Chiusura della scuola di polizia penitenziaria, Cossa (Riformatori): “La Regione scenda in campo per tutelate l’istituto”

CAGLIARI 02/05/2014. La Regione deve fare tutto quanto è in suo potere per evitare la chiusura della scuola di polizia penitenziaria di Monastir che lo Stato vorrebbe trasformare in un centro di accoglienza per emigrati e richiedenti asilo. Lo dice Michele Cossa, coordinatore regionale dei Riformatori sardi, che sulla questione ha presentato un’interrogazione al presidente della Regione.

“Il progetto di chiusura – dice Cossa – desta molta preoccupazione negli amministratori locali per le ripercussioni sull’ordine e la sicurezza che una tale decisione potrebbe creare nel comune ospitante e dintorni, anche in considerazione del fatto che nella zona sono presenti numerose aziende industriali, commerciali e agricole, oltre il complesso di San Gemiliano a Sestu che si trova ad appena due chilometri dalla struttura in questione”.

L’Istituto ha svolto, per decenni, spiega Cossa “un eccellente lavoro nella formazione di migliaia di agenti penitenziari, le organizzazioni di categoria regionali del Comparto Sicurezza e Ministeri si dicono fortemente contrariate per la soppressione della Scuola per agenti di Polizia penitenziaria”. Ecco perché, conclude il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, “chiediamo alla Giunta di agire sul governo affinché venga tutelata la Scuola di formazione degli agenti di polizia penitenziaria”.

Ufficio Stampa Riformatori Sardi

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