Tossilo, ricorso a Consiglio di Stato inasprisce scontro istituzionale

Pensavamo che la bocciatura del ‘revamping’ del termovalorizzatore di Tossilo decisa dal Tar potesse riportare la Giunta regionale sulla retta via, convincendola a rinunciare a sostenere un progetto contro il quale il Consiglio regionale si è espresso all’unanimità. La costituzione in giudizio nel ricorso in appello al Consiglio di Stato, avvenuta senza neanche una discussione politica all’interno dell’organo esecutivo, inasprisce uno scontro istituzionale all’interno della Regione che ha pochi precedenti”, dichiara il capogruppo consiliare dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici, Attilio Dedoni.
“Anziché trattare la spartizione delle poltrone, il centrosinistra farebbe bene a parlare di questo nei suoi vertici di maggioranza”, prosegue Dedoni. “Esiste un ordine del giorno, approvato con i voti della coalizione di governo, con il quale l’Assemblea dà mandato alla Giunta di procedere con il via libera al potenziamento dell’inceneritore solo dopo uno studio dettagliato sugli effetti che le sue emissioni hanno sulle popolazioni del Marghine e dopo l’approvazione di un nuovo Piano regionale per la gestione dei rifiuti. L’esecutivo ha completamente ignorato l’ordine del giorno, preferendo sposare gli interessi di chi si arricchisce con il business dei rifiuti, a discapito del nostro ambiente, della nostra salute e delle nostre tasche. Questo dovrebbe costituire un valido motivo per aprire una crisi politica all’interno della maggioranza, non la diatriba sulle nomine dei direttori generali di Ats e Sfirs”.

“La Giunta, dal canto suo, farebbe bene a mettersi seriamente al lavoro per l’adozione di un vero Piano per la gestione dei rifiuti, che sposi in pieno la strategia ‘Rifiuti Zero’ promossa dall’Unione Europea”, conclude il capogruppo. “Se applicate seriamente, le direttive comunitarie consentono di ridurre l’inquinamento, generare economia ed occupazione dallo smaltimento attraverso il riciclo e il compostaggio, ed abbattere i costi per gli utenti, che invece oggi si trovano costretti a farsi carico della raccolta differenziata per poi vedere la loro spazzatura finire comunque nel mucchio dei rifiuti indifferenziati, indispensabili affinché gli inceneritori abbiano abbastanza materiale da bruciare e non diventino antieconomici. Il tutto, sempre a spese dei cittadini, che pagano come indifferenziati anche i rifiuti che, con tanto spreco di tempo e lavoro, loro stessi hanno provveduto a separare e che dovrebbero invece contribuire ad abbattere le tariffe del servizio”

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