Lettera a Monti

mario-monti-programma-2013Caro professore,
tra qualche giorno si concluderà la sua missione a Palazzo Chigi ed immagino che queste ore siano difficili e cariche di amarezza.

L'Italia intera, che solo diciotto mesi fa si era affidata a Lei perché salvasse il nostro paese dal fallimento verso il quale i governi Berlusconi e Prodi l'avevano portato, sembra averla abbandonata.

Mentre allora, al momento della sua salita in politica, dare un giudizio negativo su di lei sarebbe stato ancora più difficile che parlare male di Garibaldi, oggi, viceversa, che la sua esperienza volge al termine, tutto sembra ritorcersi contro.

E' impossibile aprire un quotidiano senza

leggere giudizi impietosi su di lei, sul suo governo o sulla sua iniziativa politica; andare sul Web e trovare un solo commento che ricordi come grazie a Lei l'Italia si è rimessa sulla strada della ripresa; ascoltare, in uno dei tanti dibattiti televisivi, qualcuno che renda onere al suo tentativo di creare una forza politica liberale e riformatrice capace di opporsi ad una sinistra conservatrice ed ad una destra impresentabile e di dare una risposta concreta a quanti chiedevano innovazione alla politica ed al modo di fare politica.

Tutto ciò mi sconcerta e mi avvilisce.

Per questo motivo, io che non mi sono mai iscritto ai Monti boys, che pur considerando positivo il bilancio del governo non ho mai sottaciuto critiche al suo operato, che sarei pronto a snocciolare gli errori, a volte madornali, che hanno segnato la sua campagna elettorale, sento il dovere di distinguermi da coloro che le hanno voltato bruscamente le spalle e di ringraziarla per avermi regalato qualche mese ricco di entusiasmo e di passione.

Grazie, caro professore, per avermi dato la speranza che la nostra Italia potesse tornare ad essere al centro della economia e della politica europea, un paese normale immune dal pericolo che qualche comico di turno se ne possa impadronire; che una scelta civica, in discontinutà con una classe politica sclerotizzata, potesse essere compresa dall'elettorato; che la voglia di innovazione e di cambiamento potesse fare uscire la nostra politica dalla palude e dalla stagnazione nella quale da troppo tempo si dibatte.

So perfettamente di dire cose oggi assai impopolari perfino tra i miei amici più cari; ma, mi creda, la soddisfazione di non rinnegare le motivazione che mi hanno spinto a combattere una battaglia che avrebbe dovuto avere più fortuna , è ben più importante del peso delle critiche che susciterà questa mia.

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2 commenti su “Lettera a Monti”

  1. GABRIELE URAS

    Bel gesto, caro senatore. E’ giusto, pur negli affanni e negli equilibrismi della lotta politica, non dimenticare le buone maniere e la lealtà e il rispetto delle persone. Capisco e condivido un certo Suo imbarazzo nella valutazione dell’operato del senatore Monti, con evidente riferimento alla decisione poco saggia di entrare nell’agone politico privo di suficiente esperienza e senza una previa e attenta valutazione della credibilità degli alleati, non tutti in grado di contribuire con adeguato prestigio e con la necessaria efficacia al successo della lista da lui ispirata. Alla quale i Riformatori e Italia Futura hanno dato un significativo contributo, aprendo, forse, valide prospettive di lavoro per il futuro, anche prossimo.

  2. GIANCARLO SPIRITO

    LA POTENZA DELLA STAMPA E DELLE TELEVISIONI DI REGIME E’ RIUSCITA A RIBALTARE QUANTO DI POSITIVO HA FATTO MARIO MONTI PER RADDRIZZARE UNA ROTTA ED UNA CREDIBILITA’ INTERNAZIONALE DELL’ITALIA ALLA DERIVA. SIAMO NELLA STAGIONE DEI BUFFONI CHE IN POCHI MESI HANNO BRUCIATO GRAN PARTE DEI DURISSIMI SACRIFICI FATTI E SE DOVESSIMO ANDARE AD ELEZIONI FRA QUALCHE MESE L’ITALIA RISCHIA DI TORNARE INDIETRO DI ALMENO VENTI ANNI.

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