| L’AGRITURISMO E’ UNA RISORSA FONDAMENTALE PER L’ECONOMIA E LA CULTURA DELLA SARDEGNA |
|
|
|
| Scritto da Maurizio Onorato | ||||||
| martedì 02 marzo 2010 | ||||||
|
Grande preoccupazione e sconcerto hanno provocato le dichiarazioni rilasciate alla stampa locale, nei giorni scorsi, dall’assessore regionale all’Agricoltura Andrea Prato. Le affermazioni dell’assessore hanno dipinto, erroneamente, l’agriturismo in Sardegna come un settore fino ad oggi fuori dalla legge e senza controllo alcuno. La realtà è ben diversa: le strutture agrituristiche sono regolarmente sottoposte a controlli della ASL, dei NAS e della Guardia di Finanza. E’ bene sottolineare il contributo che questo settore ha fornito per la divulgazione e la promozione del territorio, dell’ambiente e delle tradizioni enogastronomiche isolane. Per anni, dalle sue prime esperienze fino a pochi anni fa, l’agriturismo oltre ad essere attività integrativa al settore agricolo ha colmato un vuoto nel settore turistico per quanto riguarda l’accoglienza. Solo recentemente in Sardegna si registra il proliferarsi di B&B; per quarant’anni questo servizio è stato soddisfatto egregiamente dalle strutture agrituristiche, che hanno contribuito a far conoscere l’ospitalità familiare tipica della Sardegna oltre alle prelibatezze della nostra tradizione culinaria. Il settore agrituristico in questo momento ha bisogno non di un aggressione mediatica ma di un serio adeguamento della normativa orientato ad incentivare pratiche che rispondano allo spirito originario e autentico dell’agriturismo stesso, come peraltro accade con risultati soddisfacenti, in altre regioni italiane: la possibilità di macellare la bassa corte nei locali della cucina in giorni che non viene impegnata in altri utilizzi (deroga prevista da diverse leggi regionali o ottenibile attraverso una determinazione interassessoriale Agricoltura-Sanità), la possibilità di trasformare la frutta in marmellata da somministrare agli ospiti invece di lasciata marcire o darla in pasto ai maiali. Dare cioè la possibilità alle aziende agrituristiche di realizzare queste piccole trasformazioni se si vuole assicurare agli ospiti un prodotto sardo, fresco e genuino. Grave apprensione hanno destato, soprattutto nelle aziende limitrofe alla costa, le dichiarazioni riguardo al pesce. Queste aziende, infatti, tradizionalmente somministrano ai loro ospiti piatti a base di pesce. Se si tiene conto che in queste aziende si registra un soggiorno medio di 20-25 giorni si ritiene opportuno variare il menù settimanale inserendo piatti tipici a base di prodotti ittici per lo più allevati in Sardegna. Altra rilevante questione è quella dei posti letto. Normalmente gli ospiti dell’agriturismo sono famiglie con figli, spesso molto piccoli, data la disponibilità e l’elasticità degli orari nell’offrire servizi, oltre alla possibilità di poter godere di grandi spazi che consentono di soddisfare le esigenze legate ai giochi e al tempo libero. I bambini, anche se piccoli e pur usufruendo di gratuità, occupano ugualmente un posto letto, diminuendo la possibilità di accoglienza e conseguentemente il reddito integrativo. Anche in questo caso sarebbe auspicabile una deroga come già succede in altre regioni che autorizzano a 30 posti letto e addirittura l’ultima legge della regione Lazio prevede in particolari situazioni la possibilità di 50 posti letto. Per ciò che concerne il monte pasti sarebbe opportuno convertire il limite dei 1800 pasti mensili in un monte pasti di massimo 20.000 coperti su media annua. Infatti, specialmente in alcune aree, gli ospiti si concentrano in alcuni mesi dell’anno e l’apposizione di un limite mensile non permette di soddisfare tutte richieste. Per quanto riguarda l’agricampeggio, e limitatamente a chi svolge solo questa attività, sono insufficienti il numero di piazzuole attualmente autorizzate in quanto questo tipo di struttura è operativa limitatamente ai mesi di luglio e agosto ma per mantenerla efficiente abbisogna di manutenzione costante nell’arco dell’anno e le tariffe praticate non consentono un tornaconto economico adeguato. Relativamente all’albo dei fornitori istituito dalla recente legge regionale sarebbe opportuno che abbiano un risalto maggiore le aziende agricole attrezzate per la trasformazione. L’agriturismo è uno dei pochi settori dell’agricoltura che nonostante la crisi registra un andamento positivo e continua a dare occupazione e va pertanto tenuto nella giusta considerazione: ha bisogno come detto di adeguamenti normativi, oltre a quelli già citati si segnala in particolare la necessità di creare presso l’assessorato all’Agricoltura l’Osservatorio Regionale dell’Agriturismo che garantirebbe un monitoraggio costante del settore ed il collegamento con l’Osservatorio nazionale per l’agriturismo istituito presso il ministero delle politiche agricole Bisogna colpire chi, non rispettando le leggi, danneggia l’immagine della enogastronomia della Sardegna ma altrettanto fortemente chi fa impresa agricola seriamente va tutelato e sostenuto senza aprire fronti di presunta illegalità che altro non fanno se non danneggiare l’immagine di una regione intera. Maurizio Onorato
1. 03-03-2010 10:06 Ho sentito quanto dichiarato in merito dall'Assessore Prato in occasione dell'incontro organizzato a Sestu venerdì scorso. Non so se abbia corretto il tiro rispetto a dichiarazioni precedenti, ma ha soltanto affermato che parecchi agriturismi somministrano pietanze che di sardo non hanno niente, come ad esempio gamberi argentini e polpetti vietnamiti, pur agendo nell'ambito di un rispetto formale di leggi e regolamenti (come del resto succede in tutta Italia). Si rende pertanto necessario, a suo parere, obbligare gli agriturismi ad un ricorso più massiccio alla produzione locale, in modo da dare una connotazione sarda più accentuata alle pietanze servite. Mi sembra un discorso condivisibile. 2. 05-03-2010 08:56 prato assesore all'agricoltura? o al tu l\\\\\\\'assessore all\\\\\\\'agricoltura deve far capire se deve tutelare gli agricoltori o i commercianti, le sue ripetute esternazioni riguardo agli agriturismi sardi non ultima sulla nuova sardegna del 4 marzo dove li definisce agriturismi del terzo monda denota una scarsa conoscenza delle strutture agrituristiche sarde, o un disegno politico incomprensibile ai più.Forse l\\\\\\\'assessore dovrebbe fare il suo lavoro costruendo e non distruggendo il passato, creando nuove possibilità perchè le strutture agrituristiche possano nel rispetto di leggi inesistenti attualmente avere la possibilità limitatamentealla soministrazione agli ospiti di poter trasformare la materia prima propria in azienda o poter macellare conigli,galline e anatre in cucina come da sempre hanno fatto i loro padri, e non fare terrorismo e cattiva informazione preso l\\\\\\\'utente finale. un consiglio, lasci perdere le sue idee personali e fantasiose e si raffronti con gli agricoltori facendo piccoli passi e non grandi distanze che si sa quando iniziano ma non se finiranno Scrivi Commento
Powered by AkoComment Tweaked Special Edition v.1.4.6 |
||||||




