Vinicio Casu: i giovani al centro della mia politica

Vinicio Casu è il coordinatore del Medio Campidano dei Riformatori sardi. Si candida alle elezioni regionali nel suo territorio.

La crisi sta piegando la Sardegna. Cosa fare per risolvere il dramma della disoccupazione, in particolare giovanile?
I giovani, non è una novità, sono totalmente disorientati. Il problema della dispersione scolastica a mio avviso è legata alla mancanza di una vero progetto formativo che spesso non tiene in considerazione e non si adatta ai cambiamenti culturali che l’uso della tecnologia impone. Credo che la scuola debba essere organizzata in modo tale da dare risposte e soluzioni formative alle differenti e peculiari capacità in possesso dei giovani. Ferma restando l’educazione di base fondamentale per tutti, non tutti i ragazzi devono essere inseriti in un contesto conforme ma al contrario la scuola deve mettere in risalto le differenze ed esaltare le peculiarità di ciascuno. Ad oggi manca una organizzazione simile o perlomeno è mal gestita anche a causa di insufficienti risorse strutturali e tecnologiche. Non esiste niente di più negativo che soffocare i sogni di un ragazzo o peggio imporgli una scelta di vita non sua. La scelta deve essere supportata e guidata. Credo che in questo modo la dispersione scolastica verrebbe meno. Certa politica era intenta a regalare, utilizzando soldi pubblici, penne Montblanc anziché preoccuparsi del futuro dei nostri figli. Riflettiamoci un po’. E’ estremamente vergognoso. Spero sia un capitolo chiuso.

Quali sono i punti principali del suo programma?
Le problematiche sono diverse e numerose ma cercherò di sintetizzare: Le parole cardine dovranno essere “programmazione, riforme e innovazione”. Occorre programmare una politica socio economica seria che tenga conto delle peculiarità della Sardegna, ovvero una concreta programmazione (e per concreta si intendono reali azioni tecnico amministrative, idee e progetti da parte dei competenti assessorati) rivolta alla tutela ambientale e a uno sviluppo turistico che preveda finanziamenti anche di carattere europeo che accentui la creazione di un vero percorso tra le bellezze archeologiche uniche presenti in Sardegna e le risorse ambientali anch’esse uniche. Contestualmente la politica dovrà necessariamente supportare lo sviluppo ecosostenibile del settore agro alimentare e collegare lo stesso sempre di più al settore turistico sopracitato. E’ fondamentale che si proceda ad un effettivo sviluppo della delicata attività legata al settore della pastorizia, trasformando la stessa in chiave moderna, affinché l’enorme sacrificio svolto da parte dei nostri “pastori” ed allevatori in genere venga ricompensato con un reddito consono agli investimenti finanziari e personali effettuati nell’arco degli anni. Dopo la eliminazione delle province inutili, con annessi e connessi Presidenti altrettanto inutili nonché cercatori di consensi ed in qualche caso anche cercatori di tartufo, Noi riformatori ci siamo concentrati nel proporre la riorganizzazione degli enti locali dove i comuni, privati dall’inutile filtro “provincia” possano ritrovare la giusta centralità e dove i sindaci, veri rappresentanti del territorio, possano incidere e risolvere le reali esigenze del territorio, tenuto anche conto che in una organizzazione pubblica così strutturata, le amministrazioni comunali divengono effettivamente protagonista delle scelte del territorio utilizzando al meglio i finanziamenti regionali ed europei che, messi a disposizione direttamente ai comuni possono effettivamente incidere positivamente nella risoluzione delle specifiche problematiche territoriali. E’ molto importante mettere in evidenza che gli stessi sindaci del territorio, qualora operino nel contesto di unione dei comuni e/o a livello distrettuale, dovranno essere alla pari nel momento delle decisioni riguardanti la programmazione generale e non come succedeva con il “sistema provincia” alcuni di essi erano più “pari degli altri”. Credo che la crisi economica di un piccolo centro abitato, sia importante quanto quella di un centro abitato più rilevante e che le esigenze di vita e le tasse pagate dai cittadini di un piccolo e di un grande centro, mi risulta non siano così differenti. La viabilità. L’attuale situazione delle strade in Sardegna è drammatica. La Sardegna è l’unica regione italiana che non possiede una arteria principale con le caratteristiche di un autostrada. E’ una vergogna assoluta. E’ una vergogna per certi politici Regionali che hanno assecondato in mezzo secolo le sciagurate scelte a livello di governo centrale. Mi ribello e lotterò affinché la 131 diventi una volta per tutta una vera arteria stradale moderna in cui si viaggi in sicurezza e si arrivi da un punto all’altro della Sardegna in un tempo decente e non, come capita attualmente, in un tempo indecente a causa delle limitazioni conseguenti agli interminabili lavori, i quali ricordano tantissimo quelli della Salerno Reggio Calabria con tutti gli annessi e connessi. Non dimentico poi la vergogna delle strade del Medio Campidano, abbandonate dalla ex matrigna provincia e dal suo giovane ex assessore ai lavori pubblici che ora invita tutti a “cominciare il domani” dimenticandosi che ha “finito il ieri” lasciando le arterie stradali della ex provincia in disfacimento. Si devono acquisire immediatamente i fascicoli delle gare espletate (vedi ad es. la Turri-Tuili) e procedere alla firma dei contratti per poi procedere ulteriormente alla esecuzione dei lavori. Al contrario, rischiamo di cominciare il domani con la logica del ieri.

Cosa propone per il Medio Campidano?
Il mio sogno è quello di contribuire alla trasformazione del nostro Territorio del Medio Campidano in un area dove la simbiosi tra le bellezze naturali (notevoli), la storia legata all’industria delle miniere (forte e commovente) e la realtà agro pastorale (in sofferenza) sia un punto di partenza per dare avvio ad una autentica trasformazione del territorio.

Per fare tutto questo è però necessario formare culturalmente e responsabilizzare la popolazione e soprattutto i giovani, facendo in modo che soprattutto questi ultimi siano i veri attori della rinascita del territorio. Io amo il mio territorio e cercherò di dimostrare in chiave politica, concretamente attraverso idee e progetti, questo amore. Sono fiducioso nel futuro del nostro territorio nonostante le attuali difficoltà legate alla crisi, in quanto la gente è capace e propositiva se coinvolta nelle scelte e non solo quando deve pagare le tasse. Riguardo il mio contributo allo sviluppo del territorio, credo che la sensibilità della mia gente permetta alla stessa di distinguere una persona onesta che opera nel rispetto dei nobili valori politici quali sono la coerenza, la sincerità, il senso civico ed etica, in sintesi l’onestà.

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