Crisponi: Un marchio doc per le maschere tradizionali sarde: «Tesoro da tutelare»

Un marchio doc per tutelare e valorizzare le maschere (vere) della tradizione sarda. Un riconoscimento “scientifico” per porre fine alla deriva del carnevale (vero) dell’isola, dalla Barbagia all’Oristanese, dal Sassarese al Cagliaritano. Sono questi i due pilastri della proposta di legge regionale che i Riformatori portano ora all’attenzione della Commissione Cultura, dove partirà l’iter legislativo destinato poi a chiudersi con il dibattito e il voto del consiglio al gran completo. Un testo normativo formato da dieci articoli, primo firmatario Luigi Crisponi, già assessore regionale al Turismo nella giunta Cappellacci. Con Crisponi, a sostenere la causa comune, anche i colleghi di partito Michele Cossa e Attilio Dedoni. “Inteventi per la tutela e valorizzazione del patrimonio etno-antropologico della Sardegna” è il titolo della proposta di legge, presentata a Nuoro dal capogruppo dei Riformatori sardi Dedoni, appunto, dallo stesso Crisponi e da Roberto Lai, coordinatore territoriale del movimento politico.

«È ora di mettere un’argine all’improvvisazione» hanno detto in coro, davanti agli amministratori locali e gruppi di maschere tradizionali di Mamoiada, Ottana e Orotelli.

«Fondamentale istituire il Registro della maschera tradizionale della Sardegna» ha sottolineato più volte Luigi Crisponi, sapendo bene che la sua proposta di legge è un disegno di norme unico anche nel panorama nazionale. Il testo prevede l’attribuzione del marchio della tradizione. «Una tutela, ma anche un volano per la nostra economia». «Per questo è necessario istituire presso l’Isre, l’Istituto superiore regionale etnografico di Nuoro, un comitato scientifico per la maschera tradizionale della Sardegna» ha subito aggiunto Attilio Dedoni. Un Comitato nominato dall’assessore competente in materia di beni culturali, «e ne fanno parte – recita la proposta di legge –: l’assessore o un suo delegato; il direttore generale dell’Isre o un suo delegato; tre esperti in demo-etno-antropologia; due esperti di tradizioni popolari».

«Sostenendo questa proposta di legge, vogliamo assicurare animazione e ricerca culturale, ma anche fruizione e tutela» ha sostenuto Roberto Lai. Di nuovo Luigi Crisponi: «Le ancestrali maschere antropomorfe e zoomorfe, rimandano alla storia millenaria della Sardegna e rievocano con le loro simbologie riti misteriosi, cerimoniali, danze propiziatorie e un rapporto stretto tra l’uomo e la terra. Spesso tali maschere, portatrici di una storia che si perde nella memoria varcano i confini della conoscenza regionale e con il forte valore simbolico e l’alone di mistero che le circonda, sono parte della rappresentazione dell’immensa ricchezza culturale che ancora oggi la nostra

terra custodisce. Con questa proposta di legge – ha chiuso Crisponi – si vuole proteggere e valorizzare con solido buon senso e con altrettanto rigore scientifico una parte delle nostra tradizioni più vive, preservandole dalla pressione della modernizzazione che spesso grava in modo maldestro».

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