Sardegna SI Cambia


4 referendum abrogativi(sono quattro le leggi regionali che devono essere abrogate per cancellare le nuove Province “regionali”).1 referendum consultivo, che dichiara la volonta’ popolare di abrogazione anche delle quattro province storiche.
Siamo convinti che le forme associative di collaborazione tra i Comuni garantiscano assai meglio la gestione dei servizi in condivisione e siano assai più duttili per assecondare le nuove esigenze delle comunità locali, con maggior controllo della qualità erogata da parte dei cittadini e applicazione dei principi di sussidiarietà e di federalismo municipale nei quali crediamo.

Il Consiglio Regionale sardo è formato da 80 consiglieri che, con il premio di maggioranza previsto dall’attuale legge elettorale, possono arrivare ad essere oltre 100.Un numero così alto di consiglieri aveva un senso nel 1948, quando non esistevano i moderni mezzi di comunicazione, dalla televisione al web, che consentono la circolazione delle informazioni e costituiscono un formidabile strumento di conoscenza e di controllo.

80 consiglieri paralizzano l’attività delle istituzioni e rendono farraginoso il meccanismo di approvazione delle leggi.

Siamo convinti che la riduzione a 50 del numero dei consiglieri regionali permetta di coniugare le esigenze di rappresentanza dei territori con quelle di buon funzionamento delle istituzioni.

Il Consiglio Regionale sardo è formato da 80 consiglieri che, con il premio di maggioranza previsto dall’attuale legge elettorale, possono arrivare ad essere oltre 100.Un numero così alto di consiglieri aveva un senso nel 1948, quando non esistevano i moderni mezzi di comunicazione, dalla televisione al web, che consentono la circolazione delle informazioni e costituiscono un formidabile strumento di conoscenza e di controllo.

80 consiglieri paralizzano l’attività delle istituzioni e rendono farraginoso il meccanismo di approvazione delle leggi.

Siamo convinti che la riduzione a 50 del numero dei consiglieri regionali permetta di coniugare le esigenze di rappresentanza dei territori con quelle di buon funzionamento delle istituzioni.

Gli Enti regionali son spesso appesantiti da costosi Consigli di Amministrazione, che tendono a rappresentare lo sbocco per le seconde file della politica, piuttosto che l’opportunità di utilizzare a fini di interesse generale professionalità di grande competenza.Siamo convinti che il ruolo “strumentale” degli Enti rispetto alle politiche regionali sia meglio garantito da una figura guida monocratica, scelta per la propria capacita e competenza tecnica.

L’elezione diretta del Presidente della Regione garantisce fondamentali spazi d libera scelta a tutti i cittadini sardi.Rispetto alla situazione attuale, il referendum introduce il principio della obbligatorietà delle elezioni primarie per la scelta dei candidati Presidenti, evitando candidature “calate dall’alto”, non precedute da un adeguato percorso di scelta popolare.

Nell’attuale quadro in evoluzione del federalismo italiano, che rischia sempre più di mettere in discussione i fondamentali diritti di cittadinanza dei cittadini sardi, e’ indispensabile che la riscrittura del nostro Statuto speciale avvenga attraverso la partecipazione ed il coinvolgimento di tutta la società sarda, che stabilisca con forza, attraverso una propria Assemblea Costituente eletta a suffragio universale, i punti fondanti della propria identità di comunità nazionale e dei propri rapporti con lo Stato italiano e l’Europa.

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