana”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Capita così di scoprire che i post dei burocrati romani sui social network hanno molto più peso di una legge approvata dai rappresentanti del popolo sardo, i quali devono chinare il capo ed ubbidire come accadeva ai tempi delle varie dominazioni che si sono succedute nel corso della nostra storia”, prosegue Dedoni. “Il silenzio del presidente Pigliaru la dice lunga: sono la Giunta regionale e la maggioranza di centrosinistra, con l’atteggiamento subalterno nei confronti del Governo e delle segreterie di partito che hanno tenuto fin dall’inizio della legislatura, i responsabili di questo stato di cose. L’aver rinunciato a rivendicare le quote erariali che ci sono dovute ai sensi dell’art. 8 dello Statuto ha spalancato le porte ad ogni possibile sopruso. L’aver accettato passivamente, se non con entusiasmo, tutte quelle misure di razionalizzazione e di taglio indiscriminato dei servizi pubblici sul territorio pensati solo per fare cassa, dalla scuola alla sanità, sulle quali la Regione ha applicato senza alcuna discussione dei parametri statali del tutto inadeguati per la nostra realtà, passando per i trasporti, gli uffici postali, i presidi delle Forze dell’Ordine e dei Vigili del Fuoco, le sedi giudiziarie, le Camere di Commercio e così via, ha fatto il resto: oggi, nessuno a Roma pensa che il popolo sardo abbia dei rappresentanti con cui confrontarsi quando vengono assunte delle decisioni che hanno delle ricadute sulla nostra Isola”.
“La Sardegna ha bisogno di ben altro se vuole sperare di lasciarsi alle spalle la crisi, il sottosviluppo e la minaccia costante dello spopolamento e della desertificazione del territorio”, conclude il capogruppo. “Di sicuro, ha bisogno di una rappresentanza politica con la schiena dritta, che metta le istanze del popolo davanti ai suoi interessi personali e di partito, vale a dire l’esatto contrario di ciò che si trova ad avere oggi”.

Dedoni: Rete ospedaliera, da Cal atto di vera giustizia e lotta concreta allo spopolamento

“A nome di tutti i sardi che vivono nelle aree più periferiche e disagiate dell’Isola, ringraziamo il Consiglio delle Autonomie Locali per l’attenzione mostrata nel voler adottare un atto di vera giustizia e di lotta concreta allo spopolamento e alla desertificazione della Sardegna, esprimendo parere contrario al Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera presentato dalla Giunta regionale”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Le preoccupazioni espresse dai sindaci nel parere appena deliberato dal Cal sono le stesse che da mesi vengono portate avanti dai territori più colpiti dal disegno accentratore del centrosinistra, che punta a tagliare selvaggiamente l’assistenza sanitaria nelle periferie per recuperare le risorse necessarie a potenziare l’offerta nei propri bacini elettorali”, sottolinea Dedoni. “E’ l’esatto contrario di ciò che ci si aspetterebbe da una vera riforma della sanità, alla quale i cittadini chiedono che il diritto alla salute sia riconosciuto in maniera uguale a tutti i sardi, vale a dire che gli abitanti di ogni zona dell’Isola possano accedere a un’assistenza medica di livello adeguato e agli stessi costi, compresi quelli da sostenere per gli spostamenti”.
“A questo punto ci aspettiamo che il Consiglio regionale, ma prima ancora la stessa Commissione Sanità, sappia cogliere il segnale lanciato dalla gran parte dei territori e che rispedisca al mittente il Piano affinché venga riscritto da cima a fondo”, conclude il capogruppo. “Una vera riforma della sanità deve partire dall’ascolto delle esigenze dei singoli territori, perché l’assistenza territoriale è il primo tassello nell’organizzazione del sistema. Il centrosinistra, invece, ha voluto procedere all’inverso, ridistribuendo i posti letto prima ancora di aver deciso come strutturare il sistema sanitario e delegando anzi il compito più importante all’Atto aziendale adottato in regime assolutistico dal direttore generale dell’Ats. Così si distrugge la sanità in Sardegna, per questo i territori sono in rivolta e non intendono subire passivamente una riforma pensata solo in funzione degli interessi politici del centrosinistra”.

Iglesias Roberto Frongia, Michele Cossa e Attilio Dedoni bacchettano la Regione

Igea e bonifiche, parte l’attacco dei Riformatori sardi

Una società che con una mano licenzia i suoi dipendenti ed esternalizza «un’area strategica come il laboratorio chimico» e, con l’altra, assume attraverso stabilizzazioni o concorsi. «Poi si affida a consulenti esterni per svolgere il lavoro per cui sono stati assunti o spende ulteriori risorse per la loro formazione». Non solo. I Riformatori sardi ieri nel corso di una conferenza stampa non hanno risparmiato attacchi e critiche sul la gestione di Igea e sulle bonifiche. Nel mirino anche l’ad Michele Caria, «un grande commercialista, non c’è dubbio, ma c’è bisogno di professionalità specifiche per la missione delle bonifiche non realizzata dal 1998».

Il presidente Roberto Frongia, con i consiglieri regionali Michele Cossa e Attilio Dedoni, ha richiamato la Regione a un maggior controllo. In particolare, chiarisce Cossa: «Non ha senso chiudere il laboratorio, sa di epurazione». Tante le loro interrogazioni sul caso Igea. «Nessuna risposta – rincara Dedoni – anche sulla selezione dei dieci operai polivalenti: ci sono denunce mentre il territorio è rimasto martoriato».
Recentemente il Corpo Forestale ha proceduto in Procura alla comunicazione di notizia di reato per incendio colposo a Monteponi: «Conclusa l’ispezione, ritiene responsabile l’In house nella cura traliccio che ha generato le fiamme».
Frongia ha inoltre contestato: «Il piano di assunzioni è confuso mentre non sono chiari costi e ragioni dell’esternalizzazione del laboratorio».

fonte: Unione Sarda - Miriam Cappa

Elisoccorso, doveroso vigilare su appalto da 90 milioni

“In merito alle preoccupazioni espresse da più parti, non soltanto politiche, relativamente al bando per l’affidamento del servizio regionale di elisoccorso, è bene precisare che gli atteggiamenti intimidatori posti in essere dai vertici dell’Ats e dell’Assl di Olbia non possono bastare a fermare la doverosa attività di controllo su un procedimento amministrativo che viene portato avanti impiegando i soldi dei cittadini e che dovrà servire per rendere a questi ultimi un servizio di fondamentale importanza per il salvataggio delle vite umane. E’ pertanto necessario assicurarsi che tale servizio venga affidato nei tempi più rapidi e che la sua gestione da parte del soggetto che vincerà la gara di appalto sia la più efficiente ed efficace possibile”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Visto che la Giunta regionale, oltre a non aver ancora provveduto a dare operatività all’Areus, da cui dipende il servizio di elisoccorso, sta venendo meno al suo compito di vigilanza sugli atti portati avanti dall’Ats, che non è un corpo estraneo rispetto all’Amministrazione ma una sua diretta emanazione, è indispensabile che siano i consiglieri regionali a farsene carico, anche se la cosa può arrecare qualche fastidio al prof. Moirano e al dott. Di Gennaro”, prosegue Dedoni. “Per questo, ho ritenuto di dover rendere pubblico il contenuto delle lettere di segnalazione che la stazione appaltante sta ricevendo in merito al bando per l’elisoccorso, la cui esistenza e i cui contenuti, peraltro, non vengono smentiti. Sarà poi chi di dovere a prendere atto di tali segnalazioni e a fare le verifiche del caso, sia sulla legittimità della procedura che sulle conseguenze che eventuali anomalie nel capitolato d’appalto potrebbero avere sull’affidamento del servizio in tempi ragionevoli”.
“Ritengo pertanto utile allegare a questa dichiarazione una delle lettere inviate all’Assl di Olbia da soggetti interessati a partecipare alla gara ed impossibilitati a farlo, a riprova di quanto le perplessità in merito al capitolato d’appalto siano circostanziate e ben documentate dal punto di vista tecnico”, conclude il capogruppo. “Ognuno è libero di farsi la propria idea al riguardo. La mia è che nella sanità sarda ci sono già troppi sprechi e troppa poca trasparenza. Per l’elisoccorso sono in ballo 90 milioni di euro, pertanto mi sembra a dir poco doveroso prestare attenzione a come questi soldi verranno spesi”.

DEDONI: Continuità territoriale, i sardi finanziano la fondazione di Renzi a loro insaputa

“Servono anche a finanziare la fondazione Open di Matteo Renzi, i 72 milioni che ogni anno lo Stato elargisce a Tirrenia per gestire le rotte in regime di continuità territoriale da e per la Sardegna, insieme ai guadagni sulla vendita dei biglietti per i traghetti a tariffe che non possono certo definirsi agevolate. Quanto riportato nell’inchiesta che compare sulla prima pagina del ‘Fatto Quotidiano’ di oggi può essere facilmente verificato sul sito Internet della Fondazione: risultano contribuzioni da parte di Vincenzo Onorato, attuale proprietario di Tirrenia, e di Moby, altra compagnia di navigazione di proprietà del gruppo Onorato, per un totale di 150 mila euro, che fa dell’armatore napoletano uno dei principali sponsor dell’ex Presidente del Consiglio”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Quando parliamo della necessità di un riconoscimento costituzionale per lo status di insularità della Sardegna, bisogna tenere ben presente quali sono gli interessi e le commistioni tra politica e affari che prosperano sul mantenimento della nostra Isola in una posizione subordinata rispetto alle altre regioni italiane, poco più di una colonia da cui tutti cercano di prendere e cui nessuno vuol dare ciò che le spetta di diritto”, prosegue Dedoni. “Come si può pensare di sedersi a trattare il rinnovo della convenzione per le rotte in continuità territoriale quando l’armatore che collega la Sardegna all’Italia in un regime di monopolio privato pressoché assoluto e il Governo nazionale sono collegati da interessi simili? Senza contare che anche la stessa Giunta regionale risponde alle direttive del partito di cui Renzi è tuttora segretario. Diventa fin troppo facile, allora, capire come mai il tavolo per la ridefinizione dell’accordo con Tirrenia, aperto a novembre dello scorso anno, non ha ancora prodotto nulla, lasciando la compagnia di Onorato libera di fare il bello e il cattivo tempo sulle rotte da e per l’Isola”.
“Se Onorato avesse voluto investire un po’ dei suoi guadagni per fare del bene alla collettività, avrebbe certamente fatto meglio a spendere quei 150 mila euro per finanziare una campagna per la promozione dei territori sardi”, conclude il capogruppo. “Così, invece, non fa altro che contribuire a mantenere la nostra Isola asservita ai poteri forti italiani della politica e della finanza”.

DEDONI: Entrate, Soru unico nel centrosinistra in grado di ragionare con lucidità

“Finalmente scopriamo che nel centrosinistra c’è ancora qualcuno in grado di ragionare con una certa lucidità, fino ad ammettere che l’accordo Paci-Padoan sulle entrate deve essere disdetto e che la Regione deve pretendere il versamento delle quote erariali che le spettano fino all’ultimo centesimo: finora, l’on. Soru si è dimostrato l’unico esponente della maggioranza capace di parlare di autonomismo in termini concreti, cercando soluzioni ai problemi reali della Sardegna, non certo come le iniziative mediatiche di qualche suo alleato che sbandiera propositi astratti di indipendenza per reclamare un po’ di visibilità anche durante le ferie estive”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni, commentando le interviste all’eurodeputato del Partito Democratico, Renato Soru, sui quotidiani sardi oggi in edicola. “Le parole di Soru dovrebbero essere d’esempio anche a chi, nei giorni scorsi, cercava di lanciare messaggi sottotraccia alla Giunta, sollecitando l’approvazione del bilancio di previsione per il 2018 entro la fine di quest’anno”, prosegue Dedoni. “Un bilancio tutto da inventare, se la Regione non può contare sulle sue entrate, che lo Stato continua a non versare come ha sempre fatto. Come si può pensare di sostenere l’economia e superare le emergenze dei vari comparti in difficoltà? L’agricoltura, l’artigianato, il turismo, l’industria: tutti hanno bisogno di sostegno. Servono delle politiche attive del lavoro, che oggi non esistono. Che fine ha fatto, ad esempio, la formazione professionale? C’è da investire sulla continuità territoriale, sulla viabilità interna, sulla gestione delle risorse idriche, oltre a ripianare il deficit sanitario. Insomma, servono migliaia, non solo centinaia, di milioni di euro. E con quali risorse si pensa di farlo, considerate le difficoltà che si stanno incontrando anche solo per tirar fuori i 35 milioni necessari a salvare il comparto agropastorale?” “Per non dire del rilancio delle zone interne, per il quale si attende che la commissione consiliare competente prenda in esame le tante proposte di legge depositate”, conclude il capogruppo. “Se la Regione avesse le proprie entrate, si potrebbero affrontare le tematiche dello spopolamento e della desertificazione con uno straccio di progettualità politica, anziché ripulirsi la coscienza in vista delle elezioni con uno stanziamento generico in bilancio. E non si rischierebbe neanche di perdere i fondi comunitari, come invece si sta facendo ora con una programmazione territoriale lenta, farraginosa e calata dall’alto, che non affronta nessuno dei veri problemi delle aree disagiate”.

DEDONI: Finanziaria, si prevedono tempi lunghi per mancanza di risorse

“L’opposizione sarebbe la prima ad essere soddisfatta se davvero, come si augura l’on. Sabatini, la Regione fosse in grado di dotarsi del proprio bilancio per il 2018 entro la fine di quest’anno. Al di là dell’intenzione di far pervenire qualche messaggio sottotraccia all’assessore Paci, che rientra evidentemente in questioni interne al centrosinistra in cui non ci interessa addentrarci, giova però ricordare che Giunta e maggioranza non sono mai state in grado, in questa legislatura, di approvare la manovra finanziaria entro i termini previsti e che, visto lo stato delle entrate regionali, anche per quest’anno si parla più di una chimera che di un reale obiettivo”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, replicando a quanto affermato in questi giorni sui quotidiani dal presidente della Terza Commissione, Franco Sabatini.
“E’ vero che è necessario sostenere l’economia e superare le emergenze dei vari comparti”, sottolinea Dedoni. “L’agricoltura, l’artigianato, il turismo, l’industria: tutti hanno bisogno di sostegno. Servono delle politiche attive del lavoro, che oggi non esistono. Che fine ha fatto, ad esempio, la formazione professionale? C’è da investire sulla continuità territoriale, sulla viabilità interna, sulla gestione delle risorse idriche, oltre a ripianare il deficit sanitario. Insomma, servono migliaia, non solo centinaia, di milioni di euro. E con quali risorse pensa di farlo, l’on. Sabatini, considerato che la Regione non è sicura neanche di riuscire a tirar fuori 35 milioni per affrontare lo stato di emergenza del comparto agropastorale? Al di là degli slogan, è evidente che ci aspetta un teatrino già visto: improbabili appelli al Governo affinché ci conceda la clemenza di ridurre l’ammontare degli accantonamenti, nessuna azione seria per imporre allo Stato il versamento di tutte le quote erariali che ci spettano ai sensi dell’art. 8 dello Statuto, qualche amichevole pacca sulla spalla dal ministro di turno e un bilancio da inventare, che nella migliore delle ipotesi sarà approvato ad aprile senza neanche le risorse per finanziare le spese più necessarie”.
“Per quanto riguarda le zone interne, invece, sarebbe opportuno che la commissione consiliare competente si decidesse ad esaminare le tante proposte di legge che sono state presentate”, conclude il capogruppo. “Si riuscirebbe così, finalmente, ad affrontare le tematiche dello spopolamento e della desertificazione con uno straccio di progettualità politica, anziché ripulirsi la coscienza in vista delle elezioni con uno stanziamento generico in bilancio: si potrebbero ottenere risultati migliori investendo meno risorse. E non si rischierebbe neanche di perdere i fondi comunitari, come invece si sta facendo ora con una programmazione territoriale lenta, farraginosa e calata dall’alto, che non affronta nessuno dei veri problemi delle zone interne”.

Attilio Dedoni: Protesta pastori, da maggioranza clamorosa marcia indietro

“Davanti alla rabbia, legittima e comprensibile, di migliaia di pastori, la maggioranza ha finalmente accettato di fare un passo indietro e ha riconosciuto che le misure adottate finora per cercare di contrastare la crisi del comparto ovicaprino e vaccino sono state uno spreco di tempo e di risorse. Almeno in qualche modo ci si è arrivati ma, se i problemi degli allevatori fossero stati affrontati più seriamente già da febbraio, oggi la Sardegna non si troverebbe a rischiare di perdere il settore più importante della propria economia”, commenta il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, al termine dell’incontro con una delegazione del Movimento Pastori Sardi che ha manifestato stamani sotto il Palazzo di via Roma.
“Sin dall’inizio, come opposizione, abbiamo detto che il pacchetto da 15 milioni di euro, poi diventati 17, adottato a febbraio, era un’elemosina che non avrebbe mosso di una virgola la situazione nelle campagne”, ricorda Dedoni. “Non si potrebbe definire altrimenti una misura che destina alle aziende più fortunate una somma pari a tre o quattro euro per ciascun capo di bestiame. Non a caso, la proposta su cui si è discusso stamani con gli allevatori è la stessa che ho personalmente avanzato nel corso della seduta consiliare di ieri: stanziare almeno 50 milioni di euro per fornire a ciascuna azienda mezzo quintale di mangime per ogni pecora, in modo da fronteggiare sia i problemi di liquidità del comparto che le conseguenze della terribile annata di siccità, e liberare così gli allevatori dalla morsa dei contratti capestro imposti dai trasformatori in cambio delle anticipazioni necessarie per far partire la campagna di produzione. Il fatto, però, che la Regione non sia in grado di fornire certezze sulla disponibilità delle risorse, la dice lunga su quanti danni stia continuando a fare la disastrosa politica delle entrate portata avanti dalla giunta Pigliaru. Se nelle casse di viale Trento non ci sono neanche i soldi necessari ad affrontare un’emergenza così grave come quella del comparto agropastorale, è perché l’esecutivo sta fallendo nel riscuotere dallo Stato le quote erariali che ci spettano ai sensi dell’art. 8 dello Statuto”.
“Se poi le scarne risorse che la Giunta dei Professori riesce a reperire devono finire quasi interamente ad alimentare il buco nero di una sanità che continua ad essere fonte di sprechi e prebende, allora appare chiaro come si stia chiedendo ai sardi di mettersi a digiuno per consentire a pochi fortunati, baciati dalla vicinanza a questa o a quella corrente di partito, di continuare a banchettare a loro spese”, conclude il capogruppo. “La gestione del personale da parte delle Assl è già oggetto di inchieste da parte della magistratura. E’ evidente come, agendo sulle diseconomie generate da una politica del personale e degli acquisti tutt’altro che virtuosa e trasparente (e non certo tagliando l’assistenza nelle aree disagiate, come invece vorrebbe fare la Giunta), si potrebbero recuperare decine, forse centinaia di milioni di euro per risolvere i veri problemi della Sardegna, come quelli dei pastori”.

Attilio Dedoni
Capo Gruppo Riformatori Sardi
Consiglio Regionale della Sardegna

Dedoni: Abbanoa, la presentazione del bilancio agli azionisti è uno spettacolo surreale

“E’ uno spettacolo surreale quello andato in scena stamani, in occasione della presentazione del bilancio di Abbanoa agli azionisti. I vertici aziendali, le cui nomine sono state riconosciute essere irregolari dall’autorevole parere dell’Autorità nazionale anticorruzione, hanno ripetuto la consueta antifona dell’impresa solida ed efficiente, di un servizio impeccabile e di una situazione finanziaria florida, tutto il contrario di ciò che i sardi si trovano a toccare con mano quotidianamente”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Spaventa, più di ogni altra cosa, la costante sovrastima dei crediti, figlia della pratica deleteria che vede l’azienda impegnata a sottrarsi sistematicamente ai ricorsi e ai contenziosi che porterebbero alla cancellazione di una larga parte di essi”, prosegue Dedoni. “Si tratta, in molti casi, delle cosiddette ‘bollette pazze’, derivanti da rilevazioni anomale dei consumi, e di fatture prescritte di cui l’azienda continua a pretendere il pagamento da parte degli utenti. Diventa più che mai urgente l’avvio di un’‘operazione trasparenza’ sui conti societari, che permetta di capire quale sia il suo vero stato finanziario e patrimoniale. Abbanoa è finanziata con i soldi dei sardi, che hanno il diritto di sapere come la società viene gestita e se stanno veramente pagando per avere un servizio o solo per ripianare gli errori di una gestione aziendale discutibile”.
“Stupisce, infine, l’atteggiamento della dirigenza a fronte del riconoscimento, da parte dell’Anac, che un reale esercizio del controllo analogo da parte dell’Ente di governo dell’ambito Sardegna dovrebbe comportare che sia proprio l’Egas, controllato dai Comuni, a nominare i vertici di Abbanoa, e non l’assemblea degli azionisti, in cui invece domina ancora la Regione”, conclude il capogruppo. “Sarebbe stato quanto mai opportuno che i vertici aziendali avessero colto l’occasione dell’assemblea di oggi per rimettere il loro mandato, invece sembrano voler ignorare del tutto il parere che sancisce l’irregolarità della loro nomina”

close-link