Michele Cossa: “La legge 9/88 sul turismo. Storia di una beffa”


LA LEGGE 9/88 SUL TURISMO. STORIA DI UNA BEFFA


Per chi ancora non ne avesse sentito parlare, vale la pena raccontare in modo sintetico la vicenda della legge regionale n. 9 del 1988, un provvedimento che prevedeva incentivi a sostegno dell’industria turistica. Una legge tutt’altro che cattiva, giacchè aveva come obiettivo quello di favorire la diversificazione dell’offerta ricettiva sarda e il suo sviluppo. Grazie ad essa un centinaio di alberghi sardi hanno potuto migliorare le proprie camere, realizzare SPA e centri fitness, dotarsi di sale per riunioni e congressi.
La giunta regionale di allora (guidata da Federico Palomba) adottò delle norme di attuazione (regolarmente pubblicate sul BURAS, e quindi pienamente efficaci) che stabilivano che potevano fruire dei benefici della legge anche le aziende che ne avessero titolo e avessero iniziato i lavori dopo l’approvazione della legge stessa, anche se prima della presentazione della domanda di finanziamento.
Due anni dopo, nel 2000, la Commissione europea approva una nuova disciplina in materia di aiuti di Stato alle imprese, e in conseguenza di esse il nuovo assessore regionale del Turismo, Roberto Frongia, dispone la revoca delle vecchie direttive e ne adotta di nuove, conformi a quanto stabilito dalla Commissione europea. La quale dichiara legittime le nuove direttive. La giunta decide comunque di ammettere ai benefici tutte le imprese che ne avevano titolo, considerato che avevano effettuato la richiesta di finanziamento correttamente e coerentemente con la normativa vigente all’epoca. I problemi si pongono per 28 di esse, quelle che avevano iniziato i lavori ancora prima di ottenere il finanziamento. Molte di esse per utilizzare la legge 9 avevano rinunciato ad altri canali di finanziamento (nazionali e regionali), indebitandosi con le banche per poter dare avvio ai lavori prima della materiale disponibilità del finanziamento, sul quale comunque facevano affidamento. Su di esse si abbatte la mannaia della Commissione europea, che dichiara illegittima la concessione del finanziamento e ne chiede la revoca.
Inizia una lunga e complessa battaglia giudiziaria nelle corti nazionali ed europee. La regione assume sempre un atteggiamento ambiguo, e non si preoccupa mai di spiegare – soprattutto agli uffici della Commissione europea la ragioni che avevano condotto ad assentire comunque il finanziamento a queste aziende. Anzi, trattano i funzionari della commissione con sufficienza, snobbano le loro lettere, mai cercano un dialogo serio per risolvere la cosa.
A nulla serve la constatazione che la Regione ha tratto in inganno i richiedenti, dando loro prima precise indicazioni e poi chiedendo indietro (con gli interessi) i soldi erogati: un insulto a quel principio di affidamento sul quale si regge il rapporto tra il cittadino e le Istituzioni. La Regione, molto prodiga ne finanziare aziende inutili o decotte (si pensi alle centinaia di milioni di euro buttati nel pozzo senza fondo di certe imprese a partecipazione regionale del Sulcis), sgambetta e fa ruzzolare fino al fallimento imprese produttive, che mai avrebbero chiesto soldi se non fossero loro stati offerti.
Insomma, tutto l’opposto dei grandi discorsi sullo sviluppo del turismo in Sardegna che continuiamo a sentire dagli assessori di turno.
La nostra battaglia adesso è per limitare almeno i danni, considerato che la restituzione delle somme è ormai ineluttabile. Come? Dove sapere che queste imprese sui contributi ricevuti ci hanno dovuto pagare anche le tasse. E la Regione sta chiedendo indietro pure quelle: un assurdo, sul quale stiamo chiedendo di recedere, evitando di aggiungere beffa a beffa.
Vedremo come andrà a finire. Ma certo non si può non condividere l’angoscia di chi, per colpa esclusiva della regione, rischia di vedere naufragare miseramente il lavoro di tutta una vita.


Michele Cossa

Consigliere Regionale

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it