Metro, il piano dei Riformatori sardi

Dall’Unione Sarda del 07 aprile

Da un capo potrebbe superare piazza Repubblica e arrivare a lambire il quartiere Sant’Elia, dall’altro spingersi sino a Settimo (una certezza, grazie alla biforcazione della linea 2 che va da San Gottardo a Monserrato), ma anche a Sestu, dove viene chiesto a gran voce il prolungamento della linea ferroviaria oltre la Cittadella universitaria. Ma per la Metropolitana leggera del capoluogo, il presente è fatto già di buoni numeri, con la possibilità a settembre – salvo imprevisti – di attivare anche il terminal del Policlinico.
Le immense potenzialità del circuito metropolitano integrato sono state il tema del convegno organizzato venerdì dai Riformatori a Sestu, città con oltre ventimila abitanti che da tempo chiede

l’ingresso nel circuito urbano. A discuterne, oltre al vicepresidente del Consiglio regionale, Michele Cossa, c’erano anche il direttore generale dell’Arst, Carlo Poledrini, l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Angela Nonnis, e il sindaco di Sestu, Aldo Pili.
«L’avvio della nuova stazione del Policlinico», spiega Poledrini, «rappresenterà un salto importante del servizio, con riflessi positivi anche per Sestu e altri centri vicini. Nell’attesa che venga prolungata la linea, poi, si sta già studiando l’operatività di un collegamento integrato con gli autobus, così da anticipare quella che poi sarà la nuova linea».
In Regione ci sono già vari progetti in fase di studio: quello fortemente voluto dall’amministrazione cagliaritana guidata dal sindaco Massimo Zedda, per cui ci sono disponibili 50 milioni di euro, vorrebbe l’estensione del tragitto della metro sino al Poetto. Poi ci sono tante di richieste: da un lato Capoterra, dall’altro Sinnai e ancora Selargius.
Già in fase di attuazione, sulla linea già esistente, il collegamento per Settimo, mentre quello per Sestu, in un primo momento verrà garantito facendo sposare il tram su rotaia con i minibus. «Collegare bene l’area vasta» chiarisce Pili, «può essere una soluzione strategica e di sviluppo per tutti».
Quella dell’Arst nell’area vasta metropolitana non sarà dunque una sfida al Ctm nei collegamenti urbani (il consorzio è già leader nelle tratte dentro Cagliari e con Quartu, Quartucciu, Selargius, Monserrato, Elmas e Assemini), ma un potenziamento dell’offerta di mobilità pubblica.
«Si studiano nuove soluzioni» assicura Michele Cossa, «e questa del biglietto unico può, di fatto, ampliare l’offerta di mobilità agli oltre ventimila abitanti di Sestu, rendendo loro accessibile da subito la metro». Di collegamenti, non su rotaia, ma su strada, ha invece parlato l’assessore regionale ai Lavori pubblici, confermando gli investimenti. «Per la mobilità dell’area vasta», assicura Nonnis, «abbiamo già 222 milioni per sistemare gli svincoli della statale 554. Un intervento che renderà più sicura una delle strade strategiche dell’area vasta».
Francesco Pinna

5 commenti su “Metro, il piano dei Riformatori sardi”

  1. Marzia Pistis

    La metro è stata una grande invenzione…..speriamo venga completata al più presto!!!

  2. Antonio Cogoni

    Ottima proposta la Metrò,speriamo veramente che la realizzino al più presto,perchè sarebbe una svolta

  3. Massimo melis

    Grandissima innovazione la Metro,finalmente qualche cosa di utile per i cittadini.

  4. Marco frau

    Grandissima iniziativa,la metrò è utilissima,complimenti

  5. Stefano Curreli

    La Metropolitana è una grandisima innovazione!!

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