| NASCE IL CIRCOLO TEMATICO DIRITTO E GIUSTIZIA LA PRIMA PROPOSTA DI LEGGE |
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| Scritto da Roberto Frongia | ||||||
| sabato 10 aprile 2010 | ||||||
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E’stato costituito in seno al partito dei Riformatori Sardi il Circolo Tematico Diritto e Giustizia . La definizione di diritto viene insegnato sin dal primo anno del corso di studi in materie giuridiche: il complesso di regole finalizzate all'organizzazione dell’infinita ”serie di relazioni che mettono in contatto gli uomini viventi in società”. Più complessa appare la definizione di Giustizia : Principio morale consistente nel dare a ciascuno il dovuto, nel giudicare con equità. Ciò che a noi interessa è che nelle definizioni classiche prima enunciate si trova l’essenza delle ragioni che ci hanno indotto a costituire un Circolo dedicato al Diritto e alla GiustiziaUn circolo che si propone di affrontare i temi relativi all’organizzazione della vita sociale ed in particolare quelli relativi all’efficacia, alla trasparenza e alla celerità dell’azione amministrativa. Insomma un Circolo che si propone di perseguire un diritto giusto. Il primo disegno di legge proposto dal Circolo e presentato dal Senatore Mariano Delogu, riguarda l’esclusione dal diritto al trattamento pensionistico a favore dei superstiti di chiunque abbia cagionato con dolo la morte dell’assicurato o del pensionato. Nel vigente ordinamento giuridico il trattamento pensionistico di reversibilità è la quota parte della pensione complessiva che, alla morte del lavoratore assicurato o pensionato, spetta ai componenti del suo nucleo familiare. La necessità di scrivere una norma limpida nasce dal recente clamoroso caso verificatosi in Sardegna e del quale si è occupata la cronaca. Un cittadino dopo aver scontato la pena della reclusione di 14 anni e 8 mesi per l’omicidio della moglie, ha chiesto e ottenuto l’assegno di reversibilità. Infatti, in base all’attuale normativa, chiunque abbia ucciso con dolo il proprio congiunto non è escluso dal diritto di ricevere la pensione di reversibilità. Una vera e propria ingiustizia. Senza entrare nei dettagli della sentenza (n. 3 del 1966) della Corte Costituzionale o di quella della Corte dei Conti (n. 312 del 1999) della Regione Sicilia con la quale viene riconosciuto all’autore di un delitto il diritto ad ottenere parte della pensione fino ad allora goduta dalla vittima, si può precisare che il disegno di legge proposto colma il vuoto normativo ed esclude, in modo chiaro ed inequivocabile, chi si è macchiato di un crimine così grave ed odioso, escludendolo, appunto, dal diritto al trattamento pensionistico di reversibilità. Crediamo fermamente che questa prima nostra azione vada nella direttrice, come da noi auspicato, di un diritto giusto. Roberto Frongia e Anna Maria Busia
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