Continuità territoriale, perso un anno e mezzo dall’inizio della legislatura

“Nella seconda metà di luglio del secondo anno di legislatura, a quanto ci è dato apprendere, il presidente Pigliaru si è accorto che la continuità territoriale aerea da e per la Sardegna non funziona, né per soddisfare le esigenze di mobilità dei sardi, né per incentivare il turismo. Viene spontaneo chiedersi dove fosse finora la Giunta regionale, visto quanto tempo si è perso e quanti danni ha subito e sta subendo la nostra Isola, a causa di questo e di tutti gli altri problemi legati ai trasporti su cui l’esecutivo non sembra in grado di mettere in campo alcuna soluzione”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Certo, siamo curiosi di vedere quale nuovo modello di continuità territoriale è allo studio, vista la scelta del Presidente di promuovere da consulente ad Assessore ai Trasporti proprio il padre del modello attuale, ma è sconfortante constatare quanto tempo sta passando invano”, prosegue Dedoni. “La Giunta è in carica da un anno e mezzo, ma ha preferito aspettare che l’intero sistema dei trasporti aerei collassasse, tra posti in continuità introvabili e beffe come quella di Alitalia che applica gli sconti su tutte le tratte tranne quelle da e per la Sardegna, prima di cominciare ad occuparsene. Il luminare che insegna la materia da trent’anni, ha scritto vagonate di libri ed è convinto che i problemi si risolvano senza fare nulla perché il mercato si regolamenta da sé, si sta dimostrando inadatto a governare un processo che ha poco di tecnico e molto di politico. In una Regione isolana, infatti, la continuità territoriale è la base per un’Autonomia declinata nella pratica e non relegata sulla carta. Vale per la continuità aerea, per la quale oltretutto non si capisce perché non si debbano coinvolgere tutte le località collegabili, soprattutto nell’ottica di uno sviluppo turistico esteso anche alla Sardegna centrale, come per quella navale, dove è materia politica e non certo tecnica il rivendicare per la Regione un ruolo di controllo nella stesura e nell’applicazione della convenzione per il servizio pubblico, che ci consentirebbe di decidere le condizioni per l’espletamento del servizio al posto dell’armatore di turno, come avviene oggi”.
“Infine, sarebbe ora di cominciare a pensare anche alla continuità territoriale interna, prima che i tanto decantati treni spagnoli superveloci diventino buoni solo per lo sfasciacarrozze”, conclude il capogruppo. “E’ sconcertante la superficialità con cui è stato affrontato il percorso che dovrebbe portare a vedere i suddetti treni sfrecciare su e giù per l’Isola. Dalla convenzione con Trenitalia fino agli indispensabili lavori per l’adeguamento della rete, con la recente, clamorosa bocciatura da parte della Commissione Europea, sembra sempre più lontano il giorno in cui i nuovi convogli saranno finalmente operativi. E intanto la Sardegna continua a perdere opportunità, sia per lo sviluppo dei suoi comparti produttivi che per agganciare una ripresa dell’industria turistica che pure, come dimostrano gli indicatori economici, sembra essere a portata di mano”.

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