Valentina Farci: “La Guida Turistica può essere una risposta per la Sardegna”

foto valentina articoloIl turismo in Sardegna è un settore sottodimensionato. La divulgazione del patrimonio storico- artistico, ha bisogno sia di strutture adeguate, che di personale competente. Mi  rendo conto che il settore turistico in Sardegna è davvero una giungla , talvolta inesplorata, talvolta piena di trappole, talvolta ricca di sorprese. Ho potuto constatare la scarsa collaborazione tra enti e la voglia di investire sulle figure professionali qualificate e preparate. In questo scenario, la Sardegna ha dei tesori storico-archeologici, ambientali, agricoli, culinari, artigianali e paesaggistici gioca il ruolo della riserva, non del titolare. L’esperienza che porto dentro risale alla collaborazione con un conosciuto museo “Villa Muscas” dove il Dott. Porcelli, mi ha fatto dare un contributo nell’ambito della divulgazione del patrimonio turistico-artistico .  Per il mio percorso, trasferirmi fuori dalla Sardegna non avrebbe avuto senso, perché ho studiato sin dall’inizio di far parte del settore come operatore promozione turistica della mia terra nel promuoverla a 360 gradi. Invece tutto questo in  Sardegna  è semi sconosciuto, quando si dovrebbe lavorare tanto sulla sensibilizzazione nelle scuole elementare e con attività sociale mirate. Anche la cucina Sarda dev’essere definita patrimonio culturale. La nostra cucina possiamo definirla completa nei sapori e nelle tradizioni. Non ci facciamo mancare niente dalle varietà tipiche dal pesce alla carne. La nostra isola dovrebbe diventare una destinazione turistica sostenibile, tanto per i non sardi quanto per gli stessi sardi. Per raggiungere questo risultato dovremmo lavorare insieme su alcuni obiettivi: migliorare l’accessibilità verso la Sardegna e la mobilità al suo interno (con particolare attenzione alle sue isole) attraverso un necessario piano dei trasporti anche tramite la continuità territoriale, permettendo ai cittadini sardi e non solo di potersi spostare più facilmente. La guida turistica ha un grande impatto sull’ esperienza del visitatore in quanto contribuisce nel giudizio positivo o meno su una località turistica. Una buona guida fornisce ai viaggiatori le informazioni, quei suggerimenti e le esperienze che essi vanno cercando. Se i turisti si sentono ben accolti e informati sul patrimonio naturale e culturale di una località, spesso scelgono di fermarsi più tempo oppure decidono in futuro di ritornare. La guida turistica ha un ruolo specifico: da un lato deve promuovere il patrimonio dell’area interessata, dall’altro deve contribuire a garantire la sua sostenibilità rendendo i visitatori consapevoli della sua importanza e vulnerabilità. Ce da dire che  come mentalità siamo ancora indietro, colpa anche delle istituzioni e degli enti locali che non certo agevolano lo sviluppo turistico. Per rendere la Sardegna migliore bisogna: riorientare l’offerta turistica non solo nella stagione estiva, ma anche per periodo invernale dando a disposizione delle strutture specifiche come ( case in montagna, piste per sciare,  attività ricreative per il visitatore; riorientare l’offerta turistica territoriale attraverso la promozione di marchi e di certificazioni di qualità; rafforzare le competenze per migliorare l’accoglienza e sostenere le nuove professioni per i vari turismi (ambientale, sportivo, enogastronomico, ecc.); sostenere gli operatori che lavorano in rete e in forma associata per promuovere il territorio;  promuovere un turismo che sia alla portata di ogni persona favorendo l’accessibilità da un punto di vista fisico, sociale ed economico e collegare il turismo agli altri settori di attività, perché il “prodotto turistico” è costituito dal territorio della Sardegna.

Valentina Farci
Cagliari

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