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DEDONI: Protesi sanitarie, ancora disservizi: la Giunta revochi il contratto per la fornitura

Una nuova sollecitazione ad annullare la gara regionale per la fornitura di ausili e protesi sanitarie riutilizzate e sanificate è stata fatta dal capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, al Presidente della Regione, Francesco Pigliaru, e all’Assessore regionale alla Sanità, Luigi Arru, per mezzo di un’interrogazione in cui si chiede conto dello stato di attuazione della sua mozione approvata all’unanimità dall’Aula lo scorso 4 maggio, nella quale si impegnava la Giunta a verificare le condizioni in cui avviene la fornitura e ad annullare, in regime di autotutela, il relativo contratto.
La gara regionale, bandita dall’Asl n. 1 di Sassari, è stata assegnata nel 2016 ad un’azienda toscana, che da allora fornisce i presidi in tutta la Sardegna, a differenza di quanto accadeva in precedenza, quando erano le officine ortopediche-sanitarie dell’Isola, convenzionate con il sistema sanitario regionale, a consegnarle ai pazienti in via diretta, lasciando questi ultimi liberi di scegliere a chi rivolgersi. Sono subito iniziate le segnalazioni di disservizi di ogni genere, dai dieci giorni lavorativi necessari per l’erogazione all’imposizione di ausili riutilizzati non adatti alle caratteristiche fisiche del paziente (in particolare per quanto riguarda le carrozzine), fino, come si legge nell’interrogazione, alla fornitura di protesi “non correttamente sanificate, vale a dire sporche e recanti tracce biologiche dei precedenti utilizzi, in dispregio alle più elementari norme igieniche”. Inoltre, la messa in utilizzo dei presidi non avviene più in presenza del medico che li ha prescritti, con conseguenti rischi anche per la sicurezza dei pazienti, oltre al venir meno delle opportune verifiche sull’appropriatezza di quanto fornito. Tutto ciò ha portato a numerose azioni di protesta da parte dei pazienti, fino alla ‘rivolta delle carrozzine’ del 10 maggio, quando gli assistiti hanno manifestato a Cagliari sotto la sede dell’Assessorato alla Sanità.
“Nonostante l’approvazione della mozione”, prosegue Dedoni, “non si è segnalato il venir meno dei disservizi”. Non solo, perché il 20 luglio l’agenzia Alisa, che coordina il sistema sanitario della Regione Liguria, ha annullato in regime di autotutela l’affidamento provvisorio di un’analoga gara regionale unificata, assegnata alla stessa azienda toscana che fornisce il servizio in Sardegna. In quel caso, è stata rilevata “un’offerta economica anormalmente bassa in ragione di un’offerta tecnica palesemente incongruente e non sostenibile in rapporto al prezzo richiesto e giustificato”.
Il capogruppo dei Riformatori chiede dunque al Presidente e all’Assessore quale sia lo stato di attuazione degli impegni previsti nella mozione approvata a maggio, se anche l’offerta che ha vinto la gara in Sardegna “presenti profili anomali al pari di quelli emersi nella gara bandita dall’agenzia Alisa” e, ancora una volta ed anche in ragione dei ricorsi al Tar eventualmente presentati dalle altre aziende partecipanti alla gara, di annullare in regime di autotutela il contratto di fornitura.

Crisponi (Riformatori): Ecco i B&Bunker, nuova frontiera del turismo in Sardegna

Ecco i B&Bunker, nuova frontiera del turismo in Sardegna
Piccole locande, bar e Spa riqualificando 500 fortini militari

Sfruttare lo straordinario patrimonio della seconda guerra mondiale in Sardegna, disseminata di piccoli e grandi bunker, per aprire una nuova frontiera del turismo sostenibile, naturalistico ed escursionistico. Accanto alla valorizzazione in chiave turistica dei fari costieri voluta dalla Regione, arriva ora la proposta di legge dei Riformatori per riqualificare queste ex postazioni militari e rispondere così alle nuove esigenze ricettive di un’utenza sempre più attenta a vacanze alternative. La stessa denominazione del progetto, B&Bunker, associa la prima parte dell’acronimo alle tante declinazioni dell’accoglienza, dell’ospitalità e dell’informazione turistica: Bed&Bunker, Bar&Bunker, Bike&Bunker, Beauty&Bunker, e così via. La nuova destinazione d’uso delle oltre 500 fortificazioni stimate in Sardegna, e presenti soprattutto lungo le coste Sud, Ovest e Nord dell’Isola, sarà definita dalle singole amministrazioni locali sulla base di bandi che potranno usufruire di un finanziamento regionale di 5 milioni di euro in due anni, con un massimo di 50 mila euro per la riqualificazione di ciascun bene. Il progetto dovrà anche tenere conto dell’ampiezza degli spazi dei fortini. Nella maggior parte dei casi queste postazioni militari sono composte da una bassa torretta di avvistamento con ampie feritoie per l’uso di armi da fuoco, spesso affiancata da piccoli edifici utilizzati per l’alloggio della guarnigione, il ricovero delle derrate e delle munizioni. Accanto si possono poi trovare delle ex piazzole per mitragliatrici della batteria antiaerea, rifugi e trincee. “E’ un potenziale enorme – spiega il consigliere regionale Luigi Crisponi – se recuperati, infatti, questi bunker potrebbero rispondere alla riduzione della disoccupazione giovanile, all’aumento dell’imprenditoria e all’incremento del patrimonio culturale”. “E’ possibile coniugare due aspetti – aggiunge il collega di partito Michele Cossa – la riscoperta di un patrimonio un pò sconosciuto e il forte richiamo turistico”.”La sfida – chiarisce il capogruppo Attilio Dedoni – è quella di restituire questo patrimonio da riqualificare alla conoscenza e all’uso strategico in campo turistico”.(ANSA).

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