| BRAVO BERTONE! |
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| Scritto da Mario Segni | ||||||
| mercoledì 20 gennaio 2010 | ||||||
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Voglio esprimere un plauso sincero al cardinal Bertone per le parole dette sulla cosiddetta rivolta degli immigrati: "C'è un grave problema che riguarda le condizioni di lavoro degli extracomunitari". Ha ragione, ha pienamente ragione! Il fatto veramente scandaloso di questa triste vicenda è lo sfruttamento inumano di migliaia di extracomunitari.
Ricapitoliamo i fatti. A Rosarno arrivano ogni anno duemila extracomunita ri per la raccolta dei mandarini. Lavorano in nero, lo stipendio è una miseria, vivono in situazioni inumane. Qualcosa li spinge alla rivolta: incendiano macchine, sfasciano vetrine. Il giorno dopo nasce una controrivolta, con cacce all'uomo spietate, in cui si riversa tutto o quasi il paese. Cose terribili, e chiunque abbia usato violenza, da una parte e dall'altra, deve essere punito. Ma diciamo la verità, è una guerra tra poveri, anzi è una guerra tra disperati. Gli africani spinti dalla miseria e dalla condizioni disumane; gli altri dalla disoccupazione, dall'abbandono. Ma c'è qualcuno che non è stato spinto né dalla miseria né dalla disoccupazione: sono tutti quelli che sfruttano gli africani con stipendi di fame e condizioni inenarrabili. Molto spesso non si sono limitati ad approfittare della manodopera a costo misero: la hanno creata, favorita. Il "Corriere" di oggi parla di organizzazioni che hanno attirato gli extracomunitari con false promesse per creare una mass a di lavoratori disperati e senza difesa. E non sempre si tratta di mafia o n'drangheta. Ma è tanto difficile colpire questo? E' "vox pubblica" che da anni, soprattutto nel sud, le grandi raccolte, dal pomodoro agli agrumi, vengano fatte così, che vi lavorino decine di migliaia di persone: e' un fenomeno palese, non occulto. E' impossibile combatterlo? O è legittimo il sospetto che si chiuda un occhio (o forse tutti e due) perché in fondo va bene a tutti, ai proprietari perché la raccolta si fa a buon prezzo, alla politica perché si scarica sui negri la crisi dell'agricoltura, qualche volta anche ai locali perché si tratta di lavori che non si vogliono più fare. C'è solo una categoria cui non va bene: gli sfruttati. Extracomunitari, sì, ma uomini come noi. Ministro Maroni, lei ha detto che ci vuole più severità con gli immigrati. Probabilmente ha ragione. Ma non le sembra che prima di tutto ci voglia severità e giustizia con gli sfruttatori? Mario Segni
1. 24-01-2010 15:04 extracomunitari e sfruttamento credo che tutto quanto succeda, sfruttamento compreso, sia derivazione da finto perbenismo e inosservanza delle leggi.In una, se i clandestini, in quialità di esseri illegali venissero rispediti a casa, tutto ciò non accadrebbe e le leggi sarebbero osservate appieno. Certamente tale argomento non può essere liquidato con due righette, nè con falsi perbenismi. Occorrerebbe una valutazione seria, entro i canoni della legalità in tutte le sue forme. Mi piacerebbe discuterne con i responsabili politici 2. 28-01-2010 08:57 Questione assai complessa Ho letto con attenzione queste righe e vi ritrovo, con piacere, l'anelito, unitamente all'auspicio, di riportare un po' di giustizia terrena all'interno di un alveo, quello meridionale, che la giustizia l'ha sempre fatta amministrare a e da uomini ed organizzazioni che poca empatia dimostrano con i concetti quali il senso di giustizia, di solidarietà e l’onestà. La frase riportata qui, pronunciata dal Cardinal Bertone, beh...non è che scopra un nervo nascosto né si eleva al di sopra di tante altre voci che si sono spese sopra questo tema. E' ben chiaro ed evidente che questo tipo di manovalanza fa comodo agli sfruttatori e che, quindi, si apra una ferita, spesso drammatica, per chiunque altro non faccia parte di questa categoria di personaggi. Ma lo sappiamo: il profitto, tanto maggiore quanto minore è la spesa funzionale alla sua creazione, non ha mai guardato in faccia a nessuno. E' un valore che ha sempre interessato l'uomo, senza che l’uomo si ponesse, veramente, un problema di prevaricazione verso il prossimo. E da valore sta pian piano regredendo a pseudo-valore, quando non ad anti-valore. Facciamo ancora finta di non saperlo? Ci aveva visto bene il commediografo Plauto nell'Asinaria, concetto poi ripreso da Hobbes: "homo homini lupus". E non c'è religione che possa insinuarsi dentro l'uomo né politica che possa instillare valori di solidarietà dentro la mente di soggetti che di questa concezione della condizione umana fanno vanto e testamento morale. Se non è la camorra, o, nella fattispecie, la ‘ndrangheta, beh… etichettiamola pure come preferiamo, ma resta l’impronta olezzante di un uomo che sfrutta l’uomo e la convinzione, che si fa sempre più forte in me, dell’inutilità di qualsiasi mirata azione politica, istituzionale o giudiziaria: é nelle menti che bisogna lavorare, sui giovani, sui giovanissimi, su tutti i soggetti sui quali possono ancora agire le leve della cultura e dell’educazione al rispetto verso il prossimo. La scuola. Ecco la sede naturale dove può attecchire il seme di un nuovo futuro. E cosa stiamo facendo della scuola in Italia? Ho 33 anni; la mia generazione ha visto avvicendarsi infinite schiere di ministrucoli, ognuno con la sua riforma e controriforma, il risultato: è stata distrutta un poco da tutti l’unica sede dove potevano nascere e formarsi valori sani, positivi, di crescita e di educazione al rispetto, alla solidarietà, alla giustizia. Dove c’è miseria c’è sempre sopraffazione. Sotto questo punto di vista, non posso concordare con l’assunto secondo il quale questo dramma si possa combattere con azioni mirate: va individuata una prospettiva che abbia l’occhio lungo. Come non concordare con l’On. Segni che ci vuole più severità con gli sfruttatori? Ma come si fa? Abbiamo davanti agli occhi lo sfascio incombente sulla giustizia italiana, sulle modalità con cui si esplica l’azione giudiziaria, sull’inutilità e le lungaggini delle procedure. E sappiamo quanto sia veramente difficile venire a capo di organizzazioni così radicate, che son state capaci, negli anni, di forgiare caratteri, pensieri, mentalità. Occorre combatterle con le stesse armi con cui queste si sono accaparrate le menti delle persone che la compongono, non basta, e mai basterà, un qualsiasi ordinanza del Ministro degli Interni pro-tempore. Questa può accontentare il politicante poco lungimirante, il leghista sfegatato e l’omuncolo elettorale. Non convince me. E credo che, ad un’analisi più attenta e sveglia, non possa accontentare davvero nessuno. Michele Fois Scrivi Commento
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Vi ricordate di Amsicora, il capo dei sardi pelliti noto per la sua contrapposizione a Roma? 







