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Dedoni: “Insularità, fieri di un primo passo che è frutto della costanza dei Riformatori”

“Possiamo essere fieri di questo primo passo, che è frutto della grande costanza con cui i Riformatori hanno condotto la battaglia sull’insularità”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, commentando il voto favorevole del Senato all’emendamento che prevede il riconoscimento del principio di insularità, con la compensazione finanziaria degli svantaggi che ne derivano, nel Documento di Economia e Finanza attualmente in esame.

“Ci sarà però ancora bisogno di un grande impegno nei prossimi mesi”, prosegue e conclude Dedoni, “affinché si possa ottenere il vero risultato per il quale si sono mobilitati quasi centomila sardi: l’inserimento del principio di insularità nella Costituzione, attraverso l’approvazione della nostra proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare”.

Cagliari, 11 ottobre 2018

DEDONI (Riformatori): Maltempo, Regione metta in mora l’Anas per la sicurezza delle strade sarde

“E’ inaccettabile che, dopo gli eventi calamitosi che si sono succeduti nell’ultimo decennio e che alla Sardegna hanno causato danni gravissimi e la perdita di diverse vite umane, l’Anas non abbia mosso un dito per mettere in sicurezza la nostra rete stradale, tanto che, non appena si verificano delle precipitazioni abbondanti come quelle di ieri, ci ritroviamo con alcune delle più importanti strade statali chiuse al traffico e con interi tratti di strade provinciali distrutti, senza dire degli enormi pericoli che corrono gli sventurati i quali, per lavoro o per gravi emergenze, si trovano a doversi spostare in auto nelle giornate di pioggia”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“L’elenco dei disastri è interminabile, si va dai crolli lungo la
SS 195, che lasciano isolata la vasta area che da Cagliari va verso
Capoterra e oltre, alle frane sulla SS 125 e sulla vecchia Orientale
Sarda, che hanno reso irraggiungibili l’Ogliastra e il Sarrabus, oltre
agli allagamenti che fino a stamani hanno bloccato il traffico intorno
al capoluogo, sulla SS 131 e sulla SS 554”, sottolinea Dedoni.

“Quali siano le strade più a rischio in caso di forti precipitazioni, è noto ormai da tempo. L’Anas, però, oltre a non aver riparato quasi nessuno dei danni causati dalle alluvioni degli anni passati, non ha fatto nulla per mettere in sicurezza delle arterie che collegano decine di migliaia di sardi e che, tra errori nella progettazione e nell’esecuzione e ritardi nelle manutenzioni, versano in condizioni indegne di un paese civile”.
“Nei prossimi giorni presenterò un’interrogazione urgente alla
Giunta regionale, per chiedere di mettere in mora l’Azienda affinché si faccia carico di quegli interventi di manutenzione e messa in sicurezza che vengono sistematicamente ignorati”, conclude il capogruppo.

“L’Anas continua a trattare la Sardegna come se fosse l’ultima delle colonie, infischiandosene non soltanto della mobilità dei sardi, ma anche della loro incolumità. Fermo restando che l’unica soluzione resta sempre la costituzione di un’agenzia della Regione che assuma la gestione della rete viaria isolana, dando il benservito a una società che dalla Sardegna ha sempre intascato fior di quattrini senza dare in cambio praticamente nulla, è ora che l’esecutivo si muova per evitare che qualsiasi acquazzone rischi di trasformarsi in una tragedia”.

Dedoni (Riformatori): Rete ospedaliera, dal Ministero la bocciatura che fa comodo ad Arru

“Dietro l’atteggiamento apparentemente schizofrenico dell’assessore Arru, che dapprima ha cercato di nascondere la bocciatura del Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera da parte del Ministero della Salute e poi, non appena la notizia è divenuta di dominio pubblico, ha prontamente vestito i panni del paladino dell’Autonomia, sembra di intravedere un disegno perverso, mirato a portare avanti, con l’avallo del Governo, quella politica che lo stesso Assessore ha sempre voluto e che il Consiglio regionale ha respinto al mittente: chiudere i piccoli ospedali delle aree periferiche e concentrare tutte le attività nei grandi poli pubblici di Cagliari e Sassari e, in futuro, in quello privato di Olbia”, dichiara il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.

“Se la bocciatura decisa dal Ministero non fosse stata resa nota, Arru avrebbe con ogni probabilità continuato a portare avanti, in prima persona e attraverso il ‘braccio armato’ Moirano, l’attività sottotraccia di smantellamento della sanità nei territori, forte dell’appoggio trovato in quel di Roma”, prosegue Dedoni. “Una volta emersa la notizia, l’Assessore ha pensato bene di trarre dalla cosa ogni possibile vantaggio, scaricando la responsabilità delle sue iniziative su un governo retto da due partiti con cui il Pd si troverà a scontrarsi nell’imminente campagna elettorale. La verità però è che, quando Arru parla di ‘Piano voluto dalla Giunta, dalla maggioranza e dal Consiglio’, non si riferisce allo stesso Piano: la sua proposta, infatti, è stata stravolta dall’Aula grazie alla sollevazione dei territori che rischiavano di perdere i piccoli ospedali, all’opposizione di centrodestra che ha fatto proprie le istanze dei cittadini e infine alla maggioranza che, davanti alla prospettiva di perdere ulteriori consensi, si è vista costretta ad adeguarsi alla volontà popolare. Arru è sempre stato contrario alle modifiche decise dal Consiglio, tant’è che, in attesa del parere ministeriale, è andato avanti seguendo la proposta iniziale, come dimostrano i numerosi disservizi con cui tanti cittadini delle aree periferiche si trovano quotidianamente a scontrarsi. In assenza di un via libera formale, il disegno è stato quello di far morire lentamente i piccoli ospedali, lasciandoli senza personale sanitario e infermieristico fino ad arrivare a dimostrare la loro incapacità a operare e poterne così disporre il declassamento”.

“Il parere contrario del Governo sulla rete ospedaliera decisa dal Consiglio”, conclude il capogruppo, “non fa altro che rafforzare la posizione dell’Assessore, permettendogli di portare avanti alla luce del sole quanto già stava facendo sottobanco e consentendogli inoltre di allontanare da sé le responsabilità. Davanti a un quadro simile, non ci aspettiamo che l’esecutivo di viale Trento, al di là della levata di scudi autonomistica di circostanza, vada a Roma a fare le barricate per difendere un Piano che non ha mai condiviso”.

DEDONI (Riformatori): Funghi e tartufi, il Consiglio ha dimostrato la sua incapacità a  regolamentare la materia

“Le proteste di questi giorni contro i raccoglitori di funghi che,
soprattutto nelle zone interne dell’Isola, operano senza il minimo
rispetto per l’ambiente e spesso anche per la proprietà privata sono la conseguenza dell’incapacità del Consiglio regionale a legiferare su una materia, quella della raccolta dei funghi e dei tartufi, che da due
legislature cerco invano di portare all’attenzione dell’Aula”, dichiara
il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.
“L’estate eccezionalmente piovosa e il proliferare anticipato dei
porcini stanno alimentando le tensioni nei confronti dei cercatori che, per noncuranza o per mancanza di rispetto, si trovano sovente a danneggiare la proprietà privata di chi lavora nelle campagne, tanto da costituire una preoccupante minaccia per l’ordine pubblico”, prosegue Dedoni. “Questo non sarebbe successo se il Consiglio fosse intervenuto per regolamentare la raccolta quando ne ha avuto la possibilità, contrastando così anche i gravi danni causati al sottobosco da chi raccoglie più funghi dello stretto necessario, magari per venderli sottobanco o solo per vantarsi con amici e parenti delle proprie ‘abilità’. Il caso è simile a quello che riguarda i tartufi, che da tempo vado denunciando: raccoglitori provenienti dal Continente passano al setaccio le campagne sarde, utilizzando metodi grossolani e predatori che devastano l’ambiente e pregiudicano il riformarsi della risorsa, per poi vendere a caro prezzo i nostri prodotti come provenienti da altre regioni italiane, senza che un euro di guadagno vada a beneficio delle comunità locali”.
“Questa incapacità da parte dell’Assemblea ha due precisi
responsabili: i presidenti del Consiglio e della Quarta Commissione, i quali, pur di non scontentare alcuni consiglieri i cui interessi
collidono con una seria regolamentazione della materia, hanno sempre fatto tutto il possibile per ostacolare l’iter della mia proposta di legge”, conclude il capogruppo. “E’ bene che i sardi, in particolare
quelli che vedono le loro proprietà e i loro territori danneggiati da
cercatori di funghi della domenica o da predatori professionali, lo
sappiano: in Consiglio c’è chi da anni si oppone alla tutela del nostro
ambiente, tenendo in ostaggio l’intera Assemblea per i propri interessi personali”.

DEDONI (Riformatori): Funghi e tartufi, da Deriu nessun impegno concreto su zone interne e  spopolamento

“A chi, in evidente malafede, pretende di sostenere che il mio impegno  in Consiglio regionale sarebbe rivolto soltanto alla tutela di funghi e  tartufi, mentre gli argomenti di suo interesse sarebbero di gran lunga più importanti per i sardi di quelli toccati dal sottoscritto, faccio notare che fin dall’inizio della legislatura ho presentato svariate proposte di legge per la lotta allo spopolamento e che ripetutamente ne  ho sollecitato la messa in discussione; non mi pare, invece, che l’on. Deriu si stia battendo allo stesso modo perché l’argomento riceva dall’Assemblea le attenzioni che merita”, dichiara il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni, replicando alle dichiarazioni odierne del consigliere regionale del Partito Democratico, Roberto Deriu.
“D’altro canto, non si può certo dire che la valorizzazione dei
funghi e dei tartufi sia un tema estraneo rispetto alle istanze di
rilancio delle zone interne, che vedono continuamente depauperate questa  e altre importanti risorse ambientali ed economiche per colpa di una  politica miope, incapace di svolgere il mestiere per il quale ha  ricevuto il mandato degli elettori”, prosegue e conclude Dedoni. “Il  trattamento demenziale che la mia proposta di legge ha ricevuto in Aula  e in Commissione è sotto gli occhi di tutti, così come sono evidenti i ripetuti tentativi di affossarla, anche da parte di chi dovrebbe svolgere il ruolo di garante del funzionamento delle Istituzioni e del rispetto della volontà democratica dei cittadini, ed invece utilizza procedure e regolamenti per tutelare gli interessi personali di alcuni  contro quelli di tutti i sardi”.

Peste suina, nessun divieto per gli allevamenti familiari

“Nel votare a favore della nuova legge regionale per l’eradicazione  della peste suina, noi Riformatori non abbiamo inteso penalizzare in
alcun modo la pratica dell’allevamento a conduzione familiare. Per
quanto ci riguarda, il testo della norma, così come è stato approvato
dall’Aula, non vieta affatto la riproduzione all’interno degli
allevamenti familiari. Pertanto, ci siamo prontamente attivati affinché  sia il Consiglio regionale stesso a dare una lettura autentica della legge che spazzi via le polemiche e le speculazioni che alcuni hanno  pensato di cavalcare in questi giorni”, dichiara il capogruppo
consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.
“Non esiste da parte nostra alcuna intenzione di vietare una
pratica saldamente radicata nelle nostre tradizioni sociali, culturali e
gastronomiche”, sottolinea Dedoni. “Proprio per questo, alla ripresa dei  lavori dell’Aula, si dovrà provvedere con la massima urgenza a chiarire  come debba essere applicata la nuova legge, onde evitare che il  pronunciamento del legislatore venga travisato a danno delle famiglie  sarde. Stiamo inoltre prendendo contatti con le altre forze politiche al  fine di intervenire per modificare la norma, in senso ulteriormente  migliorativo e tale da venire maggiormente incontro agli interessi delle  famiglie e delle aziende del comparto”.

DEDONI (Riformatori): Forestas, approvare norme sul personale per scongiurare sciopero del 14  giugno

“Il Consiglio regionale deve attivarsi nei tempi più rapidi per evitare
che il contenzioso infinito con il personale dell’agenzia Forestas porti
a una nuova ondata di scioperi (il primo è già stato indetto per il 14
giugno) nel pieno della campagna antincendi, con le prevedibili e
gravissime conseguenze che potrebbero derivarne”, dichiara il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi per l’Europa, Attilio Dedoni.
“Esiste già una proposta, elaborata dalla Prima Commissione e
sottoscritta da tutte le parti politiche, che prevede il passaggio dei
dipendenti di Forestas nel comparto unico regionale, alla pari del
personale di tutte le altre agenzie della Regione”, sottolinea Dedoni.
“I ritardi nella sua approvazione fanno soltanto il gioco di chi ha
interesse a continuare a mantenere delle ingiuste disparità tra
lavoratori. Intanto, il mancato riconoscimento dello status di
dipendenti regionali a tutti gli effetti comporta delle conseguenze a
dir poco paradossali, per cui, ad esempio, agli operai di Forestas non è  consentito l’uso dei mezzi meccanici in dotazione alla stessa agenzia,  compresi quelli per la bonifica dei terreni e lo sfalcio delle
sterpaglie. Considerata l’enorme massa di vegetazione cresciuta in
seguito alle piogge eccezionali di questa primavera, appare evidente
come si stia affrontando la prevenzione del rischio incendi in modo
inadeguato e superficiale”.
“Approvare in tempi rapidi la proposta della Prima Commissione
permetterebbe inoltre alla Regione di ripristinare una posizione di
legalità relativamente ai cosiddetti ‘avventizi’, i lavoratori che
vengono assunti per sei mesi all’anno, per poi essere licenziati e
riassunti l’anno seguente”, conclude il capogruppo. “Una pratica che,
oltre ad essere ingiustamente penalizzante nei confronti dei lavoratori,  è stata riconosciuta come illegittima e che la Regione rischia di pagare  a caro prezzo”.

Dedoni (Riformatori): Consorzio di bonifica dell’Oristanese, bilancio bocciato e commissario da rimuovere

La Giunta regionale deve rimuovere dall’incarico il commissario
straordinario del Consorzio di bonifica dell’Oristanese, il cui bilancio
di previsione è stato bocciato dall’Assessorato all’Agricoltura, con
conseguente blocco delle attività dell’Ente. A sostenerlo è il
capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, che ha presentato un’interpellanza e un’interrogazione rivolte al Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’Assessore regionale all’Agricoltura, Pier Luigi Caria.
Adottato dal commissario lo scorso 21 marzo, il bilancio di
previsione 2018 del Consorzio è stato annullato dal Servizio
programmazione e governance dello sviluppo rurale dell’Assessorato, secondo il quale il documento “non rappresenta in modo corretto e veritiero la situazione contabile dell’Ente”. Viene contestato inoltre l’utilizzo, ritenuto improprio, di un contributo straordinario di 3,5 milioni di euro, concesso dalla Regione per finanziare l’attività istituzionale del Consorzio. La bocciatura del bilancio, sottolinea Dedoni, porterà al blocco di tutte le attività, “ivi compreso l’avvio della stagione irrigua, con gravi danni per il comparto agricolo del territorio nonché, più in generale, per il tessuto socioeconomico locale”.
Dedoni chiede a Pigliaru e a Caria di riferire in dettaglio quali
siano le motivazioni che hanno portato all’annullamento dell’atto di
programmazione e se sia vero che il commissario avrebbe organizzato, a spese del Consorzio, degli eventi pubblici per diffondere i contenuti dello stesso atto e del rendiconto sociale 2017. Il capogruppo chiede conto, inoltre, del progetto per la realizzazione di “un tratto di condotta irrigua destinato a servire i terreni di una sola azienda agricola, di grandi dimensioni”, che il dirigente avrebbe avviato impiegando risorse di provenienza regionale; condotta che, peraltro,“non sarebbe realizzabile nella sua interezza” e che quindi noncompleterebbe il collegamento dell’azienda alla rete irrigua.
Nei due documenti ispettivi si chiede poi se sia vero che il commissario avrebbe proposto ad alcuni grandi debitori del Cons orzio unatransazione, assicurando loro le forniture idriche a fronte delpagamento “di un acconto pari al 25 per cento delle somme dovute per le quote consortili pregresse, con il ris chi o concreto di aggravare così la  loro situazione debitoria”.

A detta di Dedoni, gran parte dei fatti citati riguarda “in via principale, seppure non esclusiva, l’agro diCabras, Comune nel quale il Commissario straordinario risulta candidato alla carica di sindaco”. Il commissario avrebbe inoltre “percepito, per lo svolgimento delle proprie funzioni, indennità non dovutegli ai sensi delle norme di legge vigenti”.
Il capogruppo conclude chiedendo a Presidente e Assessore se
l’operato del commissario “sia compatibile con gli obiettivi di
risanamento finanziario e di amministrazione virtuosa che la Giunta gli ha assegnato”, sollecitandone quindi la rimozione dall’incarico per
l’adozione di un bilancio “ritenuto illegittimo”, per i “gravissimi
rilievi” mossigli dall’Assessorato e per “un utilizzo delle risorse in
capo al Consorzio in evidente conflitto con i propri interessi personali”.

Corte dei Conti, Pigliaru e Paci si inventano un successo che non esiste

“Il presidente Pigliaru e l’assessore Paci, incassato in qualche modo  un giudizio favorevole da parte della Corte dei Conti sul bilancio 2016, non si accontentano di tirare un sospiro di sollievo ma pensano bene di rigirare la frittata, provando a far passare come un clamoroso successo quella che, all’apertura del procedimento con la lettura della relazionedella Corte, era parsa una bocciatura su tutta la linea, tanto che lo stesso Paci aveva finito per perdere le staffe, scagliandosi in un poco istituzionale alterco contro la consigliera rea di aver stilato un documento così severo”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“A finire sottolineata con la matita rossa, in quell’occasione, era
stata la capacità della Regione di riscuotere le entrate che le sono
dovute e di gestire il passaggio al cosiddetto ‘bilancio armonizzato’”,
ricorda Dedoni. “Oggi, nel trionfale comunicato stampa della Giunta,
l’Assessore pretende di trasformare in encomio le bacchettate ricevute, con la consueta supponenza da primo della classe che si permette di correggere gli insegnanti. Così, la disastrosa applicazione del pareggio di bilancio, che ha costretto l’esecutivo a correggere in corsa svariate volte il documento contabile, i cui conti non tornavano mai, diventa ilmerito di chi ha applicato le nuove regole prima di chiunque altro,compreso quello stesso Stato cui a questo punto potrebbe far comodoavvalersi delle doti del Professore, magari nei panni di Ministro delleFinanze. Anche il capitolo sulle entrate diventa motivo di vanto:
l’attivo di bilancio è aumentato e la vertenza con lo Stato per
l’applicazione dell’art. 8 dello Statuto è magicamente risolta. Dove
sono allora le risorse provenienti dalle quote di compartecipazione le entrate erariali che spettano alla Sardegna, visto che dal 2014 a oggi, nel bilancio della Regione, non se ne trova traccia? Se Paci volesse mettersi a cercarle, ci permettiamo di dargli un piccolo aiuto: le risorse sono ancora a Roma, trattenute a causa degli accantonamenti di bilancio che proprio lui ha accettato, firmando lo sciagurato accordocon il ministro Padoan nel quale, per soprammercato, la Regione si impegnava a ritirare i ricorsi già presentati dalla precedente Giunta per ottenere il trasferimento delle quote erariali”.
“Viene da chiedersi se l’Assessore che firma i comunicati stampa
sia lo stesso che la domenica sera va a parlare di calcio sulle
televisioni locali indossando i panni dell’indipendentista, chiamando
alla sollevazione contro lo Stato che, con il trucco degli
accantonamenti, non ci versa ciò che ci deve”, conclude il capogruppo.
“Va da sé che si tratta della stessa persona, non certo affetta da uno
sdoppiamento di personalità ma sempre, costantemente intenta a piegare la realtà a ciò che le fa più comodo al momento”.

Legge urbanistica, maggioranza cerca ogni pretesto per far arenare il dibattito

“L’economia sarda, per sperare in un rilancio, ha disperatamente bisog  nodi una nuova legge urbanistica approvata in tempi brevi. I segnali checontinuano ad arrivare dal centrosinistra, però, sono di segno opposto:
tra rinvii, vertici di maggioranza e confronti pubblici, sembra che la
coalizione che governa la Regione si stia impegnando a cercare ogni
pretesto possibile per far finire nel dimenticatoio il testo presentato
dalla Giunta”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Il comparto dell’edilizia, quello turistico e quello artigiano, in
particolare, lamentano lo stato di crisi in cui versano a causa della
mancanza di una normativa urbanistica che consenta di superare il blocco edificatorio imposto dal Piano paesaggistico regionale e solo in parte mitigato dal ‘Piano Casa’ adottato nella passata legislatura”,
sottolinea Dedoni. “Il tema doveva essere affrontato molto prima. Il
fatto che sia stato messo in discussione soltanto nell’ultimo anno di
mandato dell’esecutivo, con una ‘falsa partenza’ su cui sarebbe stato
fin troppo facile scommettere, non fa ben sperare: l’impressione è che, al di là dei proclami, ci troviamo davanti al solito centrosinistra
ostaggio delle sue componenti più ideologizzate. Da un lato la
maggioranza, all’indomani di una cocente sconfitta elettorale, cerca di mostrare all’opinione pubblica un volto dialogante e aperto all’ascolto delle istanze che provengono dalla società, ma dall’altro si inventa ogni possibile scusa per far arenare l’iter della legge prima ancora che arrivi in Aula”.
“A ulteriore dimostrazione del fatto che, ancora una volta, si
rischia che l’ideologia abbia il sopravvento sulle necessità dei sardi,
c’è il fatto che il dibattito si sta concentrando esclusivamente sugli
insediamenti turistici nella fascia costiera”, conclude il capogruppo.
“A nessuno sembra importare alcunché del rilancio delle zone interne, sia in termini produttivi che in chiave turistica, eppure è proprio questo che ci si aspetta dalla nuova legge urbanistica. Si continua a litigare per aggiungere o togliere un mattone nelle strutture ricettive dei centri balneari, e intanto la fame di lavoro e sviluppo della Sardegna resta inascoltata”.

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