A PROPOSITO DI AMBIENTE E IGEA

La situazione ambientale di alcune aree minerarie e industriali dell’Isola, è drammaticamente compromessa, anche a causa dell’attività delle società di Stato. l’IGEA, costituita con atto del 31 luglio 1986 con la denominazione sociale di S.I.M. S.p.A. (Società Italiana Miniere S.p.A.), successivamente modificata, appunto, in IGEA S.p.A. è stata individuata quale soggetto giuridico operante nell’attività di messa in sicurezza, il ripristino ambientale e la bonifica di aree minerarie dismesse e/o in via di dismissione, agendo nell’ambito dei piani e delle linee di indirizzo provenienti dal suo unico azionista la Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato dell’Industria. L’ingente patrimonio immobiliare, i mezzi e le attrezzature, la professionalità delle maestranze, tutti confluiti in IGEA, avrebbero dovuto rendere possibile, come in modo assolutamente parziale ed insufficiente è avvenuto, l’avvio delle attività di messa in sicurezza, caratterizzazione, bonifica e ripristino ambientale di diversi siti minerari dismessi. Proprio a causa dei palesi ritardi, in data 10 ottobre 2012, insieme ad Anna Maria Busia, inviavo una diffida al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Governatore della Regione Autonoma della Sardegna. La diffida rammentava il principio comunitario “chi inquina paga” che rappresenta uno dei pilastri fondamentali sul quale si sono sviluppate le politiche ambientali delle comunità europee a partire dall’inizio degli anni ’70. Trascorsi i tempi della diffida e considerata l’assenza di una qualsiasi risposta, visto il d.lgs. n. 152/2006, così come modificato dal d.lgs. 4/2008 e l’art. 174 del Trattato CE, depositavamo un esposto alla Procura della Repubblica. L’esposto ha rappresentato un secondo passo verso l’approfondimento e la ricerca della verità sulla situazione ambientale in cui versano le aree minerarie dismesse e industriali del Sulcis Iglesiente e dell’intera Isola. Considerata, poi, la missione dell’Igea ed i ritardi delle bonifiche, abbiamo acceso i riflettori sui bilanci della Società e sul mancata attività di controllo analogo che la Regione è tenuta a svolgere sugli organismi in house (cfr. Delibera della G.R. n. 17/32 del 27/04/2010 e Delibera della G.R. n. 42/5 del 23/10/2012). La situazione emersa è risultata drammatica, tanto da far letteralmente scrivere alla stampa nazionale (Il Fatto Quotidiano): l’Igea ha drenato “finora centinaia di milioni senza produrre nulla se non clientelismo e malaffare”.

Roberto Frongia

2 commenti su “A PROPOSITO DI AMBIENTE E IGEA”

  1. Carlo

    Che vergogna, inquinano il nostro territorio e pensano solo a sfruttare le sue ricchezze…

  2. Silvia

    Bravissimo Roberto, continua a tenere alta l’attenzione su queste vicende!

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