Tag: cossa

Cossa e Meloni (Riformatori): Il Partito dei sardi scopre adesso le cose che noi diciamo da mesi. In quattro anni solo peggioramento dei servizi

“La maggioranza traballa sotto i colpi delle comunità locali in rivolta contro la ristrutturazione della rete ospedaliera proposta dalla Giunta, il PD si spacca su tutto, ma la novità è che ora si sfila pure il secondo partito della maggioranza, il Partito dei Sardi, che minaccia di non votare il provvedimento.

Il Pds scopre improvvisamente che la programmazione regionale è stata fatta all’incontrario, che l’Areus non è ancora partita e che nella distribuzione dei primariati e nella classificazione degli ospedali sono stata fatte ingiustizie profonde.

Bene, noi Riformatori nei mesi scorsi abbiamo detto e ripetuto esattamente questi punti e li abbiamo portati all’attenzione dell’opinione pubblica. Senza che vi fosse alcun segno di vita da parte dei partiti della maggioranza, incluso il Partito dei Sardi.

Dov’era allora il Partito dei Sardi nei mesi scorsi, e perché ha assistito in silenzio o quasi al percorso del provvedimento nelle istituzioni, e come mai si è svegliato solo adesso?

Ci chiediamo fino a dove la Giunta, pur di salvare baracca  e burattini, si spingerà a fare concessioni più o meno populistiche sui diversi aspetti del progetto che più disturbano i partiti della maggioranza, lo stesso Pd e i sindaci.

Sono passati quattro anni dall’inizio della legislatura, la qualità dei servizi sanitari non è affatto migliorata, l’insoddisfazione regna sovrana e persino l’obbiettivo del risparmio sembra svanito, la spesa è cresciuta nell’ultimo anno di ben 40 milioni.

Cosa aspettano la Giunta e la maggioranza a prendere atto del loro fallimento e a rimettere nelle mani dei sardi  il loro mandato?”

Michele Cossa e Franco Meloni, Riformatori sardi

Cossa (Riformatori): Sardegna diventa ciclabile solo se biciclette ammesse su tutti i mezzi pubblici

“Solo se sarà possibile viaggiare sui mezzi pubblici con al bici al seguito si potrà realizzare un serio programma per rendere la sardegna ciclabile. Attualmente la gran parte di essi non lo permette, a differenza di quanto accade in gran parte d’Italia e in Europa”. Lo dichiara il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. “Non si può sperare in una reale diffusione dell’uso delle due ruote se non si affronta seriamente questo aspetto. Mi auguro che la gara per l’acquisto dei nuovi autobus dell’ARST tenga conto di questo elemento, cruciale per favore e rendere effettiva la possibilità di uso delle biciclette: la ipotesi di mettere le bici nel bagagliaio dei bus è semplicemente ridicola. Ad esempio, chi giunge a Cagliari da fuori città, dopo il disastroso esperimento del bike sharing, si trova davanti a una difficoltà insormontabile ed è costretto a lasciare la bicicletta a casa, anche se vive a pochi chilometri dal Capoluogo”, conclude Cossa.

Rete ospedaliera Cossa (Riformatori): Scelte non supportate dal Piano nazionale esiti. necessaria ripresa del confronto con sindaci e sanitari

“La maggioranza continua a trattare con sufficienza il disagio manifestato dai sindaci e dal mondo della sanità: un errore gravissimo, che non farà che aggravare una situazione già difficilissima. Ho proposto di congelare la discussione per cercare con le amministrazioni e gli operatori sanitari un confronto costruttivo che elimini perlomeno le maggiori criticità, ma la maggioranza ha deciso di andare avanti per la sua strada, assumendosi una enorme responsabilità”. Così Michele Cossa, componente dei Riformatori sardi nella commissione sanità del Consiglio regionale. “La rete ospedaliera, a dispetto di quanto afferma l’assessore Arru, non trova alcun conforto né nel Piano nazionale esiti (che in genere dice il contrario di quanto sostenuto da Arru: per esempio sulla questione dei punti nascita) né in ragioni di carattere economico, considerato che i risparmi sono tutti da verificare”, continua Cossa, “mentre sono evidenti le scelte dettate dalle aree politicamente ‘forti’, soprattutto dentro il PD. E che siano soprattutto questioni di parrocchia politica a dominare le scelte lo dimostra molto bene l’intollerabile ritardo nella nomina del direttore dell’Areus, oggetto di un feroce scontro interno al PD. Quanto alla questione de La Maddalena, il ministro ha detto chiaramente che la Regione non ha mai chiesto la deroga, né si è preoccupata di creare le condizioni per poterla chiedere”, conclude Cossa.

Cossa: Rete ospedaliera. riforma impossibile se fatta contro territorio e mondo sanitario. Per prima cosa eliminare scelte clientelari

“L’azione combinata dell’approvazione di questa rete ospedaliera e delle scelte incomprensibili e illogiche adottate soprattutto dai direttori generali di ATS e Brotzu rischia di creare lacerazioni terribili. Alla base ci sono scelte prese non per migliorare il sistema ma palesemente per favorire tizio o caio. In questa situazione è naturale che le comunità locali siano spaventate e che il mondo sanitario bocci queste scelte su tutta la linea. Meglio fermarsi a riflettere e impostare il lavoro su basi diverse, per ricucire una rottura che minaccia di diventare irreversibile”. Lo afferma il consigliere regionale dei riformatori, e componente della commissione regionale sanità Michele Cossa. “Siamo alla vigilia di una svolta importante nella sanità sarda, rispetto alla quale l’assessore della Sanità ha un atteggiamento altalenante: a volte sembra ingigantirne gli effetti in termini di risparmi, ma quando viene attaccato dai sindaci diventa tranquillizzante e ne minimizza l’impatto. Resta il fatto che molte scelte sono difficilmente spiegabili, se non in settarie logiche di partito o di corrente”, continua Cossa. “Ma gli assetti della sanità sarda saranno profondamente modificati e ad esserne interessare saranno soprattutto le zone meno popolate, dove si trovano i cosiddetti piccoli ospedali che verranno ridimensionati. Servizi saranno tagliati quasi dappertutto mentre le aggiunte si contano sulle dita di una mano e certo non riguardano le zone interne. In parte si tratta di qualcosa di ineluttabile, sia per ragioni puramente sanitarie che di sostenibilità economica, problemi che non si possono più ignorare. Tuttavia un approccio superficiale e clientelare, che finisce per favorire alcune realtà a scapito di altre non può che scatenare venti di rivolta, perché resta nell’immaginario collettivo l’idea di una cesura netta tra centri politicamente più forti che sono stati ben protetti, e il resto della isola, in cui il sentimento prevalente è quello dell’abbandono. Di qui la necessità di un’opera paziente quanto difficile di ricucitura di questa lacerazione, che rischia di rendere impossibile l’attuazione della riforma sanitaria. Pigliaru e Arru prendano atto che non si può fare un’operazione di questa portata contro i comuni e contro gli operatori sanitari”, conclude l’esponente dei Riformatori”

Cossa (Riformatori). Altro che raccolta differenziata. Col blocco del Tecnocasic il sud Sardegna bomba ecologica

“La soddisfazione ostentata dalla Giunta per il dato sulla raccolta differenziata è sconcertante. Si accontenta della statistica ma ignora la sostanza, che è ben diversa: le campagne sono sommerse di materassi e discariche di plastica e ingombranti a causa del blocco del ritiro del Tecnocasic che si protrarrà – se va bene – fino al 30 settembre. Una vera e propria bomba ecologica innescata in tutto il territorio del Sud Sardegna”. Lo denuncia il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. “I comuni da inizio anno si trovano in grave difficoltà: il Tecnocasic per alcuni mesi ha effettuato un ritiro a singhiozzo, e dal mese di maggio non accoglie più del tutto quel tipo di rifiuti. Stiamo parlando di quantità spaventose, tra le 4mila e le 4.500 tonnellate annue complessive, che fino al 31 agosto (se verranno rispettati i termini) non si saprà né come né dove smaltire. I cittadini più attenti li tengono in casa. Ma molti rifiuti si trovano oggi dispersi nel territorio. Le campagne e perfino le montagne sono invasi da rifiuti che la natura impiegherà centinaia di anni ad assorbire: una vera e propria emergenza di cui nessuno parla”, continua Cossa. “Dappertutto ci sono discariche incontrollate, di cui gli amministratori comunali rischiano di rispondere di questo in prima persona; inoltre, serviranno risorse ingenti per bonificare il territorio. Quali interventi conta di mettere in campo la giunta regionale? Non si tratta infatti solo di affrontare la contingenza, ma vista la situazione anche di varare un piano straordinario di risanamento del territorio”, conclude Cossa.

Iglesias Roberto Frongia, Michele Cossa e Attilio Dedoni bacchettano la Regione

Igea e bonifiche, parte l’attacco dei Riformatori sardi

Una società che con una mano licenzia i suoi dipendenti ed esternalizza «un’area strategica come il laboratorio chimico» e, con l’altra, assume attraverso stabilizzazioni o concorsi. «Poi si affida a consulenti esterni per svolgere il lavoro per cui sono stati assunti o spende ulteriori risorse per la loro formazione». Non solo. I Riformatori sardi ieri nel corso di una conferenza stampa non hanno risparmiato attacchi e critiche sul la gestione di Igea e sulle bonifiche. Nel mirino anche l’ad Michele Caria, «un grande commercialista, non c’è dubbio, ma c’è bisogno di professionalità specifiche per la missione delle bonifiche non realizzata dal 1998».

Il presidente Roberto Frongia, con i consiglieri regionali Michele Cossa e Attilio Dedoni, ha richiamato la Regione a un maggior controllo. In particolare, chiarisce Cossa: «Non ha senso chiudere il laboratorio, sa di epurazione». Tante le loro interrogazioni sul caso Igea. «Nessuna risposta – rincara Dedoni – anche sulla selezione dei dieci operai polivalenti: ci sono denunce mentre il territorio è rimasto martoriato».
Recentemente il Corpo Forestale ha proceduto in Procura alla comunicazione di notizia di reato per incendio colposo a Monteponi: «Conclusa l’ispezione, ritiene responsabile l’In house nella cura traliccio che ha generato le fiamme».
Frongia ha inoltre contestato: «Il piano di assunzioni è confuso mentre non sono chiari costi e ragioni dell’esternalizzazione del laboratorio».

fonte: Unione Sarda - Miriam Cappa

Cossa (Riformatori): Rete ospedaliera. Indispensabile riconciliazione coi territori. Subito una grande iniziativa di ascolto

“La lacerazione che si è creata col territorio in occasione del dibattito sulla rete e ospedaliera deve essere assolutamente ricucita”. Lo afferma il consigliere regionale dei riformatori, e componente della commissione regionale sanità Michele Cossa. “Siamo certamente alla vigilia di una svolta importante nella sanità sarda con la imminente approvazione della nuova programmazione della rete” continua Cossa.
“L’assessore ha un atteggiamento altalenante: a volte sembra ingigantirne gli effetti in termini di risparmi, ma quando viene attaccato dai sindaci diventa tranquillizzante e ne minimizza l’impatto.
La verità è che gli assetti della sanità sarda saranno profondamente modificati e ad esserne interessare saranno soprattutto le zone meno popolate, dove si trovano i cosiddetti piccoli ospedali che verranno ridimensionati.
Servizi saranno tagliati quasi dappertutto mentre le aggiunte si contano sulle dita di una mano e certo non riguardano le zone interne.
In parte si tratta di qualcosa di ineluttabile, sia per ragioni puramente sanitarie che di sostenibilità economica, problemi che non si possono più ignorare. Tuttavia si ha l’impressione di un approccio superficiale, che ha finisce per favorire alcune realtà a scapito di altre.
Ecco perché resta nell’immaginario collettivo l’idea di una cesura netta tra centri politicamente più forti che sono stati ben protetti, e il resto della isola, in cui il sentimento più forte è quello dell’abbandono.
Da qui la necessità di un’opera paziente quanto difficile di ricucitura di questa lacerazione, che rischia di rendere anche problematica l’attuazione della riforma sanitaria. Pigliaru e Arru promuovano una grande conferenza sanitaria aperta all’ascolto del mondo sanitario, degli amministratori locali e di tutti coloro che vogliono far sentire la propria voce”, conclude l’esponente dei Riformatori

Cossa (Riformatori). Centro donna Binaghi. Interrogazione urgente per scongiurare la chiusura

“La chiusura del Centro donna presso l’Ospedale Binaghi di Cagliari avrebbe un prezzo altissimo, mettendo a repentaglio la salute di migliaia di donne. Non si otterrebbe nessun risparmio, ma solo il risultato di trasferire la spesa – moltiplicandola – dalla prevenzione alla cura. Un fatto oggi inaccettabile”. Lo dichiara il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa che ha presentato una interrogazione urgente alla Giunta regionale.

Una seria ed efficace riforma del sistema sanitario deve partire dalla implementazione dei servizi territoriali e di prevenzione. Sinora su è fatto l’esatto contrario. al fine di evitare pesanti disagi per i cittadini sardi e gravi conseguenze sulla loro salute. Il Centro Donna di Cagliari è un servizio territoriale di eccellenza, punto di riferimento per tutte le donne della provincia di Cagliari e non solo, dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori e delle patologie afferenti alla sfera genitale femminile. In questi anni ha contribuito in modo essenziale al miglioramento dell’approccio culturale alla prevenzione di importanti patologie, salvando letteralmente la vita a tante donne, anche in giovane età” continua Cossa. ” Anziché andare verso un potenziamento oggi si parla di soppressione , cosa che nel lungo periodo non potrà che portare ad un sostanziale incrementi  della spesa pubblica oltre che ad una aumento dei disagi umani e sociali legati alle patologie oncologiche. Arru e Pigliaru dicano cosa intendono fare”, conclude Cossa.

Michele Cossa (Riformatori sardi): «Si istituiscano tariffe urbane per tutti i comuni della Città metropolitana»

«L’aumento delle tariffe degli autobus è stato quanto di più inopportuno la giunta regionale potesse fare in un momento come questo. Per attenuarne l’impatto adesso la Regione estenda l’applicazione delle tariffe urbane ai comuni che fanno parte della Città metropolitana, tariffa che è molto più vantaggiosa. E con essa permetta loro finalmente di avere anche i biglietti a tempo e quelli giornalieri, che permettono un più facile utilizzo dei mezzi pubblici.»

Lo chiede il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. «Che comuni come Sestu e Capoterra abbiano ancora un trasporto pubblico “extraurbano” è un anacronismo privo di senso, che penalizza pesantemente i cittadini e li spinge a utilizzare l’automobile a scapito del mezzo pubblico. La Regione – conclude Michele Cossa – prenda atto di una realtà metropolitana di Cagliari fatta di comuni che cercano una sempre maggiore integrazione fra di loro, processo nel quale i sistema del trasporto pubblico rappresenta un elemento essenziale.»

Collegamento Isole minori. Cossa (Riformatori): Indegna speculazione. La Regione faccia subito chiarezza o intervenga dell’Autorità antitrust

“L’Assessorato regionale dei Trasporti intervenga immediatamente su quanto sta accadendo nei collegamenti con Carloforte e La Maddalena. Turisti e residenti denunciano che le tariffe non sono mai state così elevate: chi le ha decise? Sulla base di quali criteri? È vero che il concessionario decide a suo arbitrio l’attivazione e la sospensione di tariffe agevolate, come una “tariffa weekend” applicata in tutte le stagioni fuorché d’estate? Chi e in che modo esercita il controllo?Sono cose su cui occorre un chiarimento immediato. Tutti gli aspetti della gestione devono essere regolamentati nel Contratto di servizio che disciplina i rapporti – regolamentandone l’attività – tra la Regione e la compagnia concessionaria. Da anni lo stiamo chiedendo, così come stiamo chiedendo di acquisire le relazioni sul servizio che certamente la società concessionaria è obbligata a trasmettere e le risultanze delle verifiche periodiche che certamente la Regione effettua. Ma apparentemente nessuno ne sa nulla”. Lo denuncia il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa, che annuncia la presentazione di una interrogazione urgente al presidente della regione Pigliaru e all’assessore regionale dei trasporti Carlo Careddu. “La cosa più grave è che la Delcomar opera in una situazione di monopolio, e questo impone alla Regione un supplemento di attenzione sulle politiche tariffarie (che certo non possono essere lasciate all’arbitrio del concessionario) e sul servizio erogato, che deve essere garantito e articolato in modo preciso durante l’arco della giornata, durante la settimana e nei diversi periodi dell’anno”, continua Cossa. “Quanto sta accadendo è assolutamente anomalo, arreca un danno enorme all’immagine e all’economia non soltanto delle isole minori ma dell’intera Sardegna. I sardi pretendono risposte immediate dalla Regione, e sarà necessaria un’indagine dell’autorità Antitrust, ultimamente piuttosto sensibile alle tematiche relative al trasporto pubblico locale”, conclude Cossa.

close-link