Mozione n. 7: sulla innovazione del titolo V della Costituzione ed in particolare sulla modifica della composizione del Senato, nella quale è contemplata anche l’abolizione del regime di autonomia speciale della Sardegna

 CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

Mozione n. 7

MOZIONE DEDONI – PITTALIS – SOLINAS Christian – RUBIU – FASOLINO – CHERCHI Oscar – CARTA – TATTI – TEDDE – PERU – PINNA Giuseppino – TOCCO – TRUZZU – TUNIS – LOCCI – ZEDDA Alessandra – ORRÙ – FENU sulla innovazione del titolo V della Costituzione ed in particolare sulla modifica della composizione del Senato, nella quale è contemplata anche l’abolizione del regime di autonomia speciale della Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento.

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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che si vive in un tempo difficile, caratterizzato da una crisi galoppante che investe i più diversi campi del vivere civile: le istituzioni, l’economia, la finanza e la società, e che tale crisi si va via via diffondendo a causa della globalizzazione; essa infatti proviene da lontano e si sta abbattendo in particolare negli stati del meridione dell’Unione europea, Italia compresa;

ATTESO che solo ora ci si è convinti della necessità di affrontare la crisi di cui sopra con un innovato assetto istituzionale, che tenga conto delle sempre maggiori esigenze di rapidità nell’assunzione delle decisioni e di efficacia ed efficienza dell’amministrazione, e quindi di una maggiore governabilità degli assetti politici e burocratici; purtroppo si è troppo a lungo rimandata la decisione di affrontare il gravame cui siamo sottoposti: se esso fosse stato affrontato in un tempo adeguato, si sarebbero certamente potuti avere riscontri tali da impostare le opportune correzioni e valutare più attentamente le necessarie modifiche istituzionali e costituzionali;

CONSIDERATO che le modificazioni istituzionali sono aspetti delicati che incidono nella viva carne non tanto e non solo della rappresentanza politica, ma in modo particolare dell’insieme delle componenti sociali ed economiche, ed in particolare sui cittadini che, in tempi così difficili, reclamano una maggiore solidarietà fra classi sociali e territori;

CONSTATATO che la proposta di modificazione costituzionale per l’abolizione del bicameralismo perfetto incide in particolare sul Senato della Repubblica, trasformandolo in Senato delle autonomie senza però tutelare allo stesso modo tutte le regioni; difatti, non trova soddisfazione la difesa delle specialità regionali, oggi più che mai necessaria data la grave situazione di crisi che investe maggiormente le regioni deboli del meridione, in modo particolare quelle che da sempre hanno ricercato attraverso l’autonomismo una possibilità per liberarsi dai gravami che da secoli sopportano dovendo ricorrere alla solidarietà nazionale;

ACCERTATO che la Sardegna in modo particolare, per la sua condizione di insularità aggravata dalla latitanza dello Stato centrale, non ha saputo o voluto riconoscere con moto solidale la necessità di interventi sostanziali applicando pienamente il dettato dell’articolo 8 dello Statuto speciale;

CONSIDERATO altresì che le ventilate proposte di emendamento della riforma costituzionale di fatto sopprimono le autonomie speciali nella Repubblica italiana e che alcune di esse mirano a introdurre la rappresentanza regionale al Senato sulla base della popolazione, vanificando così la parità di rappresentanza che è il minino che possa essere riconosciuto alle regioni più deboli, allo stesso modo in cui viene riconosciuta nel Senato degli Stati uniti d’America,

impegna il Presidente della Regione

a ricercare ogni sede di confronto istituzionale con il Governo centrale per illustrare le difficoltà oggettive che la proposta di riforma in oggetto comporta per la Regione, che sino ad oggi non ha trovato la piena disponibilità da parte dello Stato italiano nel risolvere i problemi che con l’autonomia riconosciuta dalla Costituzione repubblicana su base solidaristica impediscono la piena inclusione sociale ed economica nello Stato italiano,

si impegna inoltre

in modo possibilmente unitario, a ricercare le più opportune e necessarie azioni politiche affinché venga salvaguardata la specialità autonomistica della Sardegna, unica vera regione insulare d’Italia, sollecitando nel contempo tutte le rappresentanze sarde nel Parlamento italiano affinché si battano nel modo più efficace possibile, anche ricorrendo all’ostruzionismo e al voto contrario, contro la cancellazione dell’autonomia regionale.

Cagliari, 3 aprile 2014

 

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