| I BENI MILITARI A CAGLIARI: QUALE FUTURO? |
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| Scritto da Raffaele Onnis | ||||||
| mercoledì 06 gennaio 2010 | ||||||
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A fine dicembre abbiamo tenuto un incontro dal titolo: I beni militari a Cagliari: quale futuro ? Ovvero abbiamo discusso della stra-vecchia querelle sulla dismissione dei beni militari che ha visto da sempre contrapposti da una parte il Ministero della difesa , proprietaria di aree e siti destinati allo svolgimento delle proprie attività, e , dall’altra, la Regione ed il comune di Cagliari; soprattutto il comune che, con il trasferimento dei beni, intravedeva lo possibilità di far fare un salto di qualità alla città. Non si può certo biasimare l’amministrazione cittadina. Si tratta, infatti, di grandi aree,di strutture di formidabile valore, alcune delle quali situate in posizione strategica nel contesto cittadino. Pensate all’Ospedale militare di Cagliari, posizionato nel cuore della città,o ad una delle aree di maggior pregio da un punto di vista ambientale e turistico: quella che va da S. Elia a Calmosca al Poetto. Ed immaginate come potrebbe essere ripensata questa area se la caserma Ederle, quella che si affaccia su Calamosca e le altre strutture militari del colle di S.Elia, di Calamosca e del Poetto fossero a disposizione dell’amministrazione comunale. Sembra quasi un sogno, è tale è rimasto per anni. Oggi questo sogno sembra potersi trasformare in realtà in virtù di un accordo di programma stipulato qualche anno fa tra il Ministero della Difesa e la Regione sarda nel quale venivano indicati i beni immediatamente dismissibili ed altri che potevano essere dismessi nel momento in cui la Regione si fosse assunto l’onere di bonificare i siti di cui diventava proprietaria e di realizzare nuove infrastrutture idonee alle attività delle forze armate. Nel corso dell’incontro abbiamo passato in rassegna i beni in oggetto e abbiamo constatato il loro enorme valore anche sul piano economico, non paragonabile al costo per la realizzazione di una nuova struttura alternativa il cui costo ( in una ipotesi informalmente avanzata dalle FFAA e non contenuta nell’accordo) è di circa 60 ml di euro. L’amministrazione regionale, presente con un funzionario della Presidenza ha ribadito l’impegno di portare a conclusione l’accordo di programma, mentre (purtroppo) nulla di nuovo è stato detto circa la volontà (perfezionato l’accordo stesso) di trasferire successivamente i beni al comune di Cagliari. Clicca qui scaricare la presentazione in PDF
1. 07-01-2010 09:58 Prof.Dr. Geol. Assolutamente positivo, come Presidente di una Associazione Ecologica, ritengo assolutamente valido sia l\\\\\\\'incontro alla IT Hotel che la partecipazione. 2. 10-03-2010 14:45 Prof.Dr. Geol. Queste importanti strutture ex militari di carattere "logistico" possono essere riconvertite in nuovi spazi e servizi, senza essere abbattute e stravolte, in quanto ormai "beni" e tasselli del nostro passato. Vi sono, poi, sul nostro territorio una miriade di "micrositi ex militari" (fortini, batterie, ecc) che testimoniano la assoluta importanza strategica della Sardegna nel XX secolo, per i quali è intelligente pensare a provvedimenti mirati ed investimenti per la salvaguardia, la valorizzazione ed un inserimento nel "catalogo" della nostra offerta turistica, come avviene, da anni, in tutta Europa. In troppi csi, purtroppo, il vero problema è dato dall'eccessivo frazionamento di "competenze" e "pareri". Cordialmente. Scrivi Commento
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