Riformatori al fianco dei sindaci. Cossa: Intervenga la Regione. Dedoni: serve la manovra

I Riformatori scendono in campo a sostegno dei

Comuni sardi.

“Il patto di stabilità sta strangolando la Sardegna, i

Comuni sono in dissesto o in pre dissesto, le aziende non riescono a farsi pagare.La Regione non può stare a guardare”. Lo dice il vice presidente del Consiglio regionale e coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa.

“Per colpa dei ritardi nei pagamenti – prosegue Cossa – l’intero tessuto delle piccole e medie imprese sarde è allo stremo, migliaia di aziende, i lavoratori e le loro famiglie sul lastrico”. Ecco perché i Riformatori, ribadisce il coordinatore regionale del partito, “rinnovano la richiesta che una parte congrua dei pagamenti possibili vengaimmediatamente messa a disposizione dei Comuni per i crediti vantati dalle imprese appaltatrici. Deve arrivare subito alle imprese sarde una boccata d’ossigeno, cosi’ dasalvare loro e l’economia della Sardegna da un fallimento certo”.

“Il Consiglio regionale ha accolto la stragrande maggioranza dei Sindaci della Sardegna per sollecitare alcune emergenze che da tempo fanno segnare il passo agli enti locali nei rapporti con la cittadinanza, anche con i servizi più essenziali, oltreché marcare uno stato di disagio economico- finanziario che penalizza ulteriormente il sistema imprenditoriale; infatti ciò lo indebolisce ed acuisce le immani difficoltà che vivono le imprese in questo grave momento di crisi. Queste oggettive condizioni esasperano ancor di più la criticità che i cittadini e le famiglie vivono in questi tempi portandoli a infrangere le regole più elementari della convivenza civile, ed ecco riproporsi con virulenza gli attentati ai sindaci ed agli amministratori rappresentanti dei comuni prima cellula della società e del livello istituzionale”. Lo sottolinea il capogruppo dei Riformatori sardi in Consiglio regionale.

“I Riformatori sardi già da tempo – dice ancora Dedoni – hanno evidenziato lo strisciante distacco presente nelle varie istituzioni, e quindi la disaffezione dei cittadini nei confronti del sistema politico. I recenti referendum, hanno marcato un momento importante di presa di coscienza della popolazione che non può essere disattesa ma che deve essere portata nel più breve tempo possibile a leggi concrete della Regione Autonoma della Sardegna. Devono essere date maggiori competenze e finanziamenti a Comuni e ridimensionate le competenze delle provincie, cosi che il servizio politico e l’amministrazione dei servizi sia più snella efficiente ed efficace. Capitolo particolare deve impegnare la Regione sarda nel rivendicare allo Stato un effettivo ampliamento di possibilità di spesa all’interno del patto di stabilità che comunque non può toccare i comuni inferiori a cinquemila abitanti.

I Riformatori, prosegue il capogruppo dei Riformatori, “esprimono scetticismo e contrarietà sulle ultime scelte di politica finanziaria proposte dall’Esecutivo regionale. Non si comprende, infatti quale sia il fondamento dell’iniziativa circa l’approvazione di un mese di esercizio provvisorio, cosa per altro che seppur legittima non è certamente ottimale e funzionale a una seria programmazione e spendita delle risorse, senza appunto l’approvazione della finanziaria e del bilancio per l’anno prossimo. Infatti cosi si rischia di vanificare tutte le vertenze con lo Stato sinora poste in campo, che comunque qualche risultato in positivo lo hanno portato”.

Si rende quindi necessario, conclude Dedoni, “uno sforzo di coesione istituzionale e uno slancio da parte del Consiglio regionale nel richiedere al governo dello Stato il riconoscimento delle giuste istanze della Sardegna che da troppo tempo viene penalizzata nelle sue prerogative autonomistiche e mortificata nel riconoscimento finanziario peraltro codificato in norma costituzionale”.

 

2 commenti su “Riformatori al fianco dei sindaci. Cossa: Intervenga la Regione. Dedoni: serve la manovra”

  1. Antonio

    Se la Regione può erogare almeno in parte quei fondi, dovrebbe farlo subito: se aspetta ancora troverà il deserto…

  2. Giorgio M.

    La Regione già dal 2010, con l’entrata in vigore del nuovo regime di compartecipazione delle entrate sarebbe dovuta intervenire in modo organico per ridefinire il sistema di finanziamento degli Enti Locali… non mi risulta sia stato fatto niente in merito, vedi art. 10 della LR n.2/2007

    Legge Regionale 29 maggio 2007, n. 2
    Art. 10
    Nuove disposizioni per il finanziamento del sistema
    delle autonomie locali
    1. Per l’anno 2007 e fino all’entrata in vigore della riforma del regime finanziario di cui al comma 5, in deroga alla normativa vigente in materia di criteri di riparto, i fondi di cui alle leggi regionali 24 dicembre 1998, n. 37 (Norme concernenti interventi finalizzati all’occupazione), articolo 19; 1° giugno 1993, n. 25 (Trasferimento di risorse finanziarie al sistema delle autonomie locali); 23 maggio 1997, n. 19 (Contributo per l’incentivazione della produttività, la qualificazione e la formazione del personale degli enti locali della Sardegna), articolo 2; 20 aprile 2000, n. 4 (legge finanziaria 2000), articolo 23, e n. 9 del 2006, confluiscono in un unico fondo il cui stanziamento, pari a complessivi euro 500.000.000 è ripartito per il 91 per cento a favore dei comuni e per il 9 per cento a favore delle province. La Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente in materia di enti locali, ai sensi dell’articolo 4, primo comma, lettera i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (Norme sull’organizzazione amministrativa della Regione sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali), e successive modifiche e integrazioni, determina i criteri di assegnazione sulla base di una quota pari al 40 per cento in parti uguali, e al 60 per cento su base demografica. A decorrere dall’anno 2008 e sino alla riforma di cui al comma 5 il suddetto fondo è incrementato in misura percentuale identica a quella di variazione delle entrate tributarie ordinarie a destinazione non vincolata della Regione.
    2. L’ente locale, in piena autonomia, provvede all’utilizzo delle somme assegnate avendo riguardo al conseguimento delle finalità di cui alle leggi regionali indicate al comma 1, agli interventi occupazionali e alle politiche attive del lavoro e alle funzioni di propria competenza.
    3. All’accreditamento degli stanziamenti di cui al comma 1 si provvede, di norma, con quote trimestrali anticipate; sono fatte salve le operazioni finanziarie poste in essere in corso di esercizio provvisorio sulle leggi richiamate nel comma 1, nonché l’attività posta in essere dall’Amministrazione regionale sino all’effettivo trasferimento delle funzioni di cui alla legge regionale n. 9 del 2006; al riguardo l’Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio provvede, con proprio decreto, alle conseguenti variazioni di bilancio (UPB S01.06.001 – cap. SC01.1059).
    4. Nell’ambito delle funzioni delegate agli enti locali, è garantito il funzionamento dei centri di servizi sociali nei Comuni di Carbonia e di Ottana a valere sulle risorse trasferite ai rispettivi comuni.
    5. In armonia con il titolo V della Costituzione e sulla base della potestà attribuita dallo Statuto speciale, la Regione attua la riforma dell’ordinamento delle autonomie locali e riordina la legislazione relativa, con la predisposizione di un disegno di legge organico, contenente altresì la riforma del vigente regime dei rapporti finanziari fra Regione, province e comuni attraverso l’attribuzione di una quota della compartecipazione regionale ai tributi erariali in sostituzione dei trasferimenti finanziari al sistema delle autonomie locali, ad eccezione di quelli finalizzati alla perequazione ed ai programmi regionali di sviluppo economico e sociale. A tal fine la Giunta regionale istituisce un’apposita commissione di studio, con la partecipazione delle autonomie locali per la definizione dei testi legislativi con le proposte delle suddette riforme, da prodursi entro sei mesi dalla data di approvazione della presente legge.

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