Sanità, Dedoni: il centrosinistra aumenta le Asl e la spaccia per riforma

“Una legge risolutiva per la sanità sarda, esitata in commissione a tempo di record. Forse chi da tempo vive lontano dalla Sardegna potrebbe prendere per buone le dichiarazioni con cui la maggioranza ha accompagnato il sofferto primo passaggio della finta riforma sanitaria. Chi ha seguito come sono andate le cose, con il parlamentino arenato per mesi sull’esame di una scatola vuota utile solo come pretesto per occupare poltrone nelle Asl, non può che trovarle demenziali”, afferma il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, replicando alle dichiarazioni con cui vari esponenti del centrosinistra hanno salutato il voto favorevole della Commissione Sanità sulla proposta di legge di riforma del settore che approderà in Aula tra dieci giorni.

“I tempi, innanzitutto”, prosegue Dedoni. “Da più parti si parla di tempi celeri, ma come si fa a non ricordare la gaffe del presidente della commissione, che già a fine luglio dava per licenziato il provvedimento? All’epoca, la proposta risultava arenata già da qualche settimana. Nel mentre si è fatto ottobre e la maggioranza appare più divisa che mai, come dimostrano impietosamente i numeri della votazione. Il centrosinistra è talmente diviso che non è riuscito neppure a convocare una riunione di coalizione prima del voto per evitare la brutta figura di ieri. Quanto alla riforma epocale che dovrebbe risollevare una volta per tutte le sorti della sanità nell’Isola, è bene ricordare che quella esitata in commissione non è la vera riforma ma soltanto una scatola vuota che servirà a contenere gli emendamenti che saranno presentati durante l’esame in Aula, dai quali verrà fuori la vera riforma”.

“La proposta di legge deve garantire una sola cosa: creare una legittimazione normativa che consenta di sostituire con esponenti del centrosinistra i commissari delle Asl attualmente in carica”, conclude il capogruppo. “Qualsiasi altra cosa, a partire dal numero e dalla natura delle stesse Asl, non è stata ancora decisa perché non c’è un progetto condiviso dall’intera coalizione. Si aspetta un maxi-emendamento della Giunta che tolga le castagne dal fuoco, ma è già chiaro che l’orientamento dell’esecutivo non è gradito a un’ampia parte della maggioranza. Con questi presupposti, è facile immaginare che il passaggio in Aula della finta riforma sarà lungo e travagliato come lo è stato quello in commissione. L’opposizione non starà a guardare ma cercherà di incidere profondamente sulla proposta ed evitare così che la sanità ritorni terra di conquista per il centrosinistra, venendo trascinata nuovamente al disastro finanziario come è già accaduto in passato”.

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