Preferenza di genere, battaglia dei Riformatori

 “L’approvazione della preferenza di genere all’interno della nuova legge elettorale è per noi è essenziale.  Non potremo accettare che il Consiglio regionale non vari questo provvedimento, strumento di civiltà e democrazia”. Lo sottolineano il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, e il  capogruppo dei Riformatori sardi in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.

cossa“Non possiamo accettare – dicono – che le forze politiche per i più svariati motivi affondino un provvedimento di questa portata. Non consentiremo a nessuno di giocare su questioni così essenziali per la democrazia”

7 commenti su “Preferenza di genere, battaglia dei Riformatori”

  1. Francesca Diana

    La preferenza di genere è una cosa importantissima,anche le donne devono avere la possibilità di emergere

  2. Roberta Mannai

    La preferenza di genere è importantissima,perchè a causa dell’ottuso maschilismo di molti uomini,le donne vengono messe spesso in secondo piano,e questi stessi uomini votano persone incompetenti pur di non dare il voto ad una donna.

  3. Manuela Spanu

    Non capisco perchè il consiglio regionale continua sempre ad andare contro noi donne!!!Avranno paura

  4. Danilo Pillitu

    Le capacità di un uomo e di una donna sono individuali,ci sono Donne capaci e incapaci e uomini capaci e incapaci,però la grande sensibilità delle donne non si discute ,e forse può essere questa sensibilità che farà in modo che migliorino le cose nel nostro paese,la sensibilità per chi muore di fame,e la sensibilità per chi soffre,forse questa sensibilità e la tenacia che le donne hanno dimmostrato negli anni per il loro diritti saranno la ricetta giusta per il nostro paese

  5. Valeria

    Ancora una volta la sottorappresentazione delle donne nella politica di “casa nostra” continua ad essere indice di una condizione di disparità strutturale di genere e in un momento storico di forte crisi della politica, coloro che ci dovrebbero rappresentare sembrano orientati a trovare soluzioni al “ribasso”, anziché far leva sulle donne come fattore di rinnovamento per recuperare la credibilità delle istituzioni. Pur sapendo che è doveroso introdurre norme ad hoc per rispondere alle istanze della società civile, in linea con le indicazioni europee e internazionali, sembrano prevalere ancora una volta logiche di potere escludenti. Eppure, poiché è interesse dei partiti avere il consenso dell’elettorato femminile, oltre alla via legislativa il cui esito è molto incerto, sta ad essi assumere la questione della rappresentanza con scelte autonome orientate alla parità e alla democrazia effettive.
    Le vicende del Consiglio Regionale della Puglia in merito alla proposta di legge di iniziativa popolare “50 e 50” sono l’ennesimo esempio del maschilismo pervadente della classe politica del nostro paese. La proposta, sostenuta da 30.000 firme, prevedeva l’introduzione della doppia preferenza di genere e la composizione paritaria delle liste, a pena di inammissibilità, nella legge elettorale regionale. Il Consiglio, composto da 67 uomini e soltanto 3 donne, nella seduta del 27 novembre, ha bocciato la proposta, utilizzando il “trucco” del voto segreto, accompagnato da numerose assenze, che ha consentito ancora una volta la saldatura trasversale a difesa di interessi consolidati del genere maschile. Stando alla storia recente di casa nostra sembra piuttosto un film già visto che non rende giustizia alle tante donne che, con abilità e dedizione, si spendono quotidianamente in tutti i settori della società civile.
    Quello che mi indigna di più come persona si riferisce alla discussione che mettono in campo questi signori ossia: non tanto che una donna in politica debba essere scelta sulla base di competenze e intuito politico, né sul comune riconoscimento che sia ovvio e auspicabile il rapporto fifty-fifty tra i generi anche in politica. Ciò che stride, in altri termini, è che il loro consenso affondi le radici in ben altri presupposti che non quelli politici, e che diventino frutto della peggiore cooptazione maschile, e anche per questo incapaci di esprimere una politica al femminile. Tutto questo è il frutto di un modello che strumentalizza, la presenza femminile, scegliendo accuratamente un modello rassicurante e maschilista, controllato e controllabile, lasciando ai margini donne capaci e competenti, troppo pericolose… ..Insomma, la strategia più efficace non è quella di escludere l’avversario dalla competizione, ma di includerlo nella sua versione più “innocua”, depotenziandolo, non avendo con esso un confronto alla pari.
    Questo tentativo a mio modesto parere è subdolo; perché ormai le donne hanno mostrato ciò di cui sono capaci nella vita pubblica, evidentemente, della nostra classe politica.

    Solo il cambiamento dell’approccio culturale e la crescita di un movimento di donne consapevoli e , sempre più numeroso nella vita pubblica e nelle istituzioni, può invertire la tendenza e consentire una seria ed equilibrata competizione politica.

    Seppure ancora non si scorge all’orizzonte un modello simile, lavoriamo per il giorno in cui non si debba scegliere più tra un uomo e una donna ma tra due candidati, indipendentemente dal loro sesso, perché ad entrambi i generi saranno state offerte, in modo naturale e scontato, le stesse possibilità e la stessa apertura di credito.

    Ringrazio per il lavoro di informazione e per questa particolare battagli di civiltà il movimento dei Riformatori nella speranza che in futuro si possa pensare non più ad un opportunità che ci viene concessa…. ma ad una condizione naturale degna di una “Regione” Civile.

  6. Davide Boi

    La doppia preferenza può portare un cambiamento radicale,ed è proprio di questo che abbiamo bisogno.Cambiare!!

  7. Federico Floris

    Spero che riescano a far passare questo importante provvedimento,non solo per le donne,ma anche perchè finalmente possiamo dare una svolta ,chissà magari le donne trionferanno dove molti uomini hanno fallito

I commenti cono chiusi

Contattaci

Riformatori sardi
Coordinamento regionale
sede: Via Sant'Ignazio,30 - 09123 - Cagliari
telefono: 070 301131
Direzione Operativa: 070 6014279
email: info@riformatori.it