Area venda le case, basta attendere

La legge nazionale 560/1993 detta le norme per la vendita agli assegnatari del patrimonio abitativo di proprietà degli Istituti di edilizia popolare.

foto(14)La legge regionale 1/2011, stabilisce anche in Sardegna le facilitazioni perché gli assegnatari possano diventare proprietari delle abitazioni. La stessa legge fissa nel 90% il patrimonio di AREA da avviare alla dismissione.

VANTAGGI delle DISMISSIONI. Il più importante vantaggio è di ordine sociale e mira a garantire il possesso della prima casa di abitazione anche alle fasce economicamente meno protette della popolazione.

Inoltre:

  1. In tempi di “spending review”, AREA si libererebbe dei costi delle manutenzioni.

  2. AREA si libererebbe del costo dell’IMU (circa 4 milioni di euro, per il 2012).

  3. AREA “farebbe cassa” dalle vendite e potrebbe utilizzare il ricavato per nuove attività edilizie (ad esempio nel settore del social housing) mirate a creare nuove opportunità di accesso alla casa per fasce sociali e anagrafiche in sofferenza (giovani coppie, single di ritorno etc).

  4. Le risorse umane all’interno di AREA (circa 180 persone) potrebbero essere ridotte numericamente e dedicate ad una “mission” più moderna e adeguata alle esigenze dei tempi ……………

A CHE PUNTO SIAMO CON LE DISMISSIONI? Dalla lettura del bilancio 2012 di AREA sembrerebbe che siamo in alto mare! La previsione di dismissione è di appena 600 unità abitative, poco più del 2% del totale, ben lontani dal 90% previsto dalla legge 1/2011!

PERCHE’ LE DISMISSIONI SONO COSI’ LENTE? Vorremmo saperlo da AREA!

Di sicuro c’è che:

  1. AREA ha pubblicato un bando pubblico per l’accatastamento dei propri immobili per un importo complessivo di 4 milioni di euro. Alle ordinarie tariffe di mercato, si dovrebbe desumere che AREA ipotizzi di dover accatastare circa 10.000 immobili: oltre un terzo del proprio patrimonio complessivo! Ed è ovvio che ciò che non è accatastato non può essere certo messo in vendita!

  1. Una parte degli immobili di AREA risulterebbero edificati in terreni che non sono di proprietà dell’Ente (ad esempio

    l’edilizia di sant’Elia, a Cagliari). E’ ovvio che, anche in questo caso, non è possibile vendere sino a che non si regolarizzano le posizioni giuridiche!

  1. Dai documenti ufficiali non emerge con certezza neppure la consistenza complessiva del patrimonio immobiliare dell’Ente, né la presenza di un dettagliato censimento informatico sulle singole unità immobiliari detenute nelle varie zone della Sardegna!

E’ evidente che in queste condizioni è impossibile

“pensare di vendere”, rispettando il disposto delle leggi nazionali e della legge regionale 1/2011!

E’ per questo che i RIFORMATORI hanno presentato un’interrogazione urgente al Presidente della Regione e all’Assessore ai LL.PP. perché accertino immediatamente quali sono i motivi che impediscono ad AREA di ottemperare al disposto della legge nazionale e regionale sulle dismissioni del patrimonio immobiliare e, soprattutto, consentano di avere certezza sui tempi necessari perché AREA si possa mettere in condizione di rispettare le leggi.

I Riformatori chiedono ancora di sapere cosa stia facendo nel frattempo AREA per trasformare la propria struttura da “ente di gestione delle manutenzioni”, in moderno ente di edilizia abitativa sociale, pronto ad investire risorse sul mercato per creare nuove opportunità abitative per le esigenze emergenti dei cittadini sardi.

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4 commenti su “Area venda le case, basta attendere”

  1. Paola

    Come al solito Area fa tutto il contrario di ciò che sarebbe logico ed economicamente vantaggioso.

  2. Enrico

    E da Area ovviamente non arriva nessuna replica, come al solito…

  3. pietro

    Area credo non risponderà mai….quali misteri si celano dentro area??? sarebbe interessante se qualche autorità ci metesse il saso e cominciasse a indare vedere cosa gira attorno all’area…..io credo che troppi interessi ruotano all’interno…qualcuno magari la deffinirebbe una mangiatoia….spero che le autorità indaghino

  4. roberto gibillini

    noi come consiglieri comunali di carbonia (gibillini.santeufemia) abbiamo presentato diverse mozioni ed ordini del giorno . con all ordine dei lavori la richiesta del recupero da parte del comune di tutto il patrimonio immobiliare di area .in una citta che storicamente gli appartiene.la mozione ha trovato il consenso di tutto il consiglio comunale.ora dobbiamo assieme come riformatori creare quel percorso che possa concludere questo importante pezzo di appartenenza storica. r. gibillini

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