DEDONI: Prezzo del latte, vigilare sulle importazioni di mangimi e foraggio

“La crisi del comparto ovicaprino sardo porta con sé una minaccia oscura, finora sottovalutata, che è quella legata all’importazione di mangimi e foraggio da paesi che non garantiscono controlli adeguati sulle sostanze impiegate nella produzione o che possono comunque contaminare il prodotto immesso sul mercato: si rischia che la Sardegna, a causa della cattiva annata agricola, si ritrovi invasa di granella e fieno di bassa qualità contenenti ogni possibile sostanza, con conseguenze difficili da immaginare non soltanto per quanto riguarda la produzione delle aziende, ma soprattutto per la salute di persone ed animali”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Un aspetto che si è sempre tenuto in scarsa considerazione, ma che è alla base dell’attuale crisi del comparto agropastorale, è il fallimento della campagna foraggera”, sottolinea Dedoni.

“Il clima estremo che si è sviluppato a partire dallo scorso autunno, con lunghi periodi di siccità interrotti da improvvise ondate di maltempo e fenomeni atmosferici violenti, ha impedito alle aziende di produrre le scorte alimentari necessarie per il sostentamento del bestiame. Il poco fieno che si è riusciti a far crescere è finito a pascolo per sopperire in qualche modo all’inaridirsi dei pascoli naturali e oggi gli allevatori sono costretti a ricorrere all’importazione, seppure con enormi difficoltà. Il crollo del prezzo del latte, infatti, priva le aziende della liquidità necessaria per l’acquisto dei mangimi, esponendo l’intero comparto da un lato a manovre speculative e dall’altro all’introduzione nell’Isola di alimenti a basso prezzo, di scarsa qualità e privi dei necessari controlli sanitari, che potrebbero danneggiare i capi e far finire sulle nostre tavole carni e formaggi contenenti sostanze sconosciute e pericolose per la salute umana”.
“Per questo, è necessario che gli enti preposti ad effettuare le opportune verifiche sugli alimenti per animali che vengono sbarcati nei porti isolani e che finiscono poi sul mercato e nei nostri allevamenti mantengano alta la vigilanza per evitare ogni possibile rischio per la salute pubblica”, conclude il capogruppo.

“Torna così d’attualità la proposta di legge dei Riformatori Sardi, di cui sono il primo firmatario, per l’istituzione di una rete di controlli sanitari sulle merci in ingresso nei porti e negli aeroporti sardi che, se fosse stata approvata per tempo, oggi fornirebbe alla Regione gli strumenti per attuare le necessarie misure di prevenzione.

Ma più di tutto è necessario intervenire urgentemente per ripristinare la liquidità delle aziende agropastorali, per evitare la morte di uno dei comparti fondamentali della nostra economia, che mai nella sua storia ha conosciuto minacce come quelle che si trova a fronteggiare in questo momento”.

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