Umberto Deidda: “L’innovazione è la chiave”

altApZm7_ASvZRU76XQTmd9hZ11IEPDukiJWb-A62IniXD0_jpg(2)A pochi mesi dalle elezioni regionali e dagli slogan elettorali, i riflettori sui problemi dei sardi paiono calati. I protagonisti dei discorsi elettorali, i giovani, i disoccupati, gli esodati, sono tornati ad essere i protagonisti soltanto della propria quotidianità. L’attuale crisi ne è la causa principale, ma la nostra terra ha dei problemi strutturali ben più profondi e radicati nel tempo. Il prezzo più alto di questa arretratezza lo pagano i giovani, costretti a fare i conti con una disoccupazione giovanile al 42,4% (dati Istat) ed un futuro sempre più incerto.
La politica, tanto vilipesa, è considerata a torto la responsabile di questi problemi. Essa non è la responsabile, lo è invece la sua incapacità di comunicare ai sardi, spesso schiava di un linguaggio troppo “politicamente corretto” e privo di contenuti.
Occorre ripartire da un’analisi concreta dei problemi che ponga al centro del dibattito politico questioni di importanza rilevante, dalle questioni locali a quelle europee. Le parole crescita, sviluppo e innovazione sono vuote se non vi è un progetto comune nel quale i sardi siano i veri protagonisti.
I comuni, l’istituzione più vicina ai cittadini, rappresentano uno snodo fondamentale in questo processo di crescita. Migliorarne l’efficienza significa non solo migliorare la qualità di vita dei cittadini, ma creare le condizioni di sviluppo per il nostro territorio. Per questo motivo è fondamentale avere una visione trasversale ed integrata della Governance delle nostre città, attraverso la realizzazione di infrastrutture che permettano un efficientamento nell’erogazione dei servizi e consentano a tutti i comuni di essere inter-connessi. La banda larga in tutta la Regione, rappresenta in questo senso un obiettivo da perseguire e realizzare. Infatti, attraverso la digitalizzazione dei processi amministrativi, potremo ottenere un duplice risultato: l’efficienza dei servizi e l’immediata trasparenza e accessibilità agli atti della pubblica amministrazione da parte dei cittadini. Maggiore efficienza significa anche saper cogliere le opportunità che l’Europa ci offre in termini di fondi europei, sia per quanto riguarda i finanziamenti a partecipazione diretta che per quelli a partecipazione indiretta. Basti pensare che mancano ancora 29,7 miliardi di euro (dati IFEL) di spesa per raggiungere la dotazione finanziaria complessiva dei Programmi operativi nazionali (PON), interregionali (POIN) e regionali (POR) del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse) 2007-2013, per comprendere quanto lavoro c è da fare ancora in questa direzione.
C’è da rimboccarsi le maniche certo, ma quanto più sono ambiziosi gli obbiettivi, tanto più deve essere la determinazione che ci spinge a raggiungerli. Per questo motivo è necessario avere una visione d’insieme nella quale gli attori protagonisti non siano i singoli comuni, in nome di un campanilismo spesso inutile, ma il nostro territorio, in maniera da creare processi di sviluppo che coinvolgano tutti i settori, dall’agricoltura all’artigianato, dal commercio al turismo e che consentano di migliorarne e accrescerne la competitività. Questo significa la condivisione di una visione politica che punti ad una crescita intelligente e sostenibile, attraverso la quale è possibile raggiungere importanti traguardi. E’ stato questo lo spirito che ha guidato l’amministrazione di cui faccio parte, al raggiungimento di una percentuale dell’89,2% di raccolta differenziata, con benefici in termini di costi per i cittadini ed un riconoscimento che ci colloca tra i primi cinque comuni in Sardegna in termini percentuali di raccolta.
Dobbiamo credere perciò in questo progetto comune, che coinvolga tutti i soggetti, dalle istituzioni ai cittadini, guidato da una nuova idea di politica, intesa come servizio per i cittadini e non come una pura dinamica di potere personale. Un progetto fondato sulla ricerca, sull’innovazione, sullo sviluppo tecnologico, che promuova l’inclusione sociale, la lotta alla povertà, che investa sull’educazione e sui giovani, seriamente e non solo a parole, poiché solo loro vedono il mondo con occhi nuovi, e non è un caso se imprese come Google, Facebook, Oracle, Microsoft e innumerevoli altre società innovative, siano state fondate da poco più che ventenni. Solo così, non solo i giovani ma tutti i sardi, potranno riacquistare quella fiducia nella politica ormai perduta ed una speranza che ci appare rubata. Sono convinto infatti, che chi crede nei valori, ha combattuto e combatte per essi, trasforma la propria fede in capacità di azione verso l’avvenire, è questo lo spirito con il quale sono convinto il nostro partito guardi al futuro, ed è per questo che mi sento di credere oggi più che mai nel progetto dei Riformatori Sardi.

Umberto Deidda
Capogruppo di maggioranza del Consiglio Comunale di Mandas

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