Patto di stabilità, i Riformatori sardi avvertono: dimissioni del Consiglio regionale se lo Stato non ci permette di spendere i nostri soldi

“Le dichiarazioni del Presidente Cappellacci sul bilancio regionale danno piena conferma di una situazione drammatica, mai vista prima d’oggi. Le imprese sarde non vengono pagate, i Comuni non ricevono i soldi per l’assistenza sociale, la stessa coesione sociale è a rischio. La Corte Costituzionale ha certificato che lo Stato deve adeguare le entrate della Sardegna, ma il patto di stabilità

che ci impedisce di spendere le nostre risorse resta quello del passato. Non è pensabile”. Lo sottolinea il presidente della commissione Bilancio del Consiglio regionale, Pietrino Fois, parlando a nome del gruppo dei Riformatori sardi.

“La Sardegna – prosegue Fois – ha diritti giuridici diversi da quelli delle altre Regioni italiane, come hanno riconosciuto la Corte Costituzionale e la Corte dei Conti! Se il patto di stabilità non lo cambia lo Stato, lo deve immediatamente cambiare il Consiglio con una propria legge! La tragedia sarda non consente di perdere più neanche un minuto”.

“I Riformatori – conclude Fois – chiedono un incontro immediato tra il Consiglio Regionale e il Governo per ridefinire il Patto. Altrimenti, questo Consiglio non serve più a

niente: se non ci mettono in condizioni di ridare ossigeno alla Sardegna, non resta che chiedere a tutti i consiglieri regionali di dare le dimissioni e di tornarcene a casa”.

4 commenti su “Patto di stabilità, i Riformatori sardi avvertono: dimissioni del Consiglio regionale se lo Stato non ci permette di spendere i nostri soldi”

  1. Giovanni

    Che la situazione fosse gravissima si sapeva. Ma se i consiglieri minacciano le dimissioni, vuol dire che è tragica…

  2. Simona

    Bisogna vedere se la pensano così anche gli altri consiglieri, oltre a quelli dei Riformatori…

  3. liliana

    questo sì che sarebbe un taglio ai costi della politica…. commissariamo tutte le regioni e con i risparmi sgravi fiscali per le imprese e incentivi per creare occupazione… forse così i cittadini riacquisterebbero fiducia nelle istituzioni.

  4. MARIO GESUINO BRAU

    A quanto pare sono soltanto i Riformatori che stanno “urlando” ciò. E mi dispiace che da altre parti non si senta neppure un bisbiglio. Ma questa é colpa di noi sardi che eleggiamo gente incapace di amministrare e di vedere “da vicino” le giuste rivendicazioni del popolo sardo. Io spero che ai Riformatori, nelle prossime elezioni gli sia dia più consenso. A quanto pare sono soltanto loro che riferiscono di questo Patto di Stabilità. Però in quanto sono numericamente pochi, non hanno il peso che dovrebbero avere. Riformatori, mi auspico che d’ora in avanti significhi anche e sopratutto “Maggiore autonomia e indipendenza legislativa” per la Sardegna. Me l’augurio per il bene di tutti noi sardi che, come abbiamo visto siamo il cesso del continente,dove Soru, non ce lo dimentichiamo ha dato la sardegna come discarica dei rifiuti napoletani e chissà a quali altri “rifiuti”. Rifiuti, mi spiego, ad avere una più ampia autonomia.

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