Lettera aperta al cuore e al cervello dei sardi

Domenica 16 febbraio, la Sardegna sceglierà  la classe dirigente che la guiderà’ nei prossimi cinque anni.

Forse, si tratta dell’appuntamento più importante dell’intera storia dell’autonomia sarda: difficilissima e’ la nostra situazione economica e sociale e mai come oggi la politica sarda e’ apparsa cosi’ debole e screditata.

Eppure e’ proprio nei momenti più difficili che più serve il coraggio, la capacita’ , la generosità nell’impegno al servizio della propria comunità.

L’autobus Sardegna percorre una difficile e tortuosa strada di montagna, sull’orlo del precipizio.

La politica sarda e’ l’autista dell’autobus: e’ interesse di tutti che torni ad ispirare fiducia ai passeggeri.

E nessun sardo puo’ pensare che la buona guida dell’autobus non sia affar suo!

E’ per questo che i Riformatori chiedono il tuo aiuto, consapevoli di avere ancora tanto da fare, ma anche orgogliosi del lavoro sinora fatto.

Certo, nessuno puo’ dire che non siamo stati quotidianamente presenti tra la gente, con centinaia di incontri, convegni in tutta la Sardegna.

Abbiamo scelto di non arroccarci nel Palazzo, ma di stare sempre in mezzo ai cittadini, anche quando questo era scomodo e difficile.

E chi sa ascoltare, raramente resta con le mani in mano.

Anche grazie al tuo sostegno,in questi anni abbiamo avuto il coraggio di stare fuori dal coro: nel maggio del 2012, 525.000 sardi hanno votato per i referendum che abbiamo proposto, cancellando le Province inutili, riducendo stipendi e costi della politica, cancellando i consigli di amministrazione degli enti.

Altri ne hanno parlato a lungo, noi abbiamo fatto cose concrete.

Abbiamo combattuto contro lo schifo della legge elettorale Porcellum  (quasi 100.000 firme referendarie sono state raccolte in Sardegna!), abbiamo raccolto 102.000 firme per ottenere che venisse scritto in legge che i sardi non devono pagare le accise sulla benzina.

Nelle proposte di legge dei nostri consiglieri regionali è scritto il percorso di speranza, di cambiamento e di innovazione di cui la Sardegna ha oggi immenso bisogno.

Non serve aggiungere altro: i sardi non sono cretini e non fanno di tutta l’erba un unico fascio.

I sardi sanno bene che esiste la politica pulita e capace e che in Sardegna c’e’ un immenso bisogno di politica seria, sobria, con le maniche rimboccate.

In Sardegna c’e’ bisogno dei Riformatori.

Aiutaci, aiuta i nostri candidati, che mettono la loro faccia al servizio delle nostre idee e della Sardegna

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2 commenti su “Lettera aperta al cuore e al cervello dei sardi”

  1. Francesco

    Piena fiducia ai Riformatori! Gli unici che hanno fatto qualcosa di concreto per i sardi.

  2. Giulia

    I Riformatori sono fra i pochi, o forse gli unici, che possono dire di non avere fatto solo buone proposte, ma di averle realizzate.

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