L'emiro e la Sardegna

E’ la notizia del giorno: il ricchissimo (e potentissimo) emiro del Quatar ha la Sardegna nel cuore (e nel portafoglio) ! Le poche e frammentarie notizie di stampa che abbiamo sotto mano, ci dicono, infatti, che LUI intende fare investimenti

di enorme portata nella nostra isola.

L’intento principe (absit iniuria verbis) sarebbe una radicale ristrutturazione del sistema alberghiero in Gallura oltre che la realizzazione di ben quattro alberghi a sette stelle ,e una quota, non specificata di edilizia residenziale, sempre nei dintorni della Costa smeralda.

Sarebbero, inoltre, previsti ulteriori investimenti nel resto dell’isola, ed in particolare nel versante sudoccidentale della Sardegna; una mezza notizia che rischia di provocare vere e proprie crisi d’ansia ai nostri sindaci da tempo stremati nell’affannoso inseguimento di risorse per i loro comuni.

Ma l’interesse del nuovo principe spazierebbe anche in campi differenti da quelli del mattone: ad esempio i trasporti. Voci, per la verità vaghe, sussurrano, infatti, di un possibile intervento delle linee aeree qatariote  nel sistema trasporti isolano.

Le reazioni ? Purtroppo tutte da copione. C’è chi si è messo in fila per accoglierlo con corone di fiori sulla spiaggia di Cala Giunco e chi , si è appostato nella macchia mediterranea più prossima al bagno asciuga, pronto a respingere il presunto invasore.

Nessuno che si sia posta la domanda se sia giusto o meno aprire all’investimento dei quatarioti attraverso un confronto tra pari grado che ci permetta di guardare con positività le loro proposte ma sopratutto di confrontarle con i loro guadagni ed i nostri vantaggi.

Sui loro guadagni, se le voci riportate dalla stampa dovessero avere conferma, non ci dovrebbero essere dubbi: 1 miliardo di

investimento per acquisto delle aree e per i lavori in edilizia, in urbanizzazione e in infrastrutturazioni, a fronte di 4 miliardi di valore dell’intervento realizzato.

Sui nostri vantaggi dovremmo, in poco tempo, avere quella chiarezza di prospettiva che da sempre ci manca. Proviamo a buttare giù qualche idea ? Sicuramente il prolungamento, reale e concreto, della stagione turistica attraverso interventi sul turismo sportivo, golfistico, congressuale, delle spa etc…, la soluzione dei trasporti aerei, un investimento rilevante nel sistema turistico del sulcis, legato alla bonifica delle aree industriali etc..

In poche parole: dovremmo mettere i loro guadagni ed i nostri vantaggi sui i due piatti della bilancia e, per una volta, fare in modo di trovare una condizione di equilibrio

2 commenti su “L'emiro e la Sardegna”

  1. Roberto

    E’ inutile, dobbiamo sempre aspettare che gli investimenti li facciano gli stranieri… noi sardi non siamo mai stati in grado di sfruttare da soli tutte le enormi potenzialità del territorio.

  2. vittorio paschino

    Secondo me’, bisogna che sia il presidente della Regione Sardegna a chiedere e informarsi su questo ricchissimo Emiro del Quatar,per sapere le sue vere intenzioni sulla nostra amata Sardegna. Se le intenzioni sono serie e vantaggiose sia per noi e sia per lui,allora ben venga e auguriamoci che risolva almeno una parte di problemi che abbiamo nell’Isola.
    Saluti Vittorio Paschino Sennori (ss)

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