Monti: un moderato capace di scelte radicali

monti-marioSi, è vero, sono un moderato. E non provo alcun disagio nel definirmi tale

pur essendo convinto che l’Italia e la mia Sardegna abbiano, oggi, bisogno di riforme radicali.

Sono anzi convinto che in momenti difficili, come

quelli che stiamo vivendo, il nostro paese abbia bisogno di leader moderati capaci di assumere decisioni forti e difficili.

Per questo motivo se fossi vissuto nel periodo risorgimentale, sarei stato un supporter di Cavour.

Mi sarei, infatti, riconosciuto nelle sue posizioni moderate, rispetto a quelle insurrezionali di Mazzini, per risolvere il problema dell’unità d’Italia; ma avrei, anche, fatte mie le sue idee innovatrici, sia quellevolte alla modernizzazione del sistema produttivo del Regno, sia quelle mirate alla realizzazione del nuovo stato italiano.

Se invece avessi avuto l’ avventura di partecipare al periodo della ricostruzione dell’Italia, nel primo dopoguerra , sarei stato un degasperiano di ferro.

Avrei, infatti, apprezzato la sua capacità di operare cambiamenti radicali, come quella agraria, che modificò dal profondo l’assetto fondiario del nostro paese, e, al tempo stesso, avrei condiviso la sua determinazione nel portare al governo del paese le forze moderate, estromettendo i comunisti di Togliatti.

Per questo motivo oggi mi riconosco nella leadership di un moderato quale è Mario Monti.

Le sue battaglie sulle riduzione della spesa pubblica e dei costi della politica, sulle liberalizzazioni, sulla lotta all’evasione fiscale, sulla riduzione dei tribunali e sulla abolizioni delle provincie etc, mi ricordano quelle fatte da Cavour e da De Gasperi e mi convincono, ancora di più, che le vere “rivoluzioni” possono essere pensate e realizzate solo da leader moderati.

2 commenti su “Monti: un moderato capace di scelte radicali”

  1. Michele

    La cosa più difficile, nei momenti di crisi, è rimanere moderati, e non lasciarsi convincere dai tanti discorsi populisti e “rivoluzionari”.

  2. Franco

    E’ possibile, nell’attuale assetto istituzionale, per un capo di governo italiano assumere decisioni forti e difficili ?
    Tutti concordano che gli enormi sprechi di risorse pubbliche perpetrati da una pletorica e inefficiente pubblica amministrazione devono essere eliminati ma nessuno (Monti compreso) ha trovato la “stanza dei bottoni” per attuare le necessarie riforme.
    Nella costruzione dell’ Europa sono stati commessi anche degli errori, tacciare con l’epiteto (infamante) di antieuropeo chi gli segnala e chi li vuole correggere è fuorviante e antidemocratico.
    Più Europa significa anche che la banca centrale europea non può essere lasciata egemonizzare dalle cancellierie tedesche che con la (tradizionale) intransigenza sul rigore dei bilanci e con la sua posizione contraria verso l’emissione degli Eurobond e verso gli acquisti di titoli del debito pubblico da parte della Bce, ha spinto gran parte dell’Europa in una spirale recessiva con conseguenze devastanti nei paesi europei più in difficoltà e effetti intollerabili sui cittadini europei più deboli… proprio quelli in nome e a difesa dei quali l’Europa è stata costruita .

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