Claudio Concas: “Il bello deve ancora venire!”

IMG_2023444147044Arriva sempre il momento in cui le cose cambiano anzi in cui devono cambiare per forza e la Sardegna non può più permettersi di rimandare scelte che sono ineludibili anche se dolorose perché metteranno in discussione il nostro passato anche se, paradossalmente, proprio da lì dovremo ripartire.
Tutto quello che solo ieri era confinato al valore di vano esercizio del dissenso “politico”, oggi non solo è possibile realizzarlo ma, l’invocazione della gente a farlo è così decisa da rendere patetiche e inutili tutte le vecchie figure altisonanti e parassitarie, che da sempre si son spacciate per Totem inviolabili: sindacati, corporazioni, politici, giornalisti, tutte categorie oramai relegate al ruolo di incomprensibili voci di sottofondo superate con tutta evidenza dall’affermarsi dell’antipolitica o della politica “non sense” a seconda di come vogliamo vedere i fenomeni dell’ astensionismo e del movimento di Grillo.
Noi Riformatori Sardi, “fortunatamente” oramai copiati, da anni indichiamo nel radicale cambiamento della classe politica sarda con tutte le sue storture e sperperi, nell’inversione dei rapporti con uno Stato patrigno, nella scelta di politiche del lavoro che tengano conto delle peculiarità della nostra “isola”, la risposta alle esigenze immediate del Popolo Sardo; le nostre battaglie nelle strade, tra la gente, ci danno la percezione che siamo su una strada lunga e difficile ma assolutamente giusta.
Se vogliamo, possiamo farcela, bisogna assumere posizioni responsabili e di mutua assistenza, dobbiamo farla finita con le contrapposizioni ideologiche, di generazioni e di status. Il Popolo Sardo deve rinunciare all’indifferenza dovuta al disgusto che prova, partecipando con forza alle scelte che riguardano la nostra vita e decidere secondo la nostra esperienza di lotta quotidiana, di carità e assistenza verso i più deboli; non prendiamo esempio da uno stato che ci tratta da figli di serie B non riconoscendoci, quale ultima negazione e con la complicità dei grandi partiti Nazionali, neanche una rappresentanza in Europa in favore della Sicilia.
Per cui adesso via all’eliminazione dei privilegi delle caste qualunque esse siano con un taglio deciso e senza pietà dei costi della politica, via senza esitazioni con la dismissioni delle proprietà dello Regione inutili e costose e ancora meglio se prima valorizzate, via con l’eliminazione definitiva di tutte le province e con l’accorpamento dei piccoli comuni, via con l’abbattimento delle accise, via con la realizzazione della Zona Franca integrale o no…lo vedremo, via al varo di un piano straordinario per il Turismo-Artigianato e Agricoltura perché è da lì che possiamo e dobbiamo ripartire, via alle semplificazione delle norme in materia urbanistica e alla realizzazione delle infrastrutture e perché non intervenire sul lavoro con l’adozione a velocità supersonica di una riforma regionale del mercato del lavoro e non investiamo con decisione sui giovani partendo dalla scuola dell’obbligo fino all’università e all’introduzione nel mondo del lavoro anche con l’adozione di misure importanti di sostegno alle imprese, perché è da lì che devono arrivare le risposte per la ripresa del lavoro e dell’economia reale.
Chiudo con le parole di Antonio Gramsci, uno che non ha mai smesso di lottare “ L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall’impresa eroica”.

Claudio Concas
ASS. LLPP
COMUNE DI MURAVERA

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