Il libro bianco sulla razionalizzazione della rete ospedaliera. Il Centro studi dei Riformatori: piano confusionario e superato

Buoni propositi ma un risultato pessimo che rischia di rendere ancora più caotico il governo della sanità sarda. E’ questo il giudizio del Centro Studi dei Riformatori sulla riorganizzazione della rete ospedaliera. Il Centro studi ha condotto un’accurata analisi del piano della Giunta regionale. Eccolo in sintesi.

Sanità

  1. a) Un piano di razionalizzazione delle rete confusionario e dotato di un’incompletezza funzionale che ne mina le basi in misura rilevante; lascia irrisolto il problema dell’integrazione del percorso diagnostico terapeutico con quello socio-assistenziale successivo o almeno ne delinea le basi teoriche ma senza spiegare ne prevedere come questa dovrà realizzarsi nella pratica di tutti i giorni.
  2. b) Un piano che ha alcuni lati positivi (il tentativo di riorganizzare il sistema, la ripartizione dei posti letto) ma il risultato finale è  un sistema decisamente poco funzionale e male organizzato. In particolare i Riformatori ritengono il modello scelto dall’assessorato, il modello Hub and Spoke, inadatto alla Sardegna oltre che superato : lo propose la Dirindin nel 2007, sono passai 8 anni ma il PD e i suoi architetti sanitari sono rimasti ancora li.Il modello Hub and Spoke va bene in territori con meno difficoltà orografiche e con popolazione meno dispersa rispetto alla Sardegna dove invece i piccoli ospedali hanno una presenza logica comprensibile.
  3. c) Non si capisce assolutamente a cosa il documento intenda riferirsi quando parla di otto aree omogenee che coincidono con gli ambiti territoriali delle attuali ASL: ci si riferisce forse ad un’anticipazione della riforma sanitaria? Ma non era stato detto e ripetuto dal Presidente che le ASL sarebbero state ridotte ?
  4. d) E’ stato da più parti sottolineato che la spesa sanitaria incide radicalmente sul bilancio regionale ma nel piano non ci sono valutazioni di carattere economico, non è possibile davvero capire come e se si risparmierà Anzi si ipotizzano ospedali di comunità e case della salute a profusione, reti specialistiche etc , senza alcuna stima di costi : chi pagherà?
  5. e) La classificazione degli ospedali, del resto imposta dal DMS n.70/2015, è fatta con palesi ingiustizie, con ambiti di popolazione inesistenti per cui si premiano alcuni territori e se ne penalizzano altri. Iglesias e Alghero vengono penalizzati, Nuoro e San Gavino premiati: perché questi si e quelli no ?
  6. d) Viene sostanzialmente ignorato il Mater Olbia, il peso economico (60 Milioni l’anno ) che avrà sul sistema e l’impatto che avrà sia sui ricoveri ordinari sia sul sistema dell’emergenza della Sardegna nord orientale. Davvero Sassari può essere un polo di II livello con un concorrente così ? E Nuoro può mantenere i suoi servizi con un concorrente così a 40 minuti d’auto ? E poi ce lo dice la Giunta a chi toglierà un paio di centinaia di letti nel 2018 ?
  7. e) In diversi punti del documento si giustifica con una presunta maggiore sicurezza l’impoverimento dei piccoli ospedali con conseguente accentramento delle prestazioni negli ospedali più grandi che, avendo quindi numeri maggiori, sarebbero sempre più sicuri. Ma questa non è la Lombardia né l’Emilia, noi abbiamo delle peculiarità geografiche e demografiche che sono ben note. Noi pensiamo invece che l’utilità dei piccoli ospedali vada valutata  attentamente prima di essere liquidata con sufficienza. Ovviamente con le modifiche necessarie ma senza liquidazioni forzose.

Troppi aspetti del piano sembrano decisamente aleatori, staccati dalla realtà di tutti i giorni e senza i conseguenti provvedimenti che li possano davvero rendere concreti nella pratica quotidiana negli ospedali e nei poliambulatori della Sardegna.

Ci sono proclami, tabelle, grafici e disegni, anche qualche idea innovativa e condivisibile ma alla fine quello che resterà sarà una situazione sostanzialmente analoga a quella precedente, con nomi e classificazioni diverse e con tante buone intenzioni non realizzate.

I principi generali adottati dalla Giunta Regionale nella formulazione del provvedimento a noi paiono  calati da un contesto puramente teorico, retaggio di politiche sanitarie del passato,  ed inadatte al contesto regionale sardo nel quale si dovrebbero applicare e successivamente  sviluppare.

La mancata preventiva consultazione con enti locali, parti sociali e rappresentanze di associazioni di pazienti e civili costringe l’Assessore Arru a girare la Sardegna come una pallina da flipper, a promettere tutto  a tutti nel vano tentativo di calmare l’ondata di scontento popolare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it