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Cossa (Riformatori): Trasporto Isole minori, rendere subito disponibili le risorse

“Le risorse della finanziaria (400mila euro) per l’abbattimento delle tariffe del trasporto per le isole minori molto probabilmente non sono sufficienti, ma se si vuole che producano effetti è comunque necessario che siano rese disponibili da subito ai comuni. Se, come si è visto in passato, esse entreranno nel circuito ad anno inoltrato anche il modesto sforzo che sta facendo la regione sarà in gran parte vanificato. Carloforte e La Maddalena stanno soffrendo moltissimo dei disagi derivanti dal costo del trasporto: occorrono interventi a regime per far sentire le isole minori parte integrante della Sardegna e consentite loro di valorizzare al meglio il loro patrimonio naturalistico.

Cossa (Riformatori): Chiusura Medicine Brotzu: inaccettabili i disagi creati ai pazienti. Scelto il peggior periodo dell’anno

“Non concordare la chiusura dei reparti di Medicina 1 e 2 del Brotzu ha impedito a Policlinico e ATS di organizzare al meglio la loro attività, creando un danno inutile e ingiustificato a decine di pazienti che si sono visti rifiutare il ricovero. Per di più, la Direzione del Brotzu ha scelto il periodo peggiore dell’anno per fare lavori dei lavori che non erano certo di emergenza, ma assolutamente programmabili in maniera tale da limitare le difficoltà ad essi connesse.” Lo denuncia in un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore della sanità il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. “I mesi invernali sono quelli in cui si registrano i picchi delle malattie respiratorie, cosa ben nota a chiunque di occupi di sanità, e questo avrebbe dovuto indurre ad evitare nel modo più assoluto di creare simili problemi, indegni di un Paese civile”, continua Cossa, che chiede alla Giunta regionale “se è a conoscenza del fatto che che la chiusura dei due reparti di Medicina del Brotzu ha costretto Policlinico e Ospedale SS. Trinità a trasferire pazienti ricoverati  affiitti da patologie mediche in appoggio presso reparti di altre specialità, facendo così saltare l’attività programmata, interventi chirurgici e determinando altri comprensibili disagi; se erano consapevoli dei problemi che sarebbero scaturiti dalla chiusura dei due reparti del Brotzu; se fossero stati discussi, oltre che con lo stesso assessorato regionale, con i responsabili dell’AOU di Cagliari e dell’ASL di Cagliari i problemi che si sarebbero creati e approntato un adeguato piano per affrontare la temporanea emergenza”.

Cossa e Meloni (Riformatori): Agenzia Sarda Entrate. Quale vittoria? Maggioranza bocciata clamorosamente

La Corte Costituzionale con la sentenza n.245 del 29.11.2017 ha giudicato la legge regionale n.25 del 2016 che istituiva l’agenzia sarda delle entrate e il cui vero cuore era costituito dalla previsione che le entrate di spettanza della regione dovessero affluire direttamente all’ASE e che poi da li, tramite una delibera di giunta regionale, fossero riversate nelle casse della regione.
Insomma questo specifico punto, ove entrato effettivamente in vigore, avrebbe rappresentato una vera e propria rivoluzione tributaria e fiscale.
La Corte Costituzionale con la sua sentenza ha detto in sostanza che l’ASE può certo controllare, l’andamento dei tributi ma habocciato quella che rappresentava l’arrosto, cioè il trasferimento della raccolta tributaria dallo Stato alla Regione.
Insomma, dice la Corte, la Regione ha il potere di verificare che i conti siano esatti e se lo vuol fare tramite una specifica agenzia lo faccia pure (sottinteso, basta che se la paghi ) e se vuol fare una legge per chiedere allo Stato di devolvergli funzioni, cosa che poteva fare senza una legge, faccia pure anche quello.
La stessa Regione, nella sua difesa, ammette che le cose stanno proprio così quando afferma che “l’attività di controllo delle entrate ….omissis….. sarebbe completamente estranea al procedimento di “accertamento” e di “riscossione” dei tributi. “
Insomma una legge pressoché inutile, dice la Corte, fate quello che volete ma a raccogliere direttamente i soldi non ci pensate neppure.
Una sentenza di chiarezza disarmante e di portata devastante per la Giunta e lo stesso Consiglio che hanno rispettivamente proposto ed approvato una legge che, per pacifica ammissione degli stessi avvocati della Regione, non serve assolutamente a niente.
Di fronte ad una bocciatura così clamorosa ci si aspetterebbe che i proponenti si cospargessero il capo di cenere ma invece leggiamoproclami trionfali del Presidente e dell’assessore Paci, forse il maggior responsabile di questa farsa.
Insomma, la parte della legge che la Corte lascia in piedi è totalmente superflua, salvo che l’inutile ASE costerà qualche milione di preziosi soldi dei sardi ma la si farà per dare qualcosa al Partito dei Sardi che deve poter esibire un trofeo, sia pure fasullo, ai suoi elettori.
La stessa difesa della Regione ammette che si tratta di norme a valenza puramente interne alla Regione ma Presidente, Assessore e partito dei Sardi loro si dichiarano soddisfatti, addirittura entusiasti !
Appaiono davvero patetici i commenti del Partito dei sardi, che sogna ad occhi aperti non meglio precisate “inversione dei flussi”, accelerazioni di “ trasferimento delle funzioni di accertamento e riscossione”, insieme a illusori inviti a “guardare con ambizione e creatività ad una propria politica fiscale”, qualunque cosa ciò significhi.
In questo caso però è davvero difficile dargli retta, la Giunta, la maggioranza, incluso il Partito dei Sardi, hanno portato la Regione all’ennesimo scontro contro un muro.

Cossa (Riformatori). Doppia preferenza. Decisiva l’azione di “Meglio in due”. Una vittoria della Sardegna che vuole crescere

“Al risultato di oggi non si è arrivati per caso o in modo spontaneo: è stata decisiva l’azione intelligente e caparbia portata avanti in questi anni dalle giovani donne di “Meglio in due”, a cui deve andare la riconoscenza di tutti i sardi. In questi anni esse sono state capaci di coinvolgere decine e decine di amministratori locali, non solo donne ma anche moltissimi uomini, di tutte le parti politiche.” Lo ha sottolineato nel suo intervento in aula il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa. “Questa è una legge di crescita: culturale, sociale, politica. Quella capacità di crescita che deriva dal portato femminile alla politica, la cui positività è stata negli anni ampiamente dimostrata nell’esperienza quotidiana delle amministrazioni locali. Siamo stati l’unico gruppo politico a non avere votato cinque anni fa questa vergognosa legge elettorale. Oggi è stato sanato quel vulnus”

Cossa e Meloni (Riformatori): Rete ospedaliera: un boomerang per la Sardegna

“La ristrutturazione della rete ospedaliera messa insieme dal centrosinistra è sbagliata e ingiusta. La cosa ridicola, se non stessimo parlando di una tragedia è che hanno pure il coraggio di vantarsene”. Lo affermano il consigliere regionale Michele Cossa e Franco Meloni, direttore del centro studi dei Riformatori sardi. “Tra un anno sarà evidente di che tipo di boomerang hanno lanciato: è una somma di tagli feroci sommati a un evidente azione clientelare, che si cerca di celare dietro un preteso e indimostrato (perché indimostrabile) miglioramento della qualità dell’assistenza. Solo la ricerca esasperata di risparmi comunque e dovunque giustifica questa sorta di massacro di ospedali, posti letto e strutture operative. Non ingannino le etichette fantasiosamente affibbiate in giro per la Sardegna, si tratta solo di ristrutturazioni in diminuzione o, quando va ben, di mantenimento stretto dell’esistente”, continuano Cossa e Meloni.
“Una maggioranza riottosa ha preferito approvare un provvedimento ingiusto solo per la paura che Pigliaru li mandasse tutti a casa un anno prima e di fronte a questa minaccia hanno firmato tutti la resa. Con distinguo vari, con sofferenza forse, ma ben consci di quello che stavano facendo, accettando tagli e sacrifici per i loro territori pur di salvare la ghirba, cioè la poltrona. Ora i consiglieri del centrosinistra sono tutti impegnati a trovare giustificazioni al loro voto, è tutto un coro di abbiamo ottenuto questo e quello, si arrampicano sugli specchi per rivendicare ipotetici miglioramento che nessuno vede per il semplice fatto che non ci sono. Apparentemente il vincitore è il Presidente che ha ottenuto quello che voleva, un provvedimento che dovrebbe produrre risparmi, tanto lui non si deve ricandidare e può tranquillamente fregarsene delle reazioni dei sardi. Il suo problema è che ha sbagliato e non otterrà neppure i risparmi che stava cercando con questo progetto sbilenco sotto tutti i profili: nel 2018 la spesa, se va bene, sarà in linea con quella di quest’anno”, concludono i Riformatori.

Cossa (Riformatori): Punto nascita Maddalena. Un passo avanti ma resta l’amarezza per l’atteggiamento della maggioranza

“Il precedente emendamento della maggioranza sul punto nascite di La Maddalena non ha trovato la nostra condivisione perché risultava essere incompleto e superfluo. Proponeva infatti un piano specifico per le emergenze unicamente “nelle more della piena efficacia del sistema di elisoccorso regionale”. L’emendamento oggi approvato ha un contenuto ben diverso e nonostante la nostra posizione di netto contrasto nei confronti di questa riforma della rete ospedaliera, dimostriamo di essere pronti a votare, senza furori ideologici, tutte quelle modifiche che possono apportare miglioramenti alla situazione. Un piccolo passo è stato fatto per La Maddalena. Certo, non si può ingannare la collettività maddalenina parlando di riapertura del punto nascite, però il nuovo testo dell’emendamento elimina la frase: “nelle more di piena efficacia del sistema di elisoccorso” e perciò lo abbiamo sottoscritto e votato. Resta comunque l’amarezza perché la maggioranza non ha voluto percorrere la strada maestra, quella di garantire la dovuta sicurezza per i parti fisiologici, in ordine al quale è stato bocciato anche in aula il nostro emendamento che prevedeva di riconoscere il servizio de La Maddalena come spoke dell’Hub di Olbia. La maggioranza non ha avuto il nostro stesso atteggiamento propositivo, che avrebbe imposto di valutare il merito della proposta e non la sua provenienza politica”.

Cossa (Riformatori): Danni e rischi per l’incolumità pubblica per l’eccesso di cervi e cinghiali. Accelerare il trasferimento degli animali

“La sovrappopolazione di cervi e cinghiali sta creando una situazione insostenibile in diverse zone della Sardegna, soprattutto nel Sulcis Iglesiente. Provocano danni enormi alle coltivazioni, che costano fior di quattrini in termini di risarcimenti all’amministrazione regionale, ma soprattutto vi sono i rischi legati alla diffusione delle malattie. Occorre provvedere con urgenza al trasferimento degli esemplari in eccedenza verso le zone meno popolate”. Lo scrive in un’interrogazione il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa. “La popolazione dei cervi ammonta a oltre 8000 unità, mentre i cinghiali sono oltre 35.000. Una situazione che implica gravi rischi, considerato che superato un certo limite la natura si difende riducendo la popolazione attraverso le malattie, che dagli animali selvatici si trasmettono facilmente al bestiame da allevamento. In aggiunta ci sono i numerosi incidenti causati dai cinghiali”, continua Cossa. “In alcuni aerali la popolazione dei cervi si attesta oltre le 20 unità per chilometro quadrato: il Trentino superate le quattro unità ne autorizza l’abbattimento.
Le centinaia di migliaia di euro di risarcimenti che la Regione (i contribuenti) paga ogni anno ai privati si sommano ai danni economici complessivamente arrecati al sistema Sardegna, che sono ancora più rilevanti. La Giunta non può stare a guardare senza far nulla: intensifichi l’opera di trasferimento degli animali già intrapreso da Forestas, o in caso contrario l’unica alternativa diventerà ben presto il prelievo controllato”, conclude Cossa.

Cossa (Riformatori): Aerei. Incertezza nei trasporti danno terribile per l’economia sarda

“Questa Giunta è un lusso che la Sardegna non si può più permettere. Adesso sul fronte del trasporto aereo siamo davvero davanti al baratro. Si può immaginare un fattore più negativo per le dinamiche economiche dell’incertezza nei trasporti?”. Lo dichiara il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. “Ammettono candidamente di non essersi minimamente rapportati con la Commissione per trovare una soluzione compatibile con il diritto comunitario. E questo dopo anni che ci raccontavano di infiniti incontri e difficoltà da superare con la Commissione europea. Insomma hanno raccontato solo bugie: questa Giunta regionale ormai è il peggior incubo dei sardi.

Cossa (Riformatori): Tpl. Azienda unica soluzione da valutare. Ma necessario subito bacino unico per la Città metropolitana

“L’idea di un’azienda unica è da verificare sul piano giuridico, ma consentirebbe certo di mettere in sicurezza i lavoratori, che di sicuro sono una delle maggiori priorità. Ma sarebbe insensato attenere gli obblighi del 2019 per modernizzare il sistema, che oggi è del tutto inadeguato rispetto alle moderne esigenze di mobilità. Anzi gli utenti non sono minimamente incoraggiati a farne uso: ci sono stati momenti in cui era persino difficile reperire i biglietti dell’arst. E è più rinviabile la istituzione del bacino unico per il sistema dei trasporti pubblici della Città metropolitana. Oggi infatti metà dei 17 comuni della Città metropolitana hanno ancora un servizio di tipo “extraurbano” e sono costretti a pagare due biglietti (ARST e Ctm). Una discriminazione che oggi non ha più senso ed è del tutto anacronistica.” Lo dichiara il consigliere dei Riformatori Sardi Michele Cossa. “La possibilità di fruire di un efficiente servizio di trasporto pubblico, che magari favorisca anche l’uso della bicicletta consentendone io trasporti, rappresenta il presupposto necessario per la riduzione del traffico privato, con tutte le positive conseguenze che ne derivano in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico e della sicurezza”, continua Cossa. “La Giunta regionale per il momento non ha fatto passi concreti in questa direzione” conclude Cossa.

Spopolamento. Cossa (Riformatori): Politiche di sviluppo locale miseramente fallite. Portare in Sardegna il reddito dei benestanti del nord Europa

“Le politiche per le zone interne seguite sinora sono fallite e sono state spese inutilmente risorse enormi. Serve una svolta radicale, perché il problema riguarda tutta la Sardegna, non solo i comuni a rischio estinzione”. Lo ha sostenuto il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa intervenendo al convegno organizzato oggi dalla Associazione degli ex parlamentari. “Occorre avviare interventi che sappiano combinare la straordinaria attrattività ambientale della nostra Isola con efficaci politiche di sviluppo e di creazione del Pil. La nostra proposta di legge mira ad attrarre, con vantaggi fiscali, i benestanti del nord Europa, che vedono la Sardegna come la Florida d’Europa. Con l’obiettivo anche di riutilizzare anche gli oltre 200mila immobili sfitti che ci sono nel territorio”, continua Cossa. “O avremo il coraggio di fare scelte coraggiose o il declino delle zone interne sarà inarrestabile” conclude Cossa.

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