Un mare di burocrazia cialtrona

burocraziaQuella che Giavazzi, sul Corriere della sera di oggi (giovedì, 9 maggio) chiama Burocrazia inossidabile a volte potrebbe essere definita Burocrazia cialtrona. Una considerazione questa che contiene qualche spunto di originalità ? No di certo.

I burocrati, si sa, non brillano per saggezza nello svolgimento della loro missione. Men che meno quelli romani, quelli per i quali le cose devono essere fatte sempre nello stesso modo, quelli che non si adattano alle situazioni ma pretendono di adattare le situazioni a regolamenti, norme e codicilli. Non per nulla vi è una consapevolezza diffusa che sia venuto il momento di affrontare il ricambio della burocrazia e di farlo davvero. Che senso ha chiede un rinnovamento nella classe politica se la struttuyra burocratica che ha in mano il potere resta immutabile ?

L'ultima bestialità, per usare un eufemismo, è quella che arriva dal ministero delle Infrastrutture, dove è spuntato un decreto sacrosanto che impone una serie di provvedimenti per mettere in sicurezza il territorio per evitare danni in caso di eventi sismici. Tra le pieghe del decreto c'è una norma che impone lo svuotamento delle dighe. E cosa hanno fatto i burocrati? Hanno deciso che questo provvedimento deve essere applicato indistintamente su tutto il territorio nazionale, Sardegna inclusa che, come sanno tutti, non

è a rischio sismico.

Ma poco importa per i solerti funzionari del ministero delle Infrastrutture, anche la Sardegna deve rispondere con un solenne “obbedisco” e buttare a mare un miliardo e mezzo di metri cubi d'acqua. Acqua, come sappiamo bene, preziosissima nella nostra Isola, che soffre ciclicamente di periodi di siccità paurosi, che mettono a rischio le attività nei campi ma anche la stessa convivenza civile. Nessuno si è dimenticato che neppure tanti anni fa in tutte le città della Sardegna giravano le autobotti per fornire non più di un bidoncino d'acqua al giorno che consentisse ai sardi di lavarsi.

Ebbene a Roma questo non lo prendono neppure in considerazione. Non solo: il decreto ormai è alle battute finali, manca solo la firma del ministro Maurizio Lupi, dopo che ha superato anche il vaglio di una supercommissione di lavoro. Bene ha fatto l'assessore ai Lavori Pubblci, Angela Nonnis, a prendere il primo volo per la Capitale e piombare al ministero per convincere i funzionari che forse non sapevano granché di cosa è la Sardegna.

E' vero che siamo alla periferia dell'impero ma pretendere, da chi scrive provvedimenti così importanti, di studiare prima di scrivere decreti che possono avere impatti così devastanti, ci sembra il minimo. Così come ci convince ancora di più della necessità di mettere mano una volta per tutta a una burocrazia che non solo non facilita ma anzi complica la vita dei cittadini. Che sono stufi di dire sempre: “Obbedisco”.

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12 commenti su “Un mare di burocrazia cialtrona”

  1. guido

    Ciò che si sta perdendo completamente è il buon senso, per cui i buricrati pensano sempre di più a protergersi la schiena. Sempre più spesso cercando di applicarle la norma in maniera assolutamente bovina. Ormai le leggi, i regolamenti e le circolari sono arrivate all’incartamento totale e nessuno capisce più nulla di nulla. L’incertezza regna in tutti i campi: fiscale, urbanistica, amministrativo e ora anche i medici iniziano a non capire più come comportarsi. Tutto questo fa buon gioco a chi per chissà quale motivo vuole paralizzare il paese e la sua economia.
    La burocrazia è talmente entrata diffusamente nelle nostre menti e nel nostro modo di ragionare che anche noi (parlo dei professionisti tecnici), categoria alla quale appartengo, non riusciamo più a prescinderene e la accettiamo come una disgrazia impossibile da superare.
    Stiamo arrivando al paradosso incredibile dove ci troviamo anche a solidarizzare con i nostri “carnefici” (i tecnici comunali) che ogni volta che rilasciano in buona fede una concessione, magari anche la più banale, rischiano di trovarsi addosso forestale e magistrati che li inquisiscono e di conseguenza devono pagarsi gli avvocati a fronte di un miserabile stipendio spesso inferiore a € 2.000/mese netti. Oltre ovviamente al rischio di vedere infangata la loro fedina penale.
    Pensate che oggi per realizzare una nicchia per un contatore d’acqua in una recinzione a distanza inferiore a Km. 2 dal mare e in certi casi sino 5 Km, il povero cittadino deve spendere almeno € 1500 di progettazione per la enorme mole di carte che tale autorizzazione richiede e posso assicurare che il guadagno è comunque assai ridotto perchè tale pratica passa al comune, alla Tutela del Paesaggio, alla Soprintendenza, poi torna indietro alla Tuela del Paesaggio e al Comune e se non ci stai appresso con interminabili anticamere negli uffici per sollecitarne il disbrigo, un anno non basta per vederne la fine.

  2. rosanna siddi

    Hai detto bene Massimo. Della Sardegna sanno veramente poco, è questo è il risultato di come viviamo un vera e propria situazione emarginale in cui una burocrazia “ignorante” detta ordini privi di ogni conoscenza e senso logico. Penso che i riformatori debbano farsi sentire in tal senso sottolineando come il nostro territorio non può vivere senza queste risorse.

  3. daniela gallus

    sacrosante considerazioni! . . sono convinta comunque che il periodo dell obbedienza passiva stia finendo . . i sardi sono troppo arrabbiati per farsi prendere in giro ancora.la mia speranza e’ che si comprenda finalmente l importanza delle competenze sui vari temi . . quando si affida un incarico pubblico. .

  4. Paolo

    Bravissima l’assessore Nonnis, non possiamo permettere uno spreco del genere.

  5. Danilo Secci

    Parole sante veramente Parole sante dott. Fantola,spesso e volentieri si può morire di burocrazia,è una cosa terribile la burocrazia qui in italia

  6. Francesca Pirisi

    Ottime argomentazioni ,veramente ottime argomentazioni,ci sarebbe da scrivere un libro che parli della burocrazia in italia,ma con la lentezza della nostra burocrazia,ci metterebbe decine e decine di anni ad essere pubblicato

  7. Angelo Serra

    Scopo della burocrazia è di condurre gli affari dello Stato nella peggior possibile maniera e nel più lungo tempo possibile.

  8. Stefano Curreli

    Più burocratica è un’organizzazione, più grande è la misura in cui il lavoro inutile tende a rimpiazzare il lavoro utile,infatti ne abbiamo avuto la prova con quella stupida legge che ci impone di svuotare i bacini,ma si può!!!

  9. Luigi Stagi

    Complimenti all’assessore Angela Nonnis,per essere partita immediatamente per portare la voce dei sardi …grazie

  10. Alessandra Pani

    Non è più possibile che le alte sfere decidano,e noi sardi dobbiamo stare zitti ed obbedire,questi signori prendono una decisione ,qualunque essa sia,in questo caso una decisione stupida,e poi fanno quello che vogliono ma come è possibile???

  11. Sebastiano Pani

    Si può morire di burocrazia,in italia la burocrazia è la cosa più lenta e complicata

  12. Massimiliano Melis

    Le pratiche burocratiche in italia sono la cosa peggiore,sono lente e complicate e non sempre portano al risultato sperato

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