Turismo, Franceschini conferma che il Governo vuole eliminare l’Autonomia sarda

“L’idea del ministro Franceschini che la vittoria del Sì al referendum costituzionale possa agevolare la promozione turistica perché riporterebbe la competenza in capo al Governo, sottraendola alle Regioni, è la dimostrazione che dietro la riforma della Carta si cela la volontà di spogliare la Sardegna della sua Autonomia, riportando tutto il potere decisionale a Roma e rendendoci più periferia di quanto già non siamo”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, commentando quanto affermato dal Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, questa mattina a Cagliari.

“Come si può pensare di avere una promozione seria e competitiva delle nostre zone interne, dei nostri piccoli comuni su cui lo stesso Franceschini sostiene che si debba puntare per destagionalizzare i flussi turistici sottraendoli al monopolio dell’industria balneare, se le competenze dovessero tornare nelle mani di uno Stato che ha già ampiamente dimostrato di considerare la Sardegna come l’ultima delle priorità?”, prosegue Dedoni. “Ha ragione, il Ministro, quando afferma che per la destagionalizzazione è necessario migliorare i collegamenti tra l’Isola e il Continente, ma farebbe bene anche a ricordarsi quanti danni ha fatto lo Stato da questo punto di vista, imponendoci una convenzione con la Tirrenia che ci vede costretti a subire quanto viene deciso a Roma, per giunta regalando ogni anno a un privato che opera in regime di semi-monopolio 72 milioni e mezzo di euro che la Sardegna potrebbe usare per mettere in piedi un sistema di continuità territoriale molto più efficiente di quello attuale. Allo stesso modo, è a Roma che è nata l’idea di aumentare le tasse aeroportuali che ha portato alla fuga di Ryanair: se anche si dovesse trovare il modo per riportare nell’Isola il vettore irlandese ora che l’aumento delle tasse è stato congelato, i danni che la nostra industria turistica ha patito la scorsa estate non ci verranno mai risarciti”.

“Per quanto riguarda la gestione unitaria degli aeroporti sardi, anche Franceschini dimentica colpevolmente che gli scali sono cinque e non tre”, conclude il capogruppo. “Soprattutto nell’ottica di attrarre maggiormente i flussi turistici verso la Sardegna centrale, è necessario superare il vecchio duopolio Nord-Sud puntando sugli aeroporti di Oristano e Tortolì, che sono i terminali di collegamento ideali per il turismo diretto nelle zone interne e che si prestano ad importanti progetti di sviluppo.

Una gestione unitaria degli scali, aperta ai capitali privati ma organizzata e controllata in sede politica, permetterebbe di eliminare la concorrenza interna, differenziando l’offerta e generando ricadute diffuse su tutti i territori”.

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