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Cossa e Meloni (Riformatori): Rete ospedaliera: un boomerang per la Sardegna

“La ristrutturazione della rete ospedaliera messa insieme dal centrosinistra è sbagliata e ingiusta. La cosa ridicola, se non stessimo parlando di una tragedia è che hanno pure il coraggio di vantarsene”. Lo affermano il consigliere regionale Michele Cossa e Franco Meloni, direttore del centro studi dei Riformatori sardi. “Tra un anno sarà evidente di che tipo di boomerang hanno lanciato: è una somma di tagli feroci sommati a un evidente azione clientelare, che si cerca di celare dietro un preteso e indimostrato (perché indimostrabile) miglioramento della qualità dell’assistenza. Solo la ricerca esasperata di risparmi comunque e dovunque giustifica questa sorta di massacro di ospedali, posti letto e strutture operative. Non ingannino le etichette fantasiosamente affibbiate in giro per la Sardegna, si tratta solo di ristrutturazioni in diminuzione o, quando va ben, di mantenimento stretto dell’esistente”, continuano Cossa e Meloni.
“Una maggioranza riottosa ha preferito approvare un provvedimento ingiusto solo per la paura che Pigliaru li mandasse tutti a casa un anno prima e di fronte a questa minaccia hanno firmato tutti la resa. Con distinguo vari, con sofferenza forse, ma ben consci di quello che stavano facendo, accettando tagli e sacrifici per i loro territori pur di salvare la ghirba, cioè la poltrona. Ora i consiglieri del centrosinistra sono tutti impegnati a trovare giustificazioni al loro voto, è tutto un coro di abbiamo ottenuto questo e quello, si arrampicano sugli specchi per rivendicare ipotetici miglioramento che nessuno vede per il semplice fatto che non ci sono. Apparentemente il vincitore è il Presidente che ha ottenuto quello che voleva, un provvedimento che dovrebbe produrre risparmi, tanto lui non si deve ricandidare e può tranquillamente fregarsene delle reazioni dei sardi. Il suo problema è che ha sbagliato e non otterrà neppure i risparmi che stava cercando con questo progetto sbilenco sotto tutti i profili: nel 2018 la spesa, se va bene, sarà in linea con quella di quest’anno”, concludono i Riformatori.

Cossa (Riformatori): Punto nascita Maddalena. Un passo avanti ma resta l’amarezza per l’atteggiamento della maggioranza

“Il precedente emendamento della maggioranza sul punto nascite di La Maddalena non ha trovato la nostra condivisione perché risultava essere incompleto e superfluo. Proponeva infatti un piano specifico per le emergenze unicamente “nelle more della piena efficacia del sistema di elisoccorso regionale”. L’emendamento oggi approvato ha un contenuto ben diverso e nonostante la nostra posizione di netto contrasto nei confronti di questa riforma della rete ospedaliera, dimostriamo di essere pronti a votare, senza furori ideologici, tutte quelle modifiche che possono apportare miglioramenti alla situazione. Un piccolo passo è stato fatto per La Maddalena. Certo, non si può ingannare la collettività maddalenina parlando di riapertura del punto nascite, però il nuovo testo dell’emendamento elimina la frase: “nelle more di piena efficacia del sistema di elisoccorso” e perciò lo abbiamo sottoscritto e votato. Resta comunque l’amarezza perché la maggioranza non ha voluto percorrere la strada maestra, quella di garantire la dovuta sicurezza per i parti fisiologici, in ordine al quale è stato bocciato anche in aula il nostro emendamento che prevedeva di riconoscere il servizio de La Maddalena come spoke dell’Hub di Olbia. La maggioranza non ha avuto il nostro stesso atteggiamento propositivo, che avrebbe imposto di valutare il merito della proposta e non la sua provenienza politica”.

Cossa (Riformatori): Danni e rischi per l’incolumità pubblica per l’eccesso di cervi e cinghiali. Accelerare il trasferimento degli animali

“La sovrappopolazione di cervi e cinghiali sta creando una situazione insostenibile in diverse zone della Sardegna, soprattutto nel Sulcis Iglesiente. Provocano danni enormi alle coltivazioni, che costano fior di quattrini in termini di risarcimenti all’amministrazione regionale, ma soprattutto vi sono i rischi legati alla diffusione delle malattie. Occorre provvedere con urgenza al trasferimento degli esemplari in eccedenza verso le zone meno popolate”. Lo scrive in un’interrogazione il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa. “La popolazione dei cervi ammonta a oltre 8000 unità, mentre i cinghiali sono oltre 35.000. Una situazione che implica gravi rischi, considerato che superato un certo limite la natura si difende riducendo la popolazione attraverso le malattie, che dagli animali selvatici si trasmettono facilmente al bestiame da allevamento. In aggiunta ci sono i numerosi incidenti causati dai cinghiali”, continua Cossa. “In alcuni aerali la popolazione dei cervi si attesta oltre le 20 unità per chilometro quadrato: il Trentino superate le quattro unità ne autorizza l’abbattimento.
Le centinaia di migliaia di euro di risarcimenti che la Regione (i contribuenti) paga ogni anno ai privati si sommano ai danni economici complessivamente arrecati al sistema Sardegna, che sono ancora più rilevanti. La Giunta non può stare a guardare senza far nulla: intensifichi l’opera di trasferimento degli animali già intrapreso da Forestas, o in caso contrario l’unica alternativa diventerà ben presto il prelievo controllato”, conclude Cossa.

Cossa (Riformatori): Aerei. Incertezza nei trasporti danno terribile per l’economia sarda

“Questa Giunta è un lusso che la Sardegna non si può più permettere. Adesso sul fronte del trasporto aereo siamo davvero davanti al baratro. Si può immaginare un fattore più negativo per le dinamiche economiche dell’incertezza nei trasporti?”. Lo dichiara il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa. “Ammettono candidamente di non essersi minimamente rapportati con la Commissione per trovare una soluzione compatibile con il diritto comunitario. E questo dopo anni che ci raccontavano di infiniti incontri e difficoltà da superare con la Commissione europea. Insomma hanno raccontato solo bugie: questa Giunta regionale ormai è il peggior incubo dei sardi.

Cossa (Riformatori): Tpl. Azienda unica soluzione da valutare. Ma necessario subito bacino unico per la Città metropolitana

“L’idea di un’azienda unica è da verificare sul piano giuridico, ma consentirebbe certo di mettere in sicurezza i lavoratori, che di sicuro sono una delle maggiori priorità. Ma sarebbe insensato attenere gli obblighi del 2019 per modernizzare il sistema, che oggi è del tutto inadeguato rispetto alle moderne esigenze di mobilità. Anzi gli utenti non sono minimamente incoraggiati a farne uso: ci sono stati momenti in cui era persino difficile reperire i biglietti dell’arst. E è più rinviabile la istituzione del bacino unico per il sistema dei trasporti pubblici della Città metropolitana. Oggi infatti metà dei 17 comuni della Città metropolitana hanno ancora un servizio di tipo “extraurbano” e sono costretti a pagare due biglietti (ARST e Ctm). Una discriminazione che oggi non ha più senso ed è del tutto anacronistica.” Lo dichiara il consigliere dei Riformatori Sardi Michele Cossa. “La possibilità di fruire di un efficiente servizio di trasporto pubblico, che magari favorisca anche l’uso della bicicletta consentendone io trasporti, rappresenta il presupposto necessario per la riduzione del traffico privato, con tutte le positive conseguenze che ne derivano in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico e della sicurezza”, continua Cossa. “La Giunta regionale per il momento non ha fatto passi concreti in questa direzione” conclude Cossa.

Spopolamento. Cossa (Riformatori): Politiche di sviluppo locale miseramente fallite. Portare in Sardegna il reddito dei benestanti del nord Europa

“Le politiche per le zone interne seguite sinora sono fallite e sono state spese inutilmente risorse enormi. Serve una svolta radicale, perché il problema riguarda tutta la Sardegna, non solo i comuni a rischio estinzione”. Lo ha sostenuto il consigliere regionale dei Riformatori Michele Cossa intervenendo al convegno organizzato oggi dalla Associazione degli ex parlamentari. “Occorre avviare interventi che sappiano combinare la straordinaria attrattività ambientale della nostra Isola con efficaci politiche di sviluppo e di creazione del Pil. La nostra proposta di legge mira ad attrarre, con vantaggi fiscali, i benestanti del nord Europa, che vedono la Sardegna come la Florida d’Europa. Con l’obiettivo anche di riutilizzare anche gli oltre 200mila immobili sfitti che ci sono nel territorio”, continua Cossa. “O avremo il coraggio di fare scelte coraggiose o il declino delle zone interne sarà inarrestabile” conclude Cossa.

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Cossa (Riformatori): Caso accantonamenti, basta estenuanti bracci di ferro con lo Stato. Vogliamo l’insularità nella Costituzione

“La vicenda degli accantonamenti, nella sua gravità, è emblematica di come lo Stato ignora il grave e permanente handicap naturale derivante dall’insularità. Quante manifestazioni dovrà fare la Sardegna a Roma per far capire al governo di turno che non è come le regioni della terraferma? Lo Statuto speciale evidentemente non è più sufficiente, e lo sarà ancora meno dopo i referendum lombardo-veneti. È ora di finirla  con questo estenuante è interminabile braccio di ferro, che sta massacrando il nostro tessuto economico e sociale. È ora che lo status di insularità venga riconosciuto una volta per tutte nella Costituzione. “

Cossa (Riformatori): Riforma ospedaliera sbagliata, divide territori e mondo sanitario

“La riforma non è sbagliata perché contiene tagli, ma perché è divisiva. Crea tensioni e contrapposizioni tra i territori e dentro il mondo sanitario, rischia di fare scempio della sanità sarda”. Lo ha affermato il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa intervento nel dibattito generale sulla rete ospedaliera. “Anziché premiare chi merita e tagliare dove è necessario si è seguita la logica di valorizzare la sanità amica a scapito di coloro i quali non hanno protezioni e sono cresciuti unicamente per capacità” continua Cossa. “Presenteremo decine di emendamenti, ma comunque ci opporremo con tutte le nostre forze per impedire che un simile obbrobrio venga approvato”, conclude l’esponente dei Riformatori.

Cossa (Riformatori) e Moriconi (Pd): Non si capisce quali comuni ne fanno parte. A rischio i servizi sociali del PLUS21

I consiglieri regionali Michele Cossa e Cesare Moriconi hanno presentato una interrogazione  al Presidente della Regione e all’Assessore della Sanità per sollecitare risposte in merito alla definizione degli ambiti territoriali dei PLUS ( Piani Locali Unitari dei Servizi ) e sulla necessità di bandire la gara per l’affidamento dei servizi del PLUS-21

I consiglieri evidenziano una  situazione di assoluta incertezza sulla delimitazione territoriale, del PLUS21 attualmente composto dai comuni di Monserrato, Quartucciu, Selargius, Settimo San Pietro, Sestu che fanno parte della città metropolitana , a cui si aggiungono i comuni di Ussana e Monastir, i quali fanno invece parte di una unione di comuni, in stridente contrasto con quanto si afferma nelle linee guida.

In particolare gli interroganti esprimono forte preoccupazione in ordine alla possibilità di prosecuzione dei servizi in gestione associata a partire dal 1° gennaio 2018. Infatti, il contratto relativo al servizio di assistenza domiciliare, scolastica e di segretariato sociale andrà a scadere il prossimo 31 gennaio 2017.

In assenza di precise direttive regionali non sussistono i presupposti per l’indizione di una nuova gara relativamente alla necessità di conoscere con esattezza il bacino territoriale e di popolazione di riferimento. Cossa e Moriconi chiedono a Pigliaru e Arru di provvedere con la massima urgenza a dare i necessari chiarimenti relativamente:

  • agli ambiti territoriali di riferimento, dei PLUS, con particolare riferimento al PLUS21;
  • a quale sia, conseguentemente, l’ufficio di piano competente a programmare, gestire, monitorare e valutare le azioni e gli interventi previsti nel PLUS;
  • ai finanziamenti  che si intendono destinare ai PLUS.
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Cossa e Meloni (Riformatori): Il Partito dei sardi scopre adesso le cose che noi diciamo da mesi. In quattro anni solo peggioramento dei servizi

“La maggioranza traballa sotto i colpi delle comunità locali in rivolta contro la ristrutturazione della rete ospedaliera proposta dalla Giunta, il PD si spacca su tutto, ma la novità è che ora si sfila pure il secondo partito della maggioranza, il Partito dei Sardi, che minaccia di non votare il provvedimento.

Il Pds scopre improvvisamente che la programmazione regionale è stata fatta all’incontrario, che l’Areus non è ancora partita e che nella distribuzione dei primariati e nella classificazione degli ospedali sono stata fatte ingiustizie profonde.

Bene, noi Riformatori nei mesi scorsi abbiamo detto e ripetuto esattamente questi punti e li abbiamo portati all’attenzione dell’opinione pubblica. Senza che vi fosse alcun segno di vita da parte dei partiti della maggioranza, incluso il Partito dei Sardi.

Dov’era allora il Partito dei Sardi nei mesi scorsi, e perché ha assistito in silenzio o quasi al percorso del provvedimento nelle istituzioni, e come mai si è svegliato solo adesso?

Ci chiediamo fino a dove la Giunta, pur di salvare baracca  e burattini, si spingerà a fare concessioni più o meno populistiche sui diversi aspetti del progetto che più disturbano i partiti della maggioranza, lo stesso Pd e i sindaci.

Sono passati quattro anni dall’inizio della legislatura, la qualità dei servizi sanitari non è affatto migliorata, l’insoddisfazione regna sovrana e persino l’obbiettivo del risparmio sembra svanito, la spesa è cresciuta nell’ultimo anno di ben 40 milioni.

Cosa aspettano la Giunta e la maggioranza a prendere atto del loro fallimento e a rimettere nelle mani dei sardi  il loro mandato?”

Michele Cossa e Franco Meloni, Riformatori sardi
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