Davide Piredda: Riforma sanitaria a Sassari: “Se pecora ti fai…

Poche e stringate righe per ribadire che ci avviciniamo lentamente al dunque, la riforma sanitaria sapientemente imbastita dalla Giunta Pigliaru prende forma e si manifesta per ciò che era stato predetto.

Ci sarebbe piaciuto essere cattivi profeti ma come al solito “a pensar male ci si azzecca” e vengono fuori a poco a poco i nodi di una programmazione, per usare un eufemismo, quantomeno discutibile.

Come già denunciato dagli organi di stampa locali, la grande vittima del riordino e razionalizzazione del sistema sanitario regionale sarebbe, stranamente (ma non troppo…), proprio la nostra amata città.

I tagli nei confronti di Sassari verrebbero apportati non con le forbici ma con le cesoie, riducendo i posti letto di 210 in numero assoluto e di oltre il 16 in percentuale e conferendole il poco ambito primato di più bistrattata tra le realtà locali. Ma questo è niente… Dietro la fredda realtà dei numeri si nasconderebbero insidie che, se confermate, si rivelerebbero pericolose, non solo per la dignità di hub del nord Sardegna alla quale Sassari sarebbe per sua natura e storia candidata, ma per la salvaguardia dei requisiti minimi delle prestazioni sanitarie stesse.

Prima fra tutte queste minacce è il paventato trasferimento della Chirurgia Pediatrica (ora in seno all’Azienda Ospedaliero-Universitaria) verso il tanto caro (a costi per la Regione) Mater Olbia, cui potrebbero seguire la neoistituita Cardiologia Pediatrica ed alcuni posti letto della Pediatria Oncologica, mettendo in grave difficoltà il territorio Sassarese in particolare nella gestione delle urgenze neonatali. E tratterebbesi perciò, come già ampiamente espresso da esimi colleghi del settore, di rischiare sulla pelle dei bambini, imponendo funambolici trasferimenti sanitari di emergenza Sassari-Olbia (si cali un velo pietoso ad evitare qualsiasi commento sull’infrastruttura di collegamento tra le due città).

Come se non bastasse, in odore di trasferimento potrebbero essere anche altre unità operative caratterizzanti la specificità del polo sassarese e tutto ciò nel contesto dell’accorpamento del presidio ospedaliero Santissima Annunziata nell’Azienda Ospedaliero – Universitaria, argomento decisamente dibattuto, alle cui obiezioni espresse dal sottoscritto in tempi non sospetti (pubblicate sul sito dei Riformatori Sardi il 30 Luglio scorso), hanno avuto seguito quelle di ben più autorevoli esponenti sassaresi del partito di maggioranza stesso (comparse su “La Nuova” del 16 Settembre), che pongono in serio dubbio l’utilità e la fattibilità del progetto tanto da esitare in un articolo dal clamoroso titolo “Ospedale già vecchio, stop al bando” ed auspicare una vera e propria marcia indietro sul progetto in questione.

Accontentiamoci allora della promessa, niente di più, di istituzione della Breast Unit (Unità Operativa di Senologia) a Sassari.

Si, promessa, perchè a tutt’oggi, nonostante a Sassari si effettuino quasi il doppio degli interventi senologici previsti dalla normativa nazionale per l’istituzione di una Breast Unit, a livello regionale niente di concreto è stato ancora definito e ci si guarda bene dal farlo. E se non servono questi numeri, è legittimo dubitare che possano essere determinanti le firme dei cittadini (per la cronaca, 80.000 firme).

Considerando che i tagli, dicasi i tagli apportati a tutta la sanità regionale, non solo alla mutilata Sassari, apporterebbero uno stimato risparmio di circa 130 milioni di euro in tre anni, in un sistema che viaggia su “consumi” di circa 3 miliardi l’anno, cui prodest? A chi giova tutto ciò? Giova all’efficienza del sistema questa rimodulazione? La risposta e le debite considerazioni sono lasciate alla perspicacia del lettore.

Per adesso, in questa rimodulazione “niente di nuovo sotto il sole”, perde ancora Sassari, tanto per cambiare.

Lungi da me chiamare ad un pianto sul latte versato l’utenza sanitaria di Sassari, affezionato e mansueto feudo delle sinistre, piuttosto chiamarla ad amara riflessione, nella viva speranza che possa pervadere noi Sassaresi un sussulto di orgoglio ed una presa di coscienza generale.

Morale della favola: “Sassari, se pecora ti fai, lupo ti mangia” ed il lupo non aspetta altro.

 

Davide Piredda – Sassari

Dirigente Medico, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari

Componente Coordinamento Cittadino di Sassari

 

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