LA VERGOGNA DEL “PALAZZO WWF”. VARGIU (Riformatori): ennesimo sfregio alla città!

“Un anno e mezzo fa, poco prima delle elezioni del 2016, autorevoli fonti comunali annunciavano la alienazione del famigerato “Palazzo del WWF” (ancora sono esposti gli adesivi del WWF alle finestre), rudere abbandonato all’angolo tra via Bajlle e via del Mercato Vecchio, sconcio di transenne, impalcature e immondezza nel cuore della Cagliari turistica”. Lo denuncia il parlamentare cagliaritano dei Riformatori, che ha rivolto un’interrogazione urgente al Ministero dei Beni Culturali.
” Trascorsi pochi giorni dalle elezioni comunali di Cagliari -continua Pierpaolo Vargiu- e’ arrivata la ingloriosa retromarcia dell’amministrazione. Il Comune ha annunciato che la vendita non era andata in porto, non per colpa delle parti, ma in quanto “sarebbe spuntato” un nuovo vincolo della Soprintendenza, che ha mandato tutto a carte quarantotto”.
“Se la ricostruzione dei fatti proposta dal Comune fosse vera -conclude il deputato dei Riformatori, che chiede una risposta urgente al Ministro Franceschini- il fatto sarebbe gravissimo perché certificherebbe che la Sovrintendenza, invece che raccordarsi con il Comune per contribuire al decoro e alla valorizzazione della nostra città, rema in direzione opposta, facendo danno alle speranze di crescita economica della nostra città!
INTERROGAZIONE
Il sottoscritto deputato Pierpaolo Vargiu,

Considerato che Interroga il Ministero dei Beni Culturali per sapere

spesso i centri storici delle città sono deturpati dalla presenza di stabili storici, in condizioni di abbandono, la cui riqualificazione appare inderogabile per il decoro urbano e la buona presentabilità turistica dei siti;

Tale, eventuale condizione di degrado e di abbandono appare ancora più ingiustificabile nel caso di stabili di proprietà pubblica e, più ancora, municipale, laddove l’amministrazione cittadina stessa finisce per contribuire al degrado del contesto urbano;

Tali situazioni sono spesso figlie della “non strategicità pubblica” del bene, della carenza di risorse e di progettualità da parte dell’amministrazione e della scarsa capacità di coinvolgimento di risorse private;

In tali situazioni, appare dunque decisamente comprensibile la scelta della amministrazione di disfarsi del bene a fini di riqualificazione, magari dopo aver esperito un’attenta analisi di mercato che consenta la corretta valutazione del suo reale valore, anche in relazione ad eventuali vincoli sulla sua destinazione;

Tale tentativo risulterebbe esperito nella città di Cagliari per quanto riguarda il rudere disabitato e inagibile che si trova nel pieno centro, all’angolo tra via del Mercato Vecchio e via Baylle, transennato e circondato da impalcature di protezione da tempo immemorabile, incluso nel Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari approvato nel settembre 2015 con la dizione di “fabbricato da demolire e ricostruire”  e posto in vendita con avviso pubblico d’asta in data 16.10.2015;

fonti interne al Comune di Cagliari avevano trionfalmente annunciato la dismissione del bene in esito alle procedure pubbliche di alienazione;

Nell’agosto 2016, fonti ufficiali del Comune di Cagliari (la testata di comunicazione ufficiale ComuneCagliariNews.it) hanno invece annunciato la “non aggiudicazione” del bene, attribuendo il fallimento della procedura di alienazione ad un “vincolo di tutela”  che sarebbe spuntato fuori dopo le prime attività di stipula del contratto con l’aggiudicatario, imposto sull’immobile dalla Soprintendenza che -secondo il Comune- invece di pensare al recupero, “preferirebbe tutelare gli adesivi con i Panda del WWF da sempre attaccati alle vecchie finestre”;

sembrerebbe dunque che, a seguito dell’apposizione di tale vincolo, la città sia costretta a continua a convivere con lo sconcio del rudere in pieno centro,

Se corrisponda al vero che il fallimento della procedura di alienazione tramite vendita a privati dell’immobile in decadenza sito in Cagliari, tra la via Bajlle e la via del Mercato Vecchio sia legata ad un “nuovo vincolo di tutela”, imposto dal Ministero dei Beni Culturali, durante le attività di perfezionamento dell’acquisto da parte dell’aggiudicatario;

Quale sia il tipo di vincolo imposto e quale sia il motivo che ha determinato l’intervento tardivo della Soprintendenza che avrebbe alterato la definizione della procedura di aggiudicazione, creando di fatto un grave danno alla indispensabile riqualificazione del centro di Cagliari.

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