Valentina Vezzali: “Ai ragazzi sardi dico: non mollate la scuola, i sogni si raggiungono con sacrificio e passione”

Vezzali-Bandiera

Prima schermitrice al mondo ad aver vinto tre ori olimpici in tre edizioni consecutive (Sidney, Atene, Pechino), Valentina Vezzali è da un anno parlamentare di Scelta Civica. Eletta nelle Marche, alla Camera non si occupa solo dei temi dello sport, ha presentato diverse proposte di legge in tema di istruzione e di sicurezza stradale. I Riformatori Sardi salgono per un momento in pedana con lei per un confronto in esclusiva.

La salvezza del Cagliari in serie A nonostante le difficoltà, l’ascesa della Dinamo Sassari nel basket, Luna Rossa che ha scelto Cagliari per allenarsi in vista della prossima America’s Cup. A volte lo sport può essere riscatto e traino per un intero territorio?
Lo ritengo assolutamente vero! Lo sport è riscatto sociale, basti guardare le palestre che i campioni delle diverse discipline hanno realizzato nelle zone più disagiate e poco aggregative. Penso a Clemente Russo, che a Scampia ha fatto conoscere ai ragazzi che con le regole dello sport si evita la violenza e s’insegna il rispetto per l’altro.
Lo sport è poi crescita e ricchezza, perché produce il 2% del PIL, tra indotto e turismo, e deve essere stimolo anche per una considerazione sull’innovazione, sullo sviluppo d’idee, sulla valorizzazione dei cambiamenti e sulle ricadute positive in termini di economia, mondo del lavoro e dialogo tra giovani e scuola. Un modo nuovo di mettere in rete il territorio e di far sì che i giovani possano guardare allo sport e all’educazione con fiducia, individuando anche qualche attività legata ai grandi eventi sportivi che possa fornire occasione di occupazione e lavoro.

In Commissione Cultura lei è impegnata anche sui temi della scuola. La Sardegna registra il più alto tasso di dispersione scolastica in Italia (36,2%, la media nazionale è del 27), in troppi abbandonano prima di completare gli studi.
Purtroppo il tema della dispersione scolastica è una piaga che affligge l’intero Paese, marcato ancor di più in alcune regioni, come la Sardegna. I Governi delle regioni devono investire molto di più e meglio in politiche volte all’istruzione. Da atleta posso consigliare ai giovani sardi, ma a tutti i giovani nel complesso, che tutti noi abbiamo un sogno nel cassetto, ma per realizzarlo servono sacrifici e passione. Solo allora possiamo dire di essere a metà del nostro cammino, perché non bisogna mai arrendersi, nemmeno quando pensi che la “partita” sia finita. Ad ogni inizio c’è sempre una fine, ma ad ogni fine c’è sempre un inizio!

La tua regione, le Marche, ha vissuto recentemente una tragedia molta nota anche per i sardi: la sciagura dell’alluvione e dei disastri. Ad oggi la ricostruzione in alcune zone è ancora un miraggio.
Le Marche, la Sardegna e l’intero Paese sono stati abusati da decenni da cementificazione selvaggia, urbanizzazione dissennata e speculazione edilizia, cui si sono aggiunte la mancanza d’interventi di manutenzione del territorio, l’insufficiente pulizia ordinaria e straordinaria dei fiumi e dei fossi. Non dobbiamo attribuire la gravità degli eventi come quelli passati alla sola eccezionalità delle piogge, ma soprattutto ai cambiamenti causati dalle scellerate opere per mano dell’uomo. È di fondamentale importanza prendere consapevolezza che il nostro Paese è stato reso fragile da chi ci ha speculato e ci continua a speculare sopra, ciò anche a causa dei vergognosi condoni edilizi messi in atto dai Governi precedenti.

La Sardegna ti è cara per motivi strettamente personali. Conoscendo la nostra isola da vicino, come può la nostra regione ripartire dalla crisi?
Sono molti gli aneddoti che mi legano alla meravigliosa e ineguagliabile Sardegna. Quello che mi sta più a cuore risale al 2013 quando, dopo le Olimpiadi di Londra, ho trascorso alcuni giorni di vacanza con mio marito e il mio primogenito Pietro a Badesi e proprio in quell’occasione ho concepito il mio secondo figlio Andrea.

La crisi della Sardegna rispecchia quella dell’intero Paese, anzi forse l’isola ne è colpita maggiormente.  Occorre un piano economico regionale se si vuole avere un visone di prospettiva a lungo termine. Investire sulle nuove tecnologie dalle fonti rinnovabili e dai green job; tutela del territorio e sviluppo sostenibile, perché il turismo resti una delle maggiori risorse. Bisogna investire per creare occupazione in una terra con abitanti coraggiosi e meravigliosi. Non è sufficiente che il Governo enunci piani di rilancio economico, servono fatti e subito!

Un bilancio dopo il primo anno di attività parlamentare: soddisfazioni e delusioni, obiettivi raggiunti e obiettivi futuri
Obiettivi molti, delusioni qualche… Come atleta, mi sono prestata a questa importante esperienza politica per portare il mio contributo: il valore dello sport quale volano di ripresa economica, di unione sociale; programmi per evitare la dispersione scolastica; progetti affinché finalmente anche l’Italia possa equipararsi agli altri Stati europei, istituendo l’insegnante di educazione motoria nella scuola primaria.

Questi sono alcuni temi per i quali ho aderito al progetto di Scelta Civica, ma devo constatare che le politiche a favore dello sport non sono temi prioritari dell’agenda parlamentare. Io non mi arrendo, non l’ho fatto nella mia carriera e non lo farò certamente in Parlamento, dove penso che dovremmo parlare meno e concretizzare di più!

 

 

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