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L'editoriale di questa settimana

RIDATECI AMSICORA!
Vi ricordate di Amsicora, il capo dei sardi pelliti noto per la sua contrapposizione a Roma?
Forse oggi servirebbero la sua determinazione e il suo coraggio per affrontare in “ singolar tenzone” sul Federalismo, Alberto da Giussano, portacolori della Padania.
I discendenti di Amsicora non sembrano infatti dotati delle sue stesse qualità.
E non hanno saputo unirsi intorno alla bandiera dell'Assemblea Costituente che -da diciassette anni- è stata messa a loro disposizione per aprire il confronto con lo Stato.
Leggi tutto...
 
NON TUTTO E' EMERGENZA. E L'EMERGENZA NON PUO’ GIUSTIFICARE TUTTO PDF Stampa E-mail
Scritto da Michele Cossa   
lunedì 15 febbraio 2010
Non so se Guido Bertolaso è colpevole delle cose che gli vengono addebitate.
Come si dice in questi casi, meglio avere fiducia nella magistratura e attendere gli sviluppi dell'inchiesta. Tuttavia, la vicenda può fare utilmente riflettere, perché l’impressione è che si sia rotto un giocattolo pericoloso: l’occasione fa l’uomo ladro, e anche ammettendo che Bertolaso sia – come probabilmente è – un uomo illuminato e di specchiata onestà, forse non altrettanto si può dire dei tutte le persone delle quali si è circondato. Il problema vero e solo uno: fare opere pubbliche in Italia è una faccenda complicatissima, regolata da una normativa intricata - fatta di leggi nazionali e comunitarie, alle quali si aggiungono talvolta insensate norme regionali – la cui funzione principale non è quella di garantire che i soldi pubblici siano spesi nel modo migliore, ma evitare che qualcuno (politico, burocrate o imprenditore) si arricchisca indebitamente. Il risultato: un intollerabile allungamento dei tempi ordinari di realizzazione dell’opera e un immancabile contenzioso, che raddoppia o triplica i tempi e che spesso si conclude con l’aggiudicazione dell’opera da parte dell’organo giurisdizionale (anziché dell’amministrazione appaltante).
Tutto questo si riflette pesantemente sull’economia nazionale (pensiamo a  cosa significa tanta lentezza nella spendita di ingenti risorse pubbliche solo in termini di posti di lavoro) e finisce con l’accentuare quel gap infrastrutturale che rende così poco competitiva l’Italia in Europa e nel Mondo.
Da queste considerazione sono nati i poteri straordinari di Bertolaso: visto che la situazione è questa, affidiamo alla Protezione civile la possibilità di agire rapidamente, affidando lavori con procedure abbreviate (praticamente in affidamento diretto a progettisti e imprese di fiducia) ed eliminiamo anche i controlli successivi: ciò che è importante è che i terremotati dell’Aquila abbiano le case e le strade di Napoli siano sgomberate dalla spazzatura.
Il problema è che dalle emergenze vere si è passati ad altro: il G8 (e vabbè, c’erano obblighi internazionali e c’era da salvare la faccia davanti ai potenti del mondo), i mondiali di nuoto (e questo và meno bene: si sapeva da anni che ci sarebbero stati) e le celebrazioni per il 150° dell’Unità d’Italia (che di emergenziale non hanno proprio nulla). E financo la strada cimitero Sassari - Olbia e nuove carceri sufficienti a contenere i ventimila detenuti in esubero oggi stipati in quelle esistenti. Insomma, stiamo parlando di gran parte delle opere pubbliche programmate dallo Stato per i prossimi anni: miliardi di euro di cui tra l’altro (come giustamente ha osservato il direttore dell’Unione Sarda Paolo Figus) alla Sardegna sarebbero arrivate soltanto briciole e forse nessun posto di lavoro, se non qualche manovale precario.
Né le emergenze vere né quelle fasulle possono essere il pretesto per sprechi di danaro pubblico, per tangenti e regalie per l’affidamento diretto di appalti, e per il venir meno dell’obbligo di rendicontare a posteriori i lavori eseguiti e i criteri seguiti nell’affidamento (almeno quello!).
Quello che mi sembra impossibile è che il Governo, anziché continuare a puntare solo sull’emergenza, non approfitti dell’occasione per riscrivere una impossibile normativa sugli appalti pubblici, che metta il nostro Paese perlomeno al livello di quei Paesi europei nei quali sono pochi quelli che rubano e in prossimità delle opere pubbliche sono indicate in modo preciso la data di inizio dei lavori e la data di consegna, e quelle date vengono rigorosamente rispettate. Conciliando le due esigenze: quella della garanzia di trasparenza nelle procedure e quella della certezza nell’assegnazione dei lavori e nei tempi della loro esecuzione.
Per quanto ci possiamo essere assuefatti all’idea che vediamo aprire un cantiere e che – forse – saranno i nostri figli a godere dell’opera realizzata, è questo l’obiettivo al quale l’Italia deve puntare se non vuole restare indietro.

Michele Cossa


Commenti (6)
1. 16-02-2010 07:52
E’ vero. Il problema non è tanto la tangente, o la donnina, di per se fatti quantomeno deprecabili, ma quanto il fatto che per realizzare qualche opera pubblica importante, ancorché ordinaria, si debba ricorrere a leggi e a strumenti di emergenza, come se le leggi e gli strumenti ordinari siano inefficaci. E lo sono! Non entro nel merito del perché ne del percome, ma la mia sensazione forte è che lo stato Italiano, o meglio i suoi amministratori, vogliano mettere le mani in pasta su tutto, un po’ in stile “socialista”, e in questo gioco è invitabile sporcarsi le mani. Forse la vera ed unica riforma seria e possibile è “MENO STATO”
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2. 16-02-2010 10:06
ciao michele, sempre serene e corrette le tue riflessioni. Un'idea per un'altra, perchè nei vostri incontri non fare una cosa che facevano un tempo le vecchie scuole di partito? La gente comune a volte non ha voglia, a volte è la preparazione di base che manca, a volte, non sa bene dove cercare in formazioni e quelli che ne danno , come Stella e B. Grillo riescono a dire cose giuste in un modo così sbagliato che ti fanno passare la voglia di leggere. 
Panoramiche semplici, spiegazioni pane e casu di quali leggi esistono, perchè favoriscono un certo clima , quali modifiche potrebbero essere verosimilmente introdotte in tempi non bibblici, quali vantaggi porterebbero nell'immediato.io credo che ci sia sete di questo. la genete si riempie di luoghi comuni anche perchè il labirinto di leggi e leggine italiane scoraggerebbe anche un popolo meno pigro del nostro. 
" un paese che ha moltissime leggi,è un paese corrottissimo" TACITO.........ops! :zzz
Scritto da claudia sini (Ospite)
3. 16-02-2010 11:18
Io credo che il nostro non sia più un paese troppo normale se anche nei confronti di una persona certamente eccezionale come Bertolaso siamo ridotti a fare dietrologia. Probabilmente non tutto il suo staff sarà composto solo da verginelle, ma da qui a infangare la reputazione di un galantuomo ce ne corre parecchio! E poi, comunque, vediamo di finirla con il cattivissimo sport di volerci sempre fare del male: questo aiuta solo la sinistra.
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4. 16-02-2010 11:54
Il capello
Già, l'efficienza, in tutti i settori prevale la logica del: metterci il capello sopra, inteso come merito. capita che una prassi burocratica già regolata all' origine trovi poi nei territori dei distinguo, , dai più non conosciuti, chiaramente non si discute di questo distinguo, semmai del perché non circoli una informazione precisa ed univoca.
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5. 16-02-2010 13:43
Il capello
Premesso che i LADRI vanno puniti e CANCELLATI per sempre dagli albi professionali e di categoria, vorrei fare una riflessione sul grande clamore che si sta facendo sul fatto che Bertolaso ha FATTO DELLE COSE ECCEZIONALI PER QUALITA\' E PUNTUALITA\', MA--- SPENDENDO DI PIU\' DEL PREVISTO!, ANCHE MOLTO DI PIù! 
Sperando che il di più non corrisponda ai soldi rubati vorrei dire se qualcuno crede ancora alle \"nozze con i fichi secchi\"! 
Amici miei, la qualità si paga e chi meno spende più spende. 
Sono proverbi e modi di dire che lasciano il tempo che trovano. 
Ma qualcuno mi sa citare delle opoere pubbliche importanti che siano state realizzate nei tempi e nella qualità previsti e spendendo quando preventivato? 
Cito alcuni esempi a noi vicini: Palazzo del Consiglkio regionale e Ospedale Brotzu. 
Credo che siano 20, 30 volte il budget!! 
Allora di cosa vogliamo discutere? 
Se si è speso di più per l\'urgenza, la qualità etc. OK! 
Se invece i soldi sono stati spesi in tangenti, il compito è della Magistratura e ..tutti i colpevoli in galera! 
Ma qualcuno crede che un come Guido Bertolaso si possa comprare con una brasiliana o con 50.000 euro?
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6. 19-02-2010 14:03
emergenza nella emergenza
E' un vecchio trucco della politica. Nei momenti di difficoltà della classe dirigente si aggira l'ostacolo, parlando e sparlando, attraverso la stampa e la televisione(foto, disegni, caricature, servono a rendere più vivo e spettacolare il racconto) di escort (all'inizio mi veniva in mente l'auto della Ford),di trans e ... 
Il problema principale in Italia sono le grandi opere. La maggior parte non necessarie, servono soltanto per lubrificare apparati politici. Tutto questo fa solo danno al paese perchè non consente sviluppo, lavoro e ricchezza per tutti. 
In tempi non sospetti, dissi pubblicamente che era pericoloso, sotto il profilo della occupazione smantellare a La Maddalena 
tutte quelle attività che hanno rappresentato la vera economia dell'isola. La maggior parte dei Maddalenini si sono fatti incantare dalle parole dei soliti politici nullafacenti facendo credere che il futuro della isola è rappresentato dal turismo. Più di una persona allora mostrò dei dubbi che poi furono scongiurati (!!!) dopo le dichiarazioni di Soru e Berlusconi che confermavano la realizazione delle grandi opere per il G8 e che poi sarebbero state utilizzate per scopi prettamente turistici. 
Gli scopi ormai sono a conoscenza di tutti gli italiani purtroppo ipnotizzati da politici e giornalisti. 
Ma quando mai si spendono tanti soldi per realizzare srutture stagionali dove il rapporto costo utilizzo è dieci a uno. 
Bisogna essere realisti l'allungamento della stagione non esiste (sarò esplicito in altre occasioni). 
A proposito si è deciso di realizzare n. 8 carceri e non si rendono conto che ne esistono almeno dieci dove serve soltanto una modesta ristrutturazione. Tanto per fare un esempio nel piccolo, a Santa Teresa Gallura sono state realizzate le seguenti strutture: un terzo campo di calcio con pista di atletica a 6 corsie (il campo viene utilizzato saltuariamente e la pista mai). Un museo di oltre mille mc., realizato da oltre cinque anni non è enrato in funzione perchè non esistono reperti archeologici !!!???  
Un Teatro con oltre 1000 posti a sedere, bloccato per mancanza di fondi. Una struttura turistica al porto Marina Acquarius (Bar, Ristorante) chiusa da oltre 5 anni perchè impossibile arrivarci. Un tunnel a mezzo servizio e un impianto di depurazione insufficiente vista mare e vista paese. 
Per quanto mi riguarda non sono necessarie le intercettazioni telefoniche per stabilire eventuali irregolarità di imprenditori, politici ecc. Bastano questi esempi per consentire un pieno mandato ai Giudici di intervenire.  
Insomma i romani di Cesare non ci hanno insegnato nulla?? Facciamo memoria .....  
..... prima si fanno le strade e poi le case.... 
Salvino Grindi
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