Profondo Sulcis

Un Territorio maltrattato sotto l’aspetto ambientale ma anche premiato, nel tempo, da moltissime risorse sprecate. E’ sufficiente ricordare il miliardo di euro speso tra Igea, Carbosulcis e Ati Ifras. Ha ragione Roberto Frongia: non possiamo chiedere altro denaro senza dimostrare di avere le idee chiare. E se le idee sono quelle del piano sulcis, ahimè, rischiamo di non andare da nessuna parte. Il territorio è stato, ed è ancora oggi, governato da una vecchissima classe dirigente che ha insegnato ad alcuni delfini metodi passati e letali. Il clientelismo è il cancro da estirpare. La parola d’ordine è dunque cambiare. Cambiare l’approccio culturale, il tessuto economico, la classe dirigente, rivolgendosi a competenze e saperi. Istruzione, formazione, ricerca, bonifiche, turismo e agricoltura rappresentano attività e settori su cui scommettere senza indugio. Il mio è un appello ai giovani del Sulcis, ai giovani amministratori: state con noi, aiutateci a cambiare la storia delle nostre famiglie.

Gianluca Trastus

Vicesindaco di Piscinas

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