Dedoni: Essenzialità centrali elettriche, la Sardegna deve avere un sistema energetico autonomo

“Con la perdita del regime di essenzialità per quasi tutte le centrali elettriche sarde, l’Isola si trova ancora una volta a pagare le conseguenze dell’assenza di una qualsiasi politica energetica da parte della Regione. In quasi due anni di legislatura, infatti, la giunta Pigliaru non ha mostrato alcuna idea su come intenda risolvere i problemi di approvvigionamento energetico della Sardegna. Eppure, in una Regione come la nostra, le politiche energetiche dovrebbero costituire uno degli aspetti fondamentali di un’Autonomia pienamente realizzata, vista l’importanza che rivestono nello sviluppo del sistema produttivo”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Per potersi dire veramente autonoma, infatti, la Sardegna ha bisogno di raggiungere la totale autonomia energetica, il che significa essere autosufficiente dal punto di vista dell’approvvigionamento e avere una rete in grado di garantire la continuità della fornitura anche in caso di distacco o di malfunzionamento degli elettrodotti che ci collegano alla rete nazionale”, spiega Dedoni. “Essendo un’isola, infatti, la Sardegna può, per le ragioni più disparate, ritrovarsi esclusa dal collegamento sottomarino e ciò non può tradursi in un blackout generale. Inoltre, l’assenza di un sistema energetico autonomo ha finora impedito un vero sviluppo economico ed è la causa principale delle gravi crisi industriali che ciclicamente colpiscono l’Isola: solo con un sistema energetico autonomo, infatti, si potrebbero contrattare in sede comunitaria le agevolazioni che ci spettano di diritto a causa dello status di insularità e riuscire così a garantire all’industria prezzi di approvvigionamento competitivi”.
“Tutto ciò si potrebbe ottenere con una Giunta regionale all’altezza del mandato che le è stato conferito dai cittadini, non certo con un esecutivo che permette a una società per azioni come Terna di imporre le sue decisioni politiche sul nostro territorio”, conclude il capogruppo. “Le condizioni di funzionamento del sistema energetico isolano dovrebbero essere discusse dalla Regione con il Governo e Terna potrebbe avere al massimo il ruolo di esecutore delle decisioni altrui, non certo farla da padrona come avviene ora. Quanto al regime di essenzialità, dovrebbe essere la Regione a decidere se le centrali sono essenziali per l’approvvigionamento energetico della Sardegna, non certo una società del Continente che risponde a interessi lontani anni luce da quelli dei sardi”.

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