Mozione n. 105 sul sostegno al comparto degli imprenditori degli stabilimenti balneari titolari di concessioni demaniali in prossima scadenza, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento.

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 105

 

MOZIONE CRISPONI – DEDONI – COSSA – PITTALIS – FASOLINO – CAPPELLACCI – CHERCHI Oscar – LOCCI – RANDAZZO – TEDDE – TUNIS – TOCCO – ZEDDA Alessandra – TRUZZU – ORRÙ – RUBIU – PINNA Giuseppino – OPPI – TATTI – FENU sul sostegno al comparto degli imprenditori degli stabilimenti balneari titolari di concessioni demaniali in prossima scadenza, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che gli stabilimenti balneari sono una importante realtà socio-economica del comparto turistico regionale e nel corso degli anni le imprese di riferimento hanno raggiunto elevati livelli di professionalità, capaci di garantire ai residenti e ai turisti serietà operativa, sicurezza, sorveglianza e soccorso a mare, pulizia degli arenili, accoglienza e qualità del servizio;

SEGNALATO che la gestione di uno stabilimento balneare è diventata, contestualmente all’evoluzione del turismo internazionale, una organizzazione d’impresa molto complessa, capace di contemperare l’offerta economica attraverso la gestione dei servizi rivolti alla clientela e le esigenze più ampie della collettività in termini di salvaguardia della cosa pubblica;

EVIDENZIATO che il comparto ad oggi vale in Sardegna oltre 900 attività d’impresa, con 4.500 occupati, 1.500 dei quali operano quotidianamente, con un lavoro stabile che si distingue nel complesso sviluppo costiero dell’Isola anche per l’irrinunciabile e prezioso servizio di manutenzione e tutela dell’ambiente naturale;

RIMARCATO che gli stabilimenti offrono un sicuro e preciso riferimento per tutti i fruitori delle aree balneari in cui i gestori titolari delle concessioni demaniali hanno fino ad ora messo a disposizione cospicui investimenti fortemente connessi con l’economia locale e in perfetta relazione con l’intera filiera turistica;

PRESO ATTO che la gran parte delle concessioni sono state rilasciate nel tempo a micro e piccole imprese spesso a carattere familiare, che pur a prezzo di enormi sacrifici, assicurano a queste indipendenza economica e l’affermazione di una capacità organizzativa e imprenditoriale di qualità;

CONSIDERATO che in previsione della applicazione per l’Italia, concertata con la Commissione europea, della direttiva servizi n. 123/2006/CE riferita esplicitamente al settore balneare, la gran parte dei concessionari demaniali sarà opposta ai colossi europei del settore e quasi certamente obbligata a far data dal dicembre 2015 (e non più entro il 2020 come previsto inizialmente), ad abbandonare la propria attività imprenditoriale, con conseguenti gravissimi danni al debole e vulnerabile sistema socio-economico regionale;

EVIDENZIATO che con l’adeguamento alle prescrizioni della direttiva Bolkenstein, con l’attuazione del bando europeo, con la procedura di evidenza pubblica alla scadenza dell’ormai prossimo dicembre 2015, si andrà a creare la paradossale situazione che a fronte della estromissione degli attuali gestori, si insedieranno imprese a capitale extraregionale, scompensando il delicato equilibrio socio-economico locale con disastrosi effetti sotto il profilo occupazionale e sull’intera filiera,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale

1) a istituire un tavolo di confronto fra Regione, enti locali e le organizzazioni maggiormente rappresentative dei gestori degli stabilimenti balneari al fine di concordare azioni di salvaguardia degli imprenditori privati in modo tale che non vengano pregiudicati l’impegno e le ingenti risorse finanziarie investite fino ad oggi sensibilizzando allo scopo il Governo nazionale sulla disciplina;
2) ad assicurare una diversa più lunga durata delle concessioni demaniali marittime, in ossequio ai principi costituzionali di eguaglianza e parità di trattamento, anche alle imprese attualmente operanti al fine di salvaguardare la peculiare caratteristica di gestione familiare della balneazione attraverso la preminenza del fattore “lavoro” su quello del “capitale investito”;
3) a sostenere l’alienazione con diritto di opzione in favore dei concessionari delle porzioni di demanio marittimo che da tempo hanno perso le caratteristiche della demanialità e della destinazione ai pubblici usi del mare;
4) a considerare il riconoscimento del valore commerciale dell’azienda balneare da trasformarsi in ristoro a favore del concessionario nel caso di una cessione coattiva in favore di terzi;
5) ad ottenere la modifica dei criteri di determinazione dei canoni demaniali marittimi che li renda ragionevoli, equi e sostenibili.

Cagliari, 17 dicembre 2014

 

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