Mozione n. 34: sul rilancio delle zone interne e periferiche della Sardegna

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA
Mozione n. 34
MOZIONE DEDONI – COSSA – CRISPONI, sul rilancio delle zone interne e periferiche della Sardegna.
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IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che le zone interne e periferiche della Sardegna sono storicamente caratterizzate da un’arretratezza infrastrutturale che, unitamente alle difficoltà nei collegamenti viari, agli alti costi dei trasporti, a un cronico ritardo nello sviluppo economico e occupazionale e al progressivo disimpegno dei servizi pubblici di natura essenziale, ha determinato, con il passare dei decenni, un sempre maggiore spopolamento e abbandono di tali zone, fenomeno che si va aggravando in conseguenza della crisi economica generale e che costituisce una crescente minaccia per la coesione sociale, come dimostrano le sempre più frequenti manifestazioni di natura delinquenziale e il gravissimo fenomeno degli attentati contro gli amministratori locali;

CONSIDERATO che, con l’adozione del decreto ministeriale 7 marzo 2014 del Ministro della giustizia, è stata disposta la chiusura di 38 sedi distaccate del Giudice di pace nel territorio regionale e il relativo accorpamento con le sedi centrali da cui dipendevano, privando così diverse aree ritenute marginali di un servizio estremamente utile per i cittadini e costringendo questi ultimi ad affrontare lunghi spostamenti per poterne usufruire, così come del resto già avviene per tutti i servizi forniti dagli uffici giudiziari;

CONSIDERATO che la decisione di cui sopra si accompagna alle ricorrenti voci su un imminente ridimensionamento dei presidi di Polizia e Vigili del fuoco in diverse aree interne e periferiche dell’Isola;

VALUTATO che i principali gruppi bancari nazionali intendono sopprimere circa 1.500 sportelli in tutta Italia, da individuare tra quelli con il minor volume di transazioni, entro i prossimi tre anni e che è facile prevedere che le zone disagiate della Sardegna saranno pesantemente colpite da tali soppressioni;

RAMMENTATO che le zone interne sono quelle più esposte al pericolo degli incendi boschivi, che ogni anno danneggiano enormi porzioni di territorio causando ulteriori danni, oltre che all’ambiente, al già compromesso sistema economico;

EVIDENZIATA la totale assenza di risultati da parte della Giunta regionale nel confronto con il Governo finalizzato a scongiurare il disimpegno dello Stato dai territori più disagiati della Sardegna;

PRESO ATTO che, ferma restando la necessità che sia lo Stato a farsi carico dei costi di funzionamento dei propri servizi, alcuni dei problemi di cui sopra possono essere superati attraverso la disposizione di stanziamenti finanziari specifici, come dimostra il fatto che la sede distaccata del Giudice di pace dovrebbe essere mantenuta nel comune di Olbia, che ha accettato di finanziare il funzionamento dell’ufficio,
impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale
1) a contrapporsi con ogni mezzo a tutte le decisioni del Governo e di qualsiasi altro soggetto pubblico o privato, che abbiano per effetto una riduzione dei servizi pubblici essenziali nelle zone interne e periferiche della Sardegna o, laddove ciò non fosse possibile, a ottenere dal Governo adeguate forme di compensazione sotto forma di trasferimenti da destinare al finanziamento di tali servizi;
2) ad adottare un piano straordinario per il rilancio delle zone interne che preveda lo stanziamento di risorse finalizzate prioritariamente al mantenimento in funzione dei servizi pubblici essenziali e alla creazione di nuove imprese e posti di lavoro, oltre all’adozione di regimi di fiscalità di vantaggio tali da favorire la ripresa economica e occupazionale.
Cagliari, 16 maggio 2014

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