Giorgio Granara: “Stadio che tedio…”

foto giorgioNon so come finirà la questione riguardante la vendita del Cagliari Calcio, mi pare solo che tutti, tifosi e non, non ne possiamo più. L’importante che in qualche modo vada a finire.
Prendo solo atto che un pezzo importante della questione riguarda lo Stadio S.Elia, che non è di Cellino, non è degli americani, non è di Giulini. E’ di Cagliari e dei Cagliaritani.
O addirittura dei Sardi.
Quindi, quale è il punto? Il punto è che, qualunque cosa succeda, il problema non è risolto e nemmeno si sta provando a risolverlo. E’ stato concesso (wow…) l’aumento a 16.000 spettatori ma…di cosa? Di quelle tribune amovibili che costituiscono LO STADIO – DENTRO LO STADIO!!! Quella bruttura che era il S.Elia prima della “gita” a Is Arenas, poi a Trieste e che non ci fa fare un figurone in tutta Italia.
Quindi il problema centrale, ossia cosa fare quando, prima o poi, qualcuno dei personaggi di cui sopra costruirà la nuova casa del Cagliari, (che non può, per mille motivi già ampiamente dibattuti, essere il S.Elia), cosa deve farsene Cagliari di una struttura gigantesca, che se abbandonata diventerà, poco orgogliosamente e nel senso più deleterio del termine, il nostro Colosseo?
Ci sono alcune proposte sul campo, una fatta anche dallo scrivente, certamente altre soluzioni sono ipotizzabili, ma occorre pensarci adesso, perché i tempi sono lunghi.
Una cosa non si deve fare: rimandare ad una futura pianificazione dell’area vasta che comprende anche lo stadio, prima di concentrarsi sullo stesso; perché? Ma perché abbiamo imparato che, in questo momento storico, avviare una pianificazione oggi significa, se tutto va bene, arrivare a qualcosa di concreto fra 10 anni, tra percorso burocratico, ricorsi di tizio e caio, cambi di amministrazioni ecc ecc….
Quindi va bene la pianificazione generale ma CONTEMPORANEAMENTE alla decisione puntuale sullo stadio e all’intervento sullo stesso, non dopo.
Occorre essere coraggiosi, occorre governare, occorre prendersi delle responsabilità o dire “non ce la sentiamo, rimandiamo tutto, per ora lo abbandoniamo lì…” , ma qualcosa occorre fare e soprattutto occorre smettere di prendere in giro la gente, che anche se ha mille problemi, ha il tempo per pensare ad un monumento al quale è affezionata, e la parola monumento, ancorchè sportivo, non è esagerata, basta parlare coi cagliaritani….
Occorre non prendere in giro la gente con concorsi di idee improvvisati, pasticciati, buoni per riempire il giornale e prendersi un mese di tranquilllità mediatica, per poi ricominciare con un’altra “sparata”….ma non è serio.
Non è di una amministrazione seria; un’amministrazione può sbagliare e ci mancherebbe, ma tergiversare per mesi, anni, non avere un’idea compiuta, non avere il coraggio di decidere, quello no.

Giorgio Granara è Ingegnere, Libero Professionista, vicino al mondo dello Sport sia professionalmente che nel tempo libero, crede di intendersi di nuoto e pallanuoto, e per motivi familiari segue da vicino il calcio.

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