Dedoni: Entrate, sfida a Paci: se i soldi ci sono, li dia subito ai pastori

“Visto che l’assessore Paci è in vena di lanciare sfide ad alleati ed oppositori, invitando chiunque ne sia capace a smentire con i numeri le sue affermazioni secondo cui la vertenza con lo Stato sulle entrate erariali sarebbe chiusa già da tempo, lanciamo noi una sfida a lui: visto che le risorse, come sostiene, stanno regolarmente arrivando nelle casse della Regione, stanzi immediatamente tutti i soldi richiesti dagli allevatori per affrontare la crisi del comparto ovicaprino e sostenere la ripresa del prezzo del latte”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.

“Paci ormai è solo contro tutti, neppure la sua maggioranza riesce più a trovare la faccia tosta per sostenere il bluff secondo cui lo Stato starebbe versando le quote erariali spettanti alla Sardegna, arretrati compresi, ma ciononostante la Regione non ha un euro in cassa”, prosegue Dedoni. “Ogni volta che un settore dell’economia isolana si rivolge alla Giunta per chiedere che si faccia carico, come dovrebbe, dei suoi problemi, la risposta è sempre la stessa: non ci sono i soldi. Lo scollamento con la realtà è totale, l’esecutivo dei Professori vive in un mondo di fantasia, tanto che persino lo stesso centrosinistra si vede costretto a prenderne le distanze, sapendo che presto si troverà a dover rendere conto ai suoi elettori di tutto ciò che non è stato fatto in questa legislatura. A poco serviranno misure tardive e precipitose come l’impugnazione della legge di stabilità nazionale per chiedere di rivedere gli accantonamenti imposti alla Sardegna: il ricorso serve solo a giustificare i giochi di parole dietro cui Paci cerca di nascondere il disastro causato dall’accordo del 2014 con il ministro Padoan, sostenendo che le entrate, a causa degli accantonamenti, ci vengono contemporaneamente date e non date. I ricorsi su cui la Giunta si sarebbe dovuta battere sono quelli per ottenere l’applicazione immediata e letterale dell’articolo 8 dello Statuto, ritirati in seguito all’accordo-capestro”.

“Se è vero che lo Stato sta versando quanto ci è dovuto, non si riesce a capire perché nel bilancio regionale ci sia un margine di manovra così ristretto”, conclude il capogruppo. “Perché non si possa dare liquidità immediata attraverso i contributi de minimis agli allevatori ridotti alla fame o perché si debbano tagliare posti letto negli ospedali per risparmiare qualche decina di milioni di euro da destinare al risanamento del deficit sanitario: si spendano i soldi che ci sta dando lo Stato, visto che li abbiamo. Oppure, Paci la smetta di difendere l’indifendibile, ammetta di aver fallito e ne tragga le debite conseguenze”.

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