Stefano Sanna: “Sede legale Roma”

24234_1322654718598_4195272_nEra il lontano 1948…..anno della costituzione italiana che alla Sardegna fu riconociuta l’autonomia,
e da allora quante volte noi sardi abbiamo approffittato di questa grande opportunità e di questa arma in mano nostra? Non vorrei sbagliare ma non me ne ricordo tante….
Ora con questa iniziativa sulle accise, forse per la seconda volta, perché anche la proclamazione del referendum sulle province è uno strumento che è parte integrante dell’essere autonomi e che noi riformatori abbiamo voluo sfruttare (stai a vedere che solo noi riformatori sardi ci ricordiamo dell’autonomia della Sardegna….), avremmo la possibilità di sfruttare questa forza, la possibilità di concretizzare ciò che l’essere autonomi ci consente.
I Riformatori hanno proposto, in attesa di un’altra grande battaglia, l’attuazione della zona franca integrale, in anticipo o come anticipo ad essa, una rivisitazione dello statuto 8, e cioé di quella parte che già da subito ci consentirebbe di poter chiedere allo stato in via anticipata il miliardo e 628 mila euro che deve alla Sardegna per le imposte di fabbricazione maturate in Sardegna, dove sarebbe possibile destinare immediatamente un miliardo per il taglio del costo di fabbricazione e 628 mila per il lavoro.
L’articolo 2 della proposta di legge portata dai riformatori propone che vengano concesse delle agevolazioni tariffarie fiscali a favore dei cittadini residenti e delle imprese operanti in Sardegna sui prodotti petroliferi immessi al consumo nel nostro territorio. In sostanza le accise sono ridotte cosi del 50% per carburanti e combustibili da riscaldamento consumati in Sardegna, mentre i prodotti petroliferi posti in vendita nel territorio della Regione e utilizzati per gli impieghi delle imprese industriali, agricole ed artigiane negli stabilimenti e sedi situati nel territorio della Regione, e comunque in luoghi diversi dalle abitazioni, sono esenti da ogni imposta erariale.
I sardi hanno preso con particolare interesse ed attenzione questa iniziativa e sono state raccolte circa 55 mila firme. Io per primo mi sono accorto di questa partecipazione quando timidamente all’inizio di questa battaglia ho portato alla gente i moduli per la raccolta firme e già da subito le persone hanno risposto firmando con entusiasmo, Gonnesa per esempio in due soli giorni ha portato più di 600 firme.
Anche se il signor presidente della regione Pigliaru e l’attuale giunta con residenza e numero civico a Roma, non hanno nessuna intenzione di continuare in questa lotta e al contrario non procederanno nei confronti dello stato, che ora e’ del loro stesso colore e “detta legge”, hanno per giunta messo fine all’ipotesi metanodotto, dobbiamo continuare in quest’iniziativa, combattendo per i sardi e cercando di concretizzare questa proposta facendola diventare reale e dandogli corpo e sostanza, facendola diventare legge, chiudendo ancora una volta positivamente una delle tante battaglie dei Riformatori sardi.
Volevo ricordare ormai con poco stupore, che come sempre, coloro che si oppongono a questa iniziativa ritenendola inutile ed esigua sono gli stessi che si sono opposti alla zona franca integrale e al taglio delle provincie (in contraddizione con il segretario nazionale e attuale presidente del consiglio Matteo Renzi), ai referendum per la riduzione dei consiglieri regionali e dei loro vitalizi, e cioé i signori esponenti del Pd sardo…la sinistra del popolo…..
Stefano Sanna
Coordinatore cittadino
Riformatori sardi Gonnesa

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