Pistis: Turismo, Centrosinistra miope

L’obiettivo strategico della Regione è sempre stato quello di creare occupazione e aumentare la soglia delle presenze alberghiere annue, sconfiggere la stagionalità e creare un flusso turistico distribuito su non meno di 10 mesi. Il fallimento della missione risiede, principalmente, nella scarsa conoscenza della dirigenza politica del principio della continuità dell’azione amministrativa. Chi succede nella responsabilità di governo preferisce abrogare norme e cancellare programmi e progettualità per ricostruire dall’inizio. E’ ciò che negli ultimi 12 anni hanno fatto Soru, Cappellacci e persino il Prof. Pigliaru. Tutto ciò ha comportato ritardi drammatici. Si tratta di creare le condizioni per raggiungere quegli obiettivi, puntando su competenza e saper fare, in coerenza con i contenuti dello sviluppo sostenibile, ponendo l’ambiente al centro della programmazione turistica. La competitività di una destinazione nasce dall’interazione sinergica tra le risorse attrattive primarie (naturali, umane, artificiali), le infrastrutture che ne agevolano la fruizione, le imprese turistiche, le industrie complementari e di supporto a quello turistico, la popolazione residente e la domanda turistica. In questo senso la competitività turistica di una destinazione si costruisce a livello di distretto turistico, programmando il territorio e la sua funzionalità a fini turistici, intervenendo dove la filiera presenta delle disfunzioni o delle carenze che indeboliscono il sistema competitivo. L’analisi dei casi di successo internazionale conferma che, anche nel turismo, la competitività è strettamente connessa alla capacità del sistema locale di sviluppare logiche di questo tipo, di catalizzare risorse umane e finanziarie verso una comune “visione”, di innovare, di favorire l’integrazione orizzontale e verticale di servizi e prodotti del ricettivo e del complementare, di cooperare per acquistare servizi condivisibili, per creare valore aggiunto e per vendere.

In assenza la Sardegna è destinata a restare ferma al palo.

Valentina Pistis

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