Taglio costi dei carburanti

Taglio dei costi dei carburanti e dell’energia per i sardi, proposta di legge dei Riformatori sardi
Il testo è in Parlamento ancora non è stato discusso. Al via la petizione perché venga approvato
Da oggi tavolini in tutta la Sardegna per la raccolta delle firme. Si può aderire anche on line
Si tratta del quarto punto, dei cinque, sulla base dei quali i Riformatori faranno le alleanze

CAGLIARI 07/09/2013. Una proposta di legge per il taglio dei costi dei carburanti e dell’energia per i sardi. L’hanno presentata i Riformatori sardi che già nel 2009 avevano presentato una proposta di legge di iniziativa popolare, rimasta senza risposta. Ora i Riformatori rilanciano: chiedendo al Parlamento, con una petizione popolare, l’approvazione del provvedimento. Il progetto è stato presentato questa mattina dai vertici regionali del partito durante la conferenza stampa che si è svolta davanti ai cancelli della Saras. La proposta del 2009, tra l’altro, era stata precedentemente presentata nel 2001 e nel 2004 ma non è stata mai esaminata. Una proposta, tendente ad incidere sullo sviluppo economico dell’Isola in modo ampio e diffuso. In particolare intendono integrare l’articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna.

Taglio delle tasse su benzina, gasolio e riscaldamento. Con l’articolo 2 si dispone che vengano concesse delle agevolazioni tariffarie-fiscali a favore dei cittadini residenti e delle imprese operanti nel territorio regionale sui prodotti petroliferi immessi al consumo nel territorio della Regione Sardegna. In sostanza le accise sono ridotte del 50 per cento per carburanti e combustibili da riscaldamento consumati in Sardegna, mentre i prodotti petroliferi posti in vendita nel territorio della Regione e utilizzati per gli impieghi delle imprese industriali, agricole ed artigiane negli stabilimenti e sedi situati nel territorio della Regione, e comunque in luoghi diversi dalle abitazioni, sono esenti da ogni imposta erariale.

Entrate. Con l’articolo 1 viene chiarito che il dettato costituzionale previsto dall’articolo 8 dello Statuto della Sardegna, che riconosce fra le entrate assegnate alla Regione una compartecipazione nella misura dei 9/10 sulle imposte di fabbricazione gravanti sui prodotti petroliferi, è riferito anche ai prodotti petroliferi che sono stati prodotti nel territorio della Sardegna e poi spostati nei depositi fiscali autorizzati, al fine di creare un differimento nell’applicazione dell’imposta di fabbricazione (accisa). Che poi è esattamente quanto riconosciuto dall’accordo Soru-Prodi, poi trasformato in legge, come già ricordato, prima delle altre entrate fiscali. Con l’articolo 3 si affida al Ministro dell’economia, di concerto con il Ministro dei trasporti e della navigazione, il compito di disciplinare l’organizzazione e le verifiche relative all’erogazione e al consumo dei prodotti petroliferi impiegati come carburante per i veicoli circolanti nell’Isola ed allo stesso Ministro dell’economia, di concerto con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, il compito di regolamentare l’organizzazione e le verifiche relative all’erogazione e al consumo dei prodotti petroliferi impiegati come combustibili da riscaldamento

La proposta, dunque ha l’obiettivo di abbattere sensibilmente i costi per il carburante e quelli energetici, scelta dettata dalla necessità di agire su tutti i settori economici, senza dover ricorrere ai tradizionali e complessi piani di intervento pubblico. Abbattendo i costi energetici delle famiglie e delle imprese si rendono immediatamente disponibili risorse per gli investimenti sia diretti, sia indotti.

Tra le diverse politiche in grado di innescare un circolo virtuoso di sviluppo vi è quella delle esenzioni fiscali dei prodotti petroliferi.

L’economia Sarda, tra le economie delle regioni italiane, è quella che mostra oggi le maggiori difficoltà anche a causa dell’obiettiva condizione di insularità e perifericità.

La stessa identità culturale del Popolo Sardo costituisce il presupposto per la costruzione di una forte e decisiva negoziazione con lo Stato e le Istituzioni Europee per l’accrescimento economico e sociale.

Conseguentemente devono essere concesse agevolazioni tariffarie-fiscali a favore dei cittadini residenti e delle imprese operanti nel territorio regionale sui prodotti petroliferi immessi al consumo nel territorio della Regione Sardegna.

Pur consapevoli delle obiettive difficoltà della finanza pubblica, l’approvazione di questa proposta di legge sarebbe un primo risarcimento dei danni ambientali causati dalle Società Pubbliche responsabili dell’inquinamento dell’ambiente e del territorio oltre che un primo indennizzo e risarcimento per l’occupazione delle aree militari.

Il provvedimento rappresenta, dunque, un giusto riconoscimento dei diritti dei Sardi.

Dove Firmare. Si può firmare oggi nei seguenti punti dalle 10.30 alle 12: Quartu Sant’Elena Viale Colombo 197, Sestu Piazza Rinascita, Carbonia Piazza Mercato, Iglesias Corso Matteotti, Cagliari Via Dante fronte Coin, Sassari Piazza Italia, Oristano Piazza Roma, Tortolì Via Monsignor Virgilio, Nuoro Via Lamarmora fronte Chiesa “Grazie”, San Teodoro via Sardegna, Arzachena via Nazionale (località Cannigione)

Si può aderire anche on line sul sito www.riformatori.it/update e sul profilo face book dei Riformatori sardi.

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